Foggia, caos nuova giunta. La Lega vuole tre assessorati, un city manager e Di Fonso presidente del Consiglio

Le pretese dei leghisti stanno mandando in crisi il sindaco Franco Landella, atteso da un vertice chiarificatore a Bari. Chiesta anche la presidenza di una partecipata: Amgas?

È previsto per le 16 di questo pomeriggio con il sindaco Franco Landella il tavolo regionale a Bari per discutere degli assetti della Giunta foggiana, considerata essenziale in vista degli equilibri che condurranno il centrodestra alle regionali del 2020. Prima del tavolo, ampio vertice di Forza Italia con i segretari e i vari maggiorenti, tra cui il vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta.

In attesa dell’ufficialità degli eletti in consiglio comunale, con un Pd sempre più teso in cui ballano, in una manciata di 10 voti, ben tre candidati, Francesco De Vito, Alfie de Pellegrino e Lino Dell’Aquila, il sindaco Landella sta tentando di sbrogliare le matasse. In Forza Italia i giochi sono più o meno fatti: appare quasi sicuro in queste ore il ritorno in Giunta di Claudia Lioia, moglie del candidato presidente dell’Ordine degli Avvocati Michele Curtotti e difensore storico di Landella. Lioia, che ha curato la delega della Pubblica Istruzione, potrebbe anche migrare verso i Servizi Sociali, secondo gli attuali desideri del primo cittadino, nonostante l’opposizione di Franco Di Giuseppe, che difende la riconferma di Erminia Roberto all’assessorato al welfare. Forza Italia primo partito in virtù anche dei patti delle Primarie reclama Leo Iaccarino presidente del Consiglio.

Ma il nocciolo vero del ritardo della composizione dell’esecutivo resta la Lega, che, a parere di molti sta facendo troppe richieste, sempre diverse e sempre più ambiziose. Starebbe alzando la posta per rompere subito. Secondo i rumors, vi sarebbero ordini dall’alto, in casa Lega, per rendere difficile il dialogo con Forza Italia, in vista sempre delle Regionali, dove molti leghisti vorrebbero correre da soli. Si avvererebbe così la fantapolitica di chi vede in pezzi di Lega, rappresentati anche dall’ex assessore regionale Leo Di Gioia, delle pedine utili alla rielezione di Michele Emiliano.

Ma torniamo a Foggia. La Lega pretende dunque 3 assessorati – Sicurezza, Welfare su tutti – la presidenza del consiglio con Massimiliano Di Fonso, il supercampione di consensi e il più suffragato della città, la presidenza di una partecipata, meglio se Amgas (anche se Landella pare non aver dubbi nel riconfermare il commercialista Pier Luca Fontana) e infine la nomina di un direttore generale leghista, un city manager, individuato nella persona di Sario Masi, ispettore del lavoro, legatissimo a Luigi Miranda, fondatore della community Manifesto per Foggia e responsabile del programma per la Lega.

Masi godrebbe del supporto di alcuni grandi elettori del sindaco, ma non sembra suscitare troppi entusiasmi in Lega e nel palazzo, dal momento che sono lontani i tempi di Mario Pazzaglia. La Corte dei Conti potrebbe facilmente bocciare l’indicazione di un city manager il cui costo per l’Ente supera i 100mila euro.

Una sua nomina comunque metterebbe fuori gioco Luigi Miranda vicesindaco, poiché Masi è stato uno stretto collaboratore dell’ex candidato alle Primarie. Di certo Masi da direttore generale, con le possibili assunzioni alle porte al Comune di Foggia, potrebbe aiutare non poco Miranda nella campagna elettorale per le regionali 2020.

“A decidere saranno il commissario regionale della Lega Luigi D’Eramo e Giovanni Riviello, nessun patto può essere personale”, rileva un leghista di vertice a l’Immediato. 



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