Mafia, caporalato, anziani e mondo del calcio: tutti i temi nell’agenda del nuovo questore di Foggia

È iniziata l’era di Paolo Sirna, numero uno della Polizia di Stato in Capitanata. Il suo primo pensiero alle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione. “Serve massima collaborazione da parte della società civile”

Ecco Paolo Sirna, siciliano di Capo d’Orlando, 56 anni, nuovo questore di Foggia. Stamattina l’incontro con la stampa. Sirna è arrivato nel capoluogo dauno per sostituire Mario Della Cioppa, trasferito a Catania. “Ci appelliamo alla gente di buona volontà – ha detto -. Noi restiamo in prima linea ma siamo sempre pronti ad accogliere e a collaborare con chi si mette sulla nostra stessa strada”. Un’esortazione a vincere le resistenze denunciando i soprusi. 

Poi un pensiero agli anziani: “I più vulnerabili. Vittime di reati che non spesso non vengono denunciati per la vergogna di essere stati raggirati. È necessario superare la ritrosia a varcare la soglia della denuncia”. Tra le priorità di Sirna anche l’abbattimento del fenomeno della dispersione scolastica. Ancora troppi adolescenti si lasciano attrarre da strade sbagliate e frequentazioni pericolose.

Il questore sa bene quanto sia importante il mondo dello sport in questa provincia: “Mi rivolgo ai tifosi. Auspico un rapporto incentrato su dialettica e confronto al fine di avere comportamenti civili in modo tale che allo stadio e nei palazzetti si vada liberamente. Infine, un pensiero ai parenti delle vittime di mafia: “Voglio dare speranza. Che venga fatta giustizia per quello che hanno subito. Ma serve massima collaborazione da parte della società civile e di chi vive nel contesto delinquenziale che, con coraggio, può aiutarci a scardinare il sistema con una coscienza nuova”. 

Immancabile, sul finire della chiacchierata con la stampa, un passaggio su caporalato e lotta alla mafia. “La presenza dei migranti in determinati siti è significativa. In quei luoghi c’è l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Un’economia dove è possibile reperire manovalanza. Questo è legale ma non è accettabile lo sfruttamento. Come non lo è la convivenza di questi migranti in condizioni di assoluta insalubrità. Sono condizioni sotto l’occhio di tutti. Da affrontare e aggredire”. E sulle mafie: “Arrivo dalla Sicilia, terra di Cosa nostra. Ma qualunque sia la mafia, ciò che importante è non abbassare la guardia. Spesso le mafie si diffondono in condizioni di disagio sociale, terreno fertile per attingere manovalanza. Non ci interessa se sia la prima, seconda, terza o quarta mafia. Sarà per noi oggetto di investigazione in ogni caso”.