Niente da fare, ricorso rigettato. Il Foggia Calcio retrocede in Serie C per la terza volta in pochi giorni

Tegola per il club rossonero. Reputata inammissibile la richiesta della società, restano 6 i punti di penalità, nessuno sconto

Il Collegio di garanzia del Coni ha rigettato il ricorso del Foggia sulla penalizzazione. Restano 6 i punti di penalità, nessuno sconto. Il club retrocede, per la terza volta, in meno di una settimana in Serie C. Prima la sconfitta di sabato scorso sul campo a Verona, poi la retrocessione del Palermo che avrebbe consentito l’accesso ai playout e subito dopo l’annullamento degli stessi nella serata di lunedì.

“Il ricorso è stato infatti reputato inammissibile, come richiesto dalla Federazione”, riporta il sito Gianlucadimarzio.com. Pessimismo era trapelato già dalle prime ore del pomeriggio.

La nota ufficiale apparsa sul sito della FIGC: La Sezione del Collegio di Garanzia dello Sport, all’esito della sessione di udienze tenutasi in data odierna e presieduta dal prof. Zimatore, ha assunto le seguenti determinazioni:

– HA RESPINTO il ricorso iscritto al R.G. ricorsi n. 29/2019, presentato, in data 5 aprile 2019, dalla società Club Foggia Calcio S.r.l. nei confronti della Procura Federale FIGC e della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) avverso la decisione della Corte Federale d’Appello FIGC nel giudizio di rinvio ex art. 62, comma 1, CGS, pubblicata, con relativa motivazione, in data 27 marzo 2019, a mezzo di C.U. n. 083/CFA, con la quale – a seguito dell’accoglimento con rinvio disposto dal Collegio di Garanzia dello Sport con decisione n. 80/2018 del 10 dicembre 2018 – è stata rideterminata in 6 punti la sanzione della penalizzazione in classifica originariamente inflitta, a carico della società istante, dalla medesima CFA FIGC con decisione pubblicata a mezzo di C.U. n. 22/CFA del 22 agosto 2018, che aveva ridotto la sanzione irrogata in primo grado da 15 a 8 punti di penalizzazione (da scontarsi nella s.s. 2018/2019), per la violazione dell’art. 4, comma 2, CGS, a titolo di responsabilità oggettiva, per le condotte contestate, per quanto qui rileva, ai sigg. Fedele Sannella e Francesco Domenico Sannella.