La morte del neonato foggiano Santiago, gip vuole vederci chiaro e fa proseguire le indagini. Mamma Chiara spera nella giustizia

Si aprono spiragli di verità per il figlio dei coniugi Torraco, nato ai Riuniti nel novembre 2017 e deceduto presso l’ospedale di Bari il giorno successivo

Novità nell’indagine del piccolo Santiago Torraco, il figlio neonato di Chiara Ferrara e Francesco Torraco, nato all’Ospedale di Foggia il primo novembre 2017 e deceduto nell’ospedale di Bari il giorno successivo, di cui l’Immediato si è già occupato con una intervista alla giovane madre. Il pm presso il Tribunale di Bari, all’esito dell’autopsia sul corpo del piccolo, aveva richiesto al gip di Bari di archiviare il caso per non aver trovato alcun responsabile della infezione da escherichia coli che ha ucciso il bambino. I genitori, mossi dalla forza e dal coraggio di voler sapere perché hanno perso il loro figlio appena nato, tramite l’avvocato Vincenzo Rocco, hanno proposto opposizione alla richiesta di archiviazione ed il gip presso il Tribunale di Bari Giovanni Abbattista ha accolto l’opposizione disponendo la prosecuzione delle indagini.

Il legale racconta nel dettaglio le ultime vicende: “Ciò che hanno argomentato i genitori, mio tramite, è che il piccolo, nato sano, venne curato inizialmente per una sospetta cardiopatia, mentre un batterio non diagnosticato, né combattuto, lo portava alla morte. Venne trasferito d’urgenza presso l’Ospedale Giovanni XXIII di Bari con una autoambulanza e non in elicottero. Il neonato giunse a Bari cianotico e morì nella mattinata del giorno successivo a quello in cui nacque. Con una perizia medico legale di parte, redatta dalla dottoressa Giovanna Zezza su incarico dei genitori, è emerso che il decesso del neonato non è stata circostanza ineluttabile che non possa ulteriormente essere indagata, anche richiedendo chiarimenti al Collegio peritale d’Ufficio; emergono nella loro gravità le seguenti condotte e fatti che hanno portato al decesso del neonato: assenza di controllo medico per 14 ore a partire dalla rottura delle acque della gestante, intempestività della terapia antibiotica al neonato, tardivo trasferimento del neonato nel reparto rianimazione, violazione del protocollo operativo OORR Foggia di trasporto in eliambulanza”.

Ebbene, il Gip ha ritenuto di dover far proseguire le indagini per accertare la sussistenza di eventuali ritardi sia diagnostici che terapeutici. Ha disposto la prosecuzione delle indagini, in particolare ordinando che vengano sentiti tutti i medici della Equipe medica dell’Ospedale di Bari, ove giunse il neonato morente; venga disposta una nuova consulenza medico legale, con particolare riferimento all’esame del liquido amniotico e ai tempi clinici per accertare eventuali infezioni nella prassi dal parto; venga disposta ogni altra indagine utile per accertare se i medici avevano la possibilità concreta di evitare il decesso.

“I genitori hanno molto apprezzato il provvedimento del Gip, che conferisce loro nuova speranza di riuscire a sapere perché il loro amato figlio ha potuto vivere di un giorno solo”, è il commento dell’avvocato Rocco alla nostra testata. Un primo step della battaglia è stato vinto.



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