Bellanova contro Di Maio: “Se ne faccia una ragione: la legge contro il caporalato non si tocca”

“Leggo che da Foggia il Ministro del lavoro Di Maio lancia un messaggio a dir poco inquietante: una revisione e una sburocratizzazione della norma di contrasto al caporalato, perché non crei problemi alle imprese in regola”. Così la senatrice Teresa Bellanova commenta alcune dichiarazioni del Ministro Di Maio a Foggia.

“Quella norma, voglio ricordarlo ad un ministro che nella stessa giornata ha promesso un pit-stop per questa legge e un miliardo per le famiglie dal momento che, evidentemente, il tema povertà è risolto, che quella norma è stata dedicata a Paola Clemente, donna, madre, bracciante pugliese, morta nei campi mentre faceva il suo lavoro per pochi euro l’ora. E che nessuna impresa sana ha avuto problemi di sorta perché la norma ha tra gli altri obiettivi quello di impedire proprio la concorrenza sleale tra le imprese. Gli dico di più: nel corso delle audizioni della Commissione parlamentare antimafia svoltesi pochissimi giorni fa proprio a Foggia, tutti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Magistratura hanno evidenziato la gravità del fenomeno e l’importanza della legge”.

“Ascoltare un Ministro del Lavoro promettere di rivedere una norma che funziona e che tutela il lavoro e le imprese sane è vergognoso – conclude -. Soprattutto in Puglia, terra che al caporalato ha pagato un tributo enorme. Se Di Maio vuole tutelare il lavoro agricolo,  faccia funzionare quella legge e si adoperi per spezzare i legami malati, dai trasporti all’organizzazione dei lavori nei campi, che rendono i lavoratori succubi dei caporali. La norma gli dice esattamente cosa e come fare”.