Lavoratori ridotti in schiavitù alle porte di Foggia, arrestati fratelli imprenditori. Avevano creato ghetto degli orrori nell’azienda

Per la prima volta è stato utilizzato lo strumento del controllo giudiziale, con la nomina di un amministratore che prende in mano attività e la conduce verso la legalità, con l’obiettivo di riassumere i dipendenti sfruttati

Lavoratori pagati cinque euro l’ora. Impegnati tutti i giorni, domenica compresa, per 8 ore. Dalla paga già di per sè misera, venivano sottratti 40 euro al mese per alloggiare in container degradanti procurati dal titolare dell’impresa a conduzione familiare. Senza acqua corrente, luce, e in condizioni igieniche aberranti, con rifiuti a cielo aperto, docce comuni e bagni con la muffa.

Per questo sono stati arrestati Aldo (classe ’71) e Domenico Giordano (classe ’69), fratelli  titolari dell’azienda omonima in via Manfredonia a Foggia. Domenico titolare effettivo, Aldo punto di riferimento che portava in loco alcuni lavoratori, quasi tutti della Guinea.

La Procura della Repubblica e l’Arma dei Carabinieri di Foggia hanno portato a termine oggi una importante operazione “anticaporalato”, con l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare, sequestri e innovativi provvedimenti amministrativo-giudiziari, per la prima volta applicati in questi territori, nei confronti di una grande azienda agricola del Foggiano.

Per la prima volta è stato utilizzato lo strumento del controllo giudiziale, con la nomina di amministratore che prende in mano azienda e la conduce verso la legalità, con l’obiettivo di riassumere i lavoratori sfruttati, che per il momento sono stati accolti da Emmaus. I carabinieri hanno sequestrato l’intera area dell’azienda di circa 50 ettari.

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