Bus veloci e collegamenti Foggia-Manfredonia: “Con risorse del treno-tram, ma serve risposta da Rfi”

Il territorio proverà a chiedere la possibilità di utilizzo del sedime ferroviario da parte di altri operatori interressati, “per non correre il rischio di far scadere i termini per l’utilizzo delle risorse disponibili nel Patto per la Puglia”

Ci sono le risorse per il treno tram Foggia-Manfredonia, ma attendiamo da 3 anni il parere di Rfi. Abbiamo chiesto un tavolo con il ministero delle Infrastrutture per valutare l’interesse di Ferrovie dello Stato al progetto o, in alternativa, la possibilità di una iniziativa integrata con la proposta di bus elettrici veloci da Foggia e il potenziamento dei collegamenti su ferro su un asse strategico della provincia, per la zona retroportuale, la zona Asi di Foggia e per il turismo in generale”. Il presidente della provincia Nicola Gatta analizza così una delle “strozzature” alla capacità di investimento nelle infrastrutture della Capitanata.

Il territorio proverà a chiedere la possibilità di utilizzo del sedime ferroviario da parte di altri operatori interressati, “per non correre il rischio di far scadere i termini per l’utilizzo delle risorse disponibili nel Patto per la Puglia”. Un’altra questione dirimente riguarda la manutenzione delle strade provinciali. “Le province devono occuparsi dell’80 per cento delle arterie con 1,2 miliardi disponibili, mentre l’Anas può contare su 29 miliardi per il 20 per cento delle strade – prosegue Gatta -, questo fa capire l’impossibilità di manutenere tutto il patrimonio. L’opportunità del trasferimento delle competenze, per equilibrare il rapporto con le risorse disponibili, dovrà essere un tema da tenere in considerazione. Nel Cis abbiamo inserito la Regionale 1, ma è chiaro che l’intervento non potrà essere ritenuto completo se non mettiamo mano al tratto Candela-Bovino, per esempio. Stesso discorso vale per la Lucera-San Severo. Il completamento degli assi viari, indispensabile per lo sviluppo di questa provincia tra le più estese d’Italia, non può prescindere dalla capacità di gestione delle arterie, al momento impossibile per la scarsità di risorse disponibili”.

Così, alcuni dei progetti inseriti nel Cis, il contratto di sviluppo per la Capitanata, rischierebbero di essere comunque “monchi”, nonostante le buone valutazioni ricevute da Invitalia per la strategicità dei cantieri. Nel tavolo aperto, sono stati introdotti anche altri interventi. Per esempio, il procuratore Ludovico Vaccaro ha inoltrato la necessità di recuperare spazi per le attività della Procura attraverso l’ampliamento del Tribunale di Foggia. È stata recepita anche la proposta dell’ex prefetto Massimo Mariani per la bonifica dell’ex pista di Borgo Mezzanone. Così come il potenziamento dell’ospedale “Lastaria” di Lucera. La speranza è che al prossimo incontro con il premier Giuseppe Conte, previsto tra una ventina di giorni, si possa arrivare ad una prima “bozza” degli interventi, per giungere così alla prima fase operativa per il rilancio della provincia di Foggia. Ma i nodi da sciogliere, soprattutto per via delle incongruenze tra gli enti preposti alle valutazioni, rimangono ancora molte.

“A Palazzo Chigi abbiamo fatto un importante passo avanti anche per il Contratto di sviluppo per l’area della provincia di Foggia – ha commentato il premier -. Ci siamo ritrovati per la terza volta nel giro di poche settimane con i rappresentanti locali. Abbiamo approfondito alcuni aspetti relativi alla strategicità e sostenibilità dei progetti presentati. Per la Capitanata posso anticipare che ci sono tutti i presupposti per poter stilare entro fine maggio la graduatoria definitiva degli interventi che andremo a finanziare, e che per questo renderemo presto cantierabili. Ce la stiamo mettendo tutta per il rilancio del Sud, per il rilancio dell’Italia”.