Amministrative Foggia, l’orgoglio socialista di Mino Di Chiara. Ci riprova dopo la bruciante sconfitta di 5 anni fa

Brucia ancora la mancata elezione di cinque anni fa, quando Di Chiara non divenne consigliere comunale per una manciata di voti e per il noto appoggio a Franco Landella di alcuni socialisti al ballottaggio

Decine di persone al comitato del socialista Mino Di Chiara, candidato nella lista civica La Città dei Diritti, che sostiene la corsa a sindaco di Foggia dell’ingegner Pippo Cavaliere nel centrosinistra extralarge. Brucia ancora la mancata elezione di cinque anni fa, quando Di Chiara non divenne consigliere comunale per una manciata di voti e per il noto appoggio a Franco Landella di alcuni socialisti al ballottaggio contro Augusto Marasco.

Questi precedenti hanno reso non poco difficile la vita tra i socialisti e ieri queste scaramucce sono state rese trasparenti proprio dal candidato sindaco.

Oggi c’è molta rabbia, molta voglia di farcela. Cresce del resto l’entusiasmo intorno all’ingegnere, le dichiarazioni di Leo Di Gioia in supporto al leghista Massimo Casanova hanno creato più di uno scompenso nel centrodestra.

Da Mino Di Chiara ieri, nei pressi dei minialloggi di Corso Roma, c’era tutto l’orgoglio socialista col grande “padre” Mario Bove, con loro anche l’ulivista Pino Marasco. Parole di lutto anche per la scomparsa di Gianni De Michelis.

“La città che vogliano è vivibile, sicura, dinamica. Vogliamo poter camminare senza correre il rischio di slogarci una caviglia, senza inciampare. Vogliamo che i nostri commercianti vivano senza aver la paura di subire l’oltraggio del pizzo”, ha detto Marasco. “La Giunta di Landella è una squadra di scannagatti che non sanno neanche leggere e scrivere. Sono al governo per la malaccorta scelta di alcuni consiglieri della sinistra. Dobbiamo fare di più fare questa volta, basta tradimenti. Pippo è un signore, una persona equilibrata, un tecnico di primo grado. La città dei diritti mancati deve diventare la città dei diritti supremi”, l’incitamento di Bove.

“Noi vinceremo perché la squadra è forte. Landella non ne ha azzeccata neanche una, lo dico da ingegnere, per il calcolo delle probabilità almeno una promessa avrebbe dovuto realizzarla e invece nulla. Questo la dice lunga sulla sua incapacità ed inadeguatezza”, ha detto Cavaliere.

Anche Mino Di Chiara come altri big ha un ticket da poliamore, che comprende tra le tante donne a lui collegate anche la candidata consigliera più vicina al candidato sindaco, Maria Laura Trisciuoglio, atleta, avvocato della Fondazione Buon Samaritano, volontaria Caritas e cugina del noto imprenditore edile.



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