Dopo il calcio, la “rogna” Giunta per Landella. Tutti gli escamotage per ripescare i non eletti eccellenti

In Forza Italia il caos regna sovrano. Il sindaco ha assicurato protezione ad Antonio Bove, in un modo o nell’altro riuscirà a ripescarlo. I leghisti spingono per ottenere tre assessorati

Archiviato il Foggia Calcio, il sindaco Franco Landella può occuparsi della composizione della sua Giunta, ma c’è chi scommette che il primo cittadino si prenderà tutti e 20 circa, i giorni utili, da qui alla proclamazione degli eletti, per trovare coesione e non creare nessun attrito tra le sue 7 liste. Del resto la commissione elettorale sta più in panne di lui.

C’è chi ipotizza una squadra solo di esterni, ma è assai difficile che i partiti possano accettare questo diktat, perché è necessario far scorrere la lista, per recuperare i non eletti eccellenti, a cominciare dai leghisti.

La Lega questa sera è impegnata in una cena con il commissario regionale Luigi D’Eramo, alla quale parteciperanno anche Paolino La Torre e Raimondo Ursitti, che non possono restare fuori, secondo i più. C’è chi vorrebbe recuperare addirittura anche Antonio Vigiano, in ottava posizione. Sta circolando in queste ore un documento in cui si reclama la nomina nell’esecutivo di tre eletti leghisti, Max Di Fonso (nella foto in alto con Landella e Miranda), Concetta Soragnese e Salvatore De Martino, per recuperare gli altri tre. E Luigi Miranda? Il partito sembrerebbe pronto a sacrificarlo, magari assegnandogli un ruolo di prestigio in una partecipata o in un organo di sottogoverno.

In Forza Italia il caos regna sovrano. Il sindaco ha assicurato protezione all’ex assessore ai Lavori Pubblici amato dalla gente, Antonio Bove (foto in alto), in un modo o nell’altro riuscirà a ripescarlo.

Una maniera sicuramente utile sarebbe il ritorno di Dario Iacovangelo (in foto), campionissimo di consensi, in quota Udc, ma stavolta in Giunta, così da far scattare l’azzurro Bove in Consiglio. Al momento, però, il consigliere regionale Napi Cera avrebbe risposto picche. Ma mai dire mai.