Bufera sui 5stelle foggiani, dissidenti tuonano: “Sfiduciare lista del candidato sindaco Quarato”

La denuncia in un lungo documento realizzato da alcuni pentastellati. Le candidature bocciate attraverso commenti sui social network. “Ciao, sei stato rimosso dall’elenco…”

In un documento fiume, indirizzato al collegio dei Probiviri e allo staff del Movimento 5 Stelle, alcuni dissidenti di Foggia tra i quali Rocco Scarnecchia, Ortensio De Maio, Antonio De Maio, Maria Cassitti, Carmela Signoriello, Gianluca Casolaro e Nunzio Lops supportati da altri pentastellati, denunciano quanto starebbe accadendo ad opera del candidato sindaco Giovanni Quarato.

“Prima di passare ad enunciare i fatti – scrivono i dissidenti – è opportuno precisare che l’ingegnere Giovanni Quarato, seppur iscritto sulla piattaforma da diverso tempo, si è avvicinato al Meetup unico esistente su Foggia solo nel mese di ottobre 2018 senza effettuare, di fatto, alcuna forma di attivismo sul territorio.

Da precisare che il gruppo denominato Meetup Unico, fino al mese di aprile 2019 si coordinava in una pagina Facebook segreta, attualmente archiviata, nella quale erano e sono presenti la portavoce regionale Rosa Barone, i parlamentari Giorgio Lovecchio e Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini.

Tale strumento di coordinamento, secondo quanto stabilito dall’assemblea – scrivono nel documento – avrebbe dovuto essere implementato includendo tutti gli attivisti che negli ultimi 5 anni avevano sostenuto il Movimento 5 Stelle mettendoci la faccia nelle attività pubbliche (banchetti, gazebo, flash mob, iniziative di vario genere). In particolare, obiettivo del Meetup Unico era quello di individuare candidato sindaco e consiglieri solo tra gli attivisti, con qualche innesto individuato nella cosiddetta società civile”.

I dissidenti denunciano che “mentre si facevano entrare nel Meetup nuovi membri, si estromettevano attivisti di comprovata militanza, come Michele Lella. Tre i candidati sindaci ammessi a votazione. Ma il terzo, l’unico, vero attivista, è stato subito escluso dagli schieramenti preordinati e preesistenti”.

“A gennaio 2019, quando abbiamo attivato le procedure di selezione – continuano – è stata data la possibilità a Giovanni Quarato di candidarsi, nonostante questi non avesse rispettato il termine ultimo per proporre la propria candidatura e nonostante non fosse un attivista. Tutto è avvenuto senza alcun intervento da parte dei portavoce presenti nel Meetup. 

Così, a seguito delle votazioni, Quarato ha riscosso il maggior consenso ed è stato individuato come il candidato sindaco per la città di Foggia”. 

Da quel momento l’atteggiamento di Quarato, secondo la denuncia, “sarebbe stato caratterizzato da una serie di irregolarità, come l’esclusione di Rocco Scarnecchia dalla candidatura”, per cui non sarebbe stata fornita alcuna spiegazione.

Uno dei motivi sarebbe stato reso noto soltanto in una conversazione privata e registrata durante la quale il candidato sindaco avrebbe dichiarato “a me Scarnecchia non piace, non lo conosco, ma non mi è piaciuto dall’inizio e sinceramente come l’ho visto, la mia sensazione è che non era adatto a fare il candidato”. Da una conversazione Facebook, sarebbe emerso anche il veto della consigliera regionale Rosa Barone. La stessa, assieme a Rosa Menga, Marco Pellegrini, Luisa Faro, al candidato sindaco Giovanni Quarato e al candidato alle elezioni Europee Mario Furore avrebbe espresso parere favorevole ad un sondaggio finalizzato “a non consentire la riammissione di Scarnecchia nel gruppo degli attivisti provinciali”, secondo quando segnalato dai dissidenti.

Stessa sorte patita da Rocco Scarnecchia sarebbe capitata a Carmela Signoriello e Antonio De Angelis, attivisti storici. Sarebbe andata peggio ad Antonio De Maio, il quale da prima è stato inserito nella lista dei candidati e poi, senza alcun preavviso, è stato espulso. Il procedimento attraverso il quale Quarato avrebbe effettuato l’espulsione sarebbe stato un messaggio Facebook, inviato alle ore 20:58 del 16.04.2018: “Antonio, scusa, volevo parlartene di persona, ma non riesco a contattarti. Ho notato che ti sei disimpegnato dall’attività di candidato e, sinceramente non ti vedo molto preso e portato per questo ruolo. Avrei, pertanto, deciso di sostituirti anche per equilibrare il rapporto donne uomini. Spero che tu non ci rimanga male, chiamami. Grazie comunque per quanto hai fatto fin’ora. Se preferisci potresti dire che sei tu ad aver deciso di fare un passo indietro. A presto”. Alle ore 21:15 del medesimo giorno, ovvero 17 minuti dopo, giungeva a De Maio dal Movimento 5 Stelle il seguente messaggio: “Ciao Antonio Fernando Gennaro, Giovanni Quarato, in qualità di candidato sindaco, ti ha rimosso dall’elenco dei candidati consiglieri della lista per il Comune di Foggia”. 

“Nei giorni successivi all’espulsione di De Maio – sottolineano i dissidenti – si è appreso che Quarato ha nominato come candidato consigliere Carlo Baldassini, già presente nella lista per il comune di Foggia nel 2014 che, prima delle votazioni, è stata sfiduciata da Beppe Grillo proprio per atteggiamenti simili a quelli odierni. Baldassini, peraltro, dal 2014 al 16 aprile del 2019 non ha mai partecipato ad alcuna attività per il Movimento né ha mai frequentato il meetup facendo completamente perdere le proprie tracce”. Quanto accaduto, però, secondo le ricostruzioni della denuncia non sarebbe frutto delle scelte di Quarato, ma di “Rosa Barone, la quale, non avrebbe gradito un commento scritto su FB dal padre di De Maio”.

Infine, prima della scelta del candidato sindaco il Meetup unico di Foggia avrebbe deciso, anche con l’insistenza della consigliera Barone, di istituire una commissione attivisti con il compito di vigilare sui nominativi dei candidati, che però non sarebbe stata coinvolta nel caso di Carlo Baldassini. Lo stesso – spiegano – “non avrebbe mai avuto l’autorizzazione dal momento che fu proprio questi a supportare Rizzi nella campagna elettorale del 2014 in cui ci furono alcune esclusioni”. 

Gli attivisti foggiani dissidenti nella loro denuncia “chiedono, a chi di dovere, di sfiduciare la lista capeggiata da Giovanni Quarato e di adottare ogni provvedimento che riterranno necessario”.



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