Caporali e lavoro nero in ristoranti e aziende agricole foggiane, task force per distruggere il sistema malavitoso

Lotta serrata al fenomeno in Capitanata. Scoperti gruppi WhatsApp dedicati al reclutamento dei lavoratori da parte di imprenditori senza scrupoli

Sradicare la filiera e colpire le aziende irregolari. Questo l’obiettivo della task force coordinata dalla Prefettura di Foggia per dire basta a lavoro nero e caporalato. Si punta ai pesci grossi, ovvero gli sfruttatori, proprietari di aziende agricole che si arricchiscono sulla pelle della povera gente. Stamattina il prefetto Raffaele Grassi ha convocato una conferenza stampa per snocciolare i dati della lotta al malaffare. In sua compagnia il questore Paolo Sirna, il comandante dell’Arma dei Carabinieri, Marco Aquilio e quello della Guardia di Finanza, Ernesto Bruno. Presente anche Antonella Di Modugno, direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Foggia.

Lo ha ripetuto più volte Grassi: “Puntiamo a colpire le aziende irregolari”. Mirino puntato soprattutto sul mondo agricolo dove imperano i caporali. Ma attenzione anche al settore della ristorazione “dove intermediazione illecita e sfruttamento sono molto simili al sistema praticato nelle campagne”. Ci sono persino chat WhatsApp dedicate al reclutamento dei lavoratori da parte dei titolari di aziende senza scrupoli. Stesso discorso per l’edilizia, altro settore fortemente ‘attenzionato’ dagli organi inquirenti.

“Ho preteso due servizi a settimana della task force”, ha detto Grassi ai giornalisti. Insomma, massimo impegno per abbattere il fenomeno a tutti i livelli. Aquilio: “Il terzo livello è quello del trasporto sui luoghi di lavoro, ad opera di semplici autisti o intermediari. Il secondo livello da colpire è quello del ‘bracciante agricolo anziano’ che fa da intermediario direttamente sui terreni. Infine, al primo livello del sistema malavitoso, le aziende che si arricchiscono illecitamente”.

Da inizio 2017 al 30 aprile 2019, periodo sul quale sono stati forniti dati puntuali, le azioni di repressione sono state innumerevoli. La task force, costituita da ispettorato, carabinieri, finanzieri, poliziotti e funzionari Spesal, ha effettuato 173 ispezioni, 84 le aziende irregolari, 960 lavoratori verificati, 158 lavoratori irregolari, 73 maxi sanzioni per lavoro nero, 11 provvedimenti di sospensione attività imprenditoriale, 246.091 euro di sanzioni introitate per “lavoro nero”.

Nello stesso periodo, Questura, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza hanno messo a segno 1355 servizi impiegando 4617 uomini. 1247 le aziende controllate di cui 509 irregolari. Ben 4121 lavoratori controllati, 379 irregolari, 783 in nero. Deferiti 89 soggetti, 21 arrestati, 68 denunciati in stato di libertà. Infine, 159 mezzi adibiti a trasporto di lavoratori sotto sequestro.



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