Foggia, Greco e quel rigore che ha fatto tremare lo Zac: “Sul pallone il fiato di tutta la città”

Due reti in meno di sette giorni e l’esultanza coi 12mila tifosi sugli spalti. È la fotografia che si ripete, un’altra vittoria che scaccia via incubi e preoccupazioni. Ma non è finita: “Ora testa a Verona, dobbiamo pensare a come poterla vincere. Sarà una finale”

Due reti su calcio di rigore in meno di sette giorni. Leandro Greco è l’uomo del momento del Foggia, la svolta con le due vittorie consecutive contro Salernitana e Perugia è passata dal cervello del centrocampo rossonero, definito il nuovo rigorista dei satanelli. È tra quelli, che insieme a capitan Agnelli, ci ha messo la voce e la faccia nella conferenza stampa convocata all’unisono da tutta la squadra. Non era mai successo fino ad ora. “Non sono molto soddisfatto della mia prestazione – ha analizzato il numero 7 nel post gara -. Verre mi ha messo in difficoltà, è un giocatore che non c’entra niente con questa categoria. Al di là delle prestazioni personali contava solo il risultato finale. Non è stata la nostra miglior partita sul piano del palleggio: a  Venezia, ad esempio, avevamo giocato una grossa partita da questo punto di vista. Ma il risultato oggi ha un peso enorme – ha continuato Greco -.

Dal dischetto. “Il rigore pesava come una città intera. Ma è questa pressione che voglio, quella che mi fa andare al campo tutti i giorni. Io non sono un rigorista e ho pensato solo a buttarla dentro. Il bello di questa città, di questa piazza, è il suo pubblico. Ci dà una spinta incredibile – ha confessato Greco a cuore aperto -. A Foggia c’è una pressione da calcio vero, bisogna saper prendere il bene e il male ma ho scelto di tornare qui per questo”. Un rigore che ha tenuto i 12mila dello Zaccheria col fiato sospeso, molti hanno scelto di non guardare la porta di Gabriel, lo stesso mister Grassadonia lo ha ammesso. “Ho perso qualche anno di vita sul rigore. Dentro quel pallone c’era una città intera, c’era il desiderio e la fatica dei miei compagni – ha continuato -. La mia forza è quella di saper accettare questo peso. L’esultanza? Nasce dopo la conferenza stampa con il gruppo: questa città non può avere un’anima timida. Non può abbassare la testa”.

Sabato il banco di prova si chiama Hellas Verona. “Sarà un ambiente difficile, sono la squadra più forte della categoria. Noi però abbiamo un obiettivo più importante di loro. Godiamoci questa vittoria, recuperiamo energie mentali, ne stiamo spendendo tante, e poi andiamo a giocarcela. Sabato sarà una finale, dobbiamo pensare a come poterla vincere”.

Foto Emmanuele Mastrodonato