Concorsi a Giurisprudenza, archiviate accuse al rettore e due docenti. Ricci: “Cade castello di sabbia, sono stato sempre sereno”

La prof. Cangelli aveva sottoposto all’attenzione degli organi inquirenti la condotta di Ricci, Sinigaglia e Ligustro, ipotizzandone diversi reati finalizzati al favoreggiamento della nomina a ordinario di Diritto amministrativo della professoressa Vera Fanti

Con ordinanza del 22 febbraio 2019, depositata in cancelleria il 7 maggio scorso, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Foggia, Domenico Zeno, su parere conforme del pubblico ministero, ha archiviato le accuse formulate a vario titolo nei confronti del rettore dell’Università di Foggia, Maurizio Ricci, del prorettore vicario, Milena Sinigaglia, e dell’ex direttore del dipartimento di Giurisprudenza, Aldo Ligustro, con la seguente motivazione: “Infondatezza della notizia di reato”.

Il sollevamento da ogni eventuale responsabilità – l’ennesimo, da parte della giustizia sia amministrativa sia penale – si registra a seguito dell’opposizione alla richiesta di archiviazione, presentata nei mesi scorsi dal Pubblico ministero del Tribunale di Foggia, inoltrata alla Procura dalla professoressa Francesca Cangelli (associata di Diritto amministrativo al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia). Cangelli aveva sottoposto, per l’appunto anche penalmente, all’attenzione degli organi inquirenti la condotta di Ricci, Sinigaglia e Ligustro, ipotizzandone diversi reati finalizzati al favoreggiamento della nomina a ordinario di Diritto amministrativo della professoressa Vera Fanti.

Questa la decisione del giudice. “Le condotte oggetto di contestazione non sono sussumibili, nemmeno in termini astratti, nell’ipotizzato reato p. e p. dall’art. 323 c. p.”. Nel merito del provvedimento, il Giudice ha evidenziato che la condotta di Ricci sia da ritenere “un atto dovuto” (l’emissione del decreto di nomina a docente ordinario della prof.ssa Fanti, a seguito dell’espletamento del relativo concorso); che quella del prof. Aldo Ligustro, all’epoca dei fatti direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, escluda l’ipotesi “di alcun reato”; infine che la prof.ssa Sinigaglia si sia attenuta “al carattere formale” (ovvero all’approvazione della procedura valutativa al termine della quale è risultata vincitrice la prof.ssa Fanti).

Si chiude così, anche sul piano penale, una vicenda già soggetta al vaglio della giustizia amministrativa, come detto col medesimo esito. Il T.A.R. Puglia, infatti, con sentenza del 5 luglio 2018 (Sez. I, n. 1016) aveva respinto il ricorso della prof.ssa Francesca Cangelli contro le procedure relative allo stesso concorso, ritenendo “la fase preliminare alla procedura valutativa svolta correttamente dall’Ateneo, applicando il regolamento sulla copertura dei posti di professore di ruolo e non sulla scelta dei candidati, come preteso infondatamente dalla prof.ssa Cangelli”. A seguito dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Foggia, il rettore dell’Università di Foggia dichiara: “Sono sempre stato fiducioso nella giustizia, soprattutto perché consapevole del fatto che non è mai stato commesso alcun reato, men che meno nelle procedure concorsuali, durante il mio mandato a rettore di questa Università. Con la stessa serenità d’animo, assisto al progressivo sgretolamento del castello di accuse che era stato costruito sul nulla, facendo leva su sparuti organi di informazione, che molto discutibilmente hanno tentato di promuovere una infondata compagna di stampa contro i vertici di questa amministrazione”.