Imprenditore e dipendenti statali condannati per usura a Foggia. Vittima scoppia in lacrime alla lettura della sentenza

Il tribunale ha inoltre riconosciuto una provvisionale di 100mila euro. Soddisfazione della Fondazione Antiusura Buon Samaritano che ha avuto un ruolo centrale nel procedimento penale

Ancora un successo per la Fondazione Antiusura Buon Samaritano. Questa mattina il Tribunale di Foggia (giudice Zeno) ha accolto le richieste della Fondazione ed ha inflitto tre condanne per usura. Il Tribunale ha inoltre riconosciuto una provvisionale di 100mila euro alla vittima di usura, che, alla lettura della sentenza, è scoppiata in lacrime. I tre condannati sono i foggiani, Costantino Petrone imprenditore nel settore immobiliare e dell’edilizia, Luigi Di Brisco e Saverio Dell’Anno, questi ultimi due dipendenti statali. Le condanne, in seguito alla celebrazione del rito abbreviato scelto da tutti gli imputati (grazie al quale essi hanno beneficiato di una riduzione di un terzo della pena), vanno da 2 anni per Petrone ad 1 anno e 4 mesi per gli altri due, oltre alla confisca degli assegni e di ogni altro titolo cambiario utilizzato per commettere i reati. Le vittime una casalinga e suo marito. I fatti risalgono al 2014 quando i carabinieri arrestarono in flagranza Petrone, in seguito a una denuncia.

Gli usurai riscuotevano quasi sempre il denaro all’interno dell’autovettura della donna. Durante le indagini venne fuori che la vittima, dopo aver ottenuto due prestiti in un momento di difficoltà, prima nel 2009 di 20.000 euro e poi nel 2011 di 100.000 euro, fu spinta a restituire, fino al periodo dell’arresto, 350.000 euro in contanti e bonifici, oltre a firmare scritture private in cui ipotecava la sua abitazione di proprietà. La donna riferì agli inquirenti di aver firmato assegni con beneficiario proprio Petrone, per un totale pari a più di 200.000 euro. L’uomo, conosciuto per dei lavori effettuati presso la villa in cui abitava la vittima, le aveva subito prestato le somme senza concordare interessi. Poco dopo, però, iniziò il piano criminale, chiedendo la firma di cambiali e la consegna di assegni e denaro con interessi del 10% mensile, fino al 180% annuo.

La vittima resistette fino a novembre 2014 e poi raccontò tutto ai carabinieri consegnando anche alcune registrazioni audio degli incontri tra lei e l’arrestato. Dai colloqui emerse una condotta estorsiva che fece subito scattare l’arresto: l’uomo, indispettito dai ritardi nei pagamenti era solito intimorire la vittima riferendole di essere l’intermediario con alcuni membri di famiglie malavitose foggiane, che le avrebbero bruciato l’auto o fatto del male a lei ed ai suoi familiari se non avesse continuato a pagare gli interessi richiesti. Ma le indagini chiarirono che l’arrestato agiva da solo, riferendosi alla malavita locale al solo fine di terrorizzare la vittima.

La nota della Fondazione Buon Samaritano

“Dopo 5 anni dalla prima denuncia, le vittime di estorsione ed usura M.G. e N.A. hanno assistito stamani alla lettura del dispositivo della sentenza emessa dal G.U.P. presso il Tribunale di Foggia D. Zeno con cui tre imputati Petrone, Di Brisco e Dell’Anno sono stati condannati per i reati ascritti loro in rubrica”. Inizia così la nota stampa inviata dalla Fondazione Buon Samaritano in merito alla recente sentenza.

“Una provvisionale tanto rilevante trova giustificazione nel giro vorticoso ed incredibilmente elevato di interessi illeciti richiesti alle persone offese a fronte di due prestiti erogati negli anni precedenti alla denuncia; si pensi al scrittura privata datata 01.03.2013 con cui gli imputati, costringendo una delle due persone offese alla sua sottoscrizione, hanno preteso interessi usurari per circa 747.000 euro”.

I difensori avvocati Enrico Rando ed Andrea D’Amelio, rispettivamente, legali il primo delle due persone offese, il secondo della Fondazione Antiusura Buon Samaritano, si dichiarano soddisfatti della sentenza di condanna che rende giustizia alle vittime di una grave vicenda umana prima che giudiziaria. I due legali che in anni di collaborazione con la Fondazione antiusura di Foggia si sono costituiti parte civile in diversi processi a carico di imputati per usura, aggiungono che in nessun altro caso il giro di interessi illeciti estorto alle persone offese ha raggiunto “importi così considerevoli”.

“Siamo convinti che il corposo materiale probatorio a sostegno delle accuse mosse dalla Procura della Repubblica (denunce, effetti cambiari, assegni, intercettazioni ambientali e telefoniche, interrogatori degli stessi imputati) abbia offerto al Giudice un quadro nitido ed incontrovertibile che ha consentito di giungere ad un verdetto di colpevolezza di tutti gli imputati”.

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