Elezioni a Carlantino, l’ombra della “scheda ballerina” sul voto del 26 maggio che ha eletto sindaco Graziano Coscia

SI andrà davanti ai giudici del Tar per il ricorso per l’annullamento integrale dei risultati elettorali

Si discuterà il 16 ottobre dinanzi al Tar il ricorso per l’annullamento integrale dei risultati elettorali del Comune di Carlantino e della proclamazione alla carica di sindaco del candidato Graziano Coscia e alla carica di consiglieri con ogni consequenziale correzione, statuizione ed ordine di rinnovo delle operazioni elettorali. Così si è deciso a Bari con un decreto del giudice Orazio Ciliberti, che ha letto le carte nelle quali gli avvocati Vincenzo Antonucci e Donato Masiello hanno denunciato alcune irregolarità nel voto del 26 maggio a Carlantino, quando Coscia si è imposto sindaco per 122 voti su Vito Guerrera, a guida della lista Carlantino Democratica.

1000 iscritti agli uffici elettorali, meno di 700 cittadini hanno esercitato il diritto di voto nel paese dei Monti Dauni settentrionali

In uno dei due seggi, presieduto dalla presidente di seggio Giuseppina Iannantuoni, moglie di uno dei candidati al consiglio, nello scrutinare le schede, alla fine del voto ci si è ritrovati con una scheda in più tra quelle non utilizzate. Una scheda consegnata e autenticata all’elettorato cioè non è tornata nell’urna. Ci si è trovati di fronte ad un errore materiale, che potrebbe però far presagire la presenza del fenomeno della cosiddetta “scheda ballerina”. 275 schede invece di 274, in presenza di 635 schede vidimate e 361 votanti.

La presidente, forse in preda al panico, creando una divergenza tra il prima e il dopo ha buttato dentro la scheda in più nell’urna, verbalizzando il giorno seguente il fatto. Nella sua dichiarazione ammette che “erroneamente è stata inserita nell’urna delle elezioni comunali una scheda non votata ed autenticata”. Ma come faceva a sapere che è finita lì per sbaglio?

Per la legge elettorale la presenza di questa irregolarità, che potrebbe preconizzare il sistema fraudolento della “scheda ballerina” (un fenomeno ampiamente descritto da Roberto Saviano e che in alcuni territori serve a controllare centinaia di voti, facendo uscire all’esterno del seggio per ogni voto e per ogni elettore una scheda bianca, compilata poi in un luogo diverso dal seggio), di per sé comporta l’invalidamento delle elezioni, senza alcuna prova di resistenza.

Ma non è tutto, Donato Masiello ha segnalato alla consigliera delle Pari Opportunità della Regione Puglia e alla consigliera di Parità della Provincia di Foggia nella neonata Giunta di Carlantino l’assenza della parità di genere: il sindaco ha infatti nominato due assessori, entrambi uomini. Il Tar Lazio ha stabilito che anche il consigliere uomo può impugnare la Giunta sessista e firmare il ricorso, non è più necessario che a farlo siano le donne.