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Home - Affari di mafia tra cerignolani e cosche calabresi, chiesti oltre 113 anni di carcere per la banda dell’assalto al caveau

Affari di mafia tra cerignolani e cosche calabresi, chiesti oltre 113 anni di carcere per la banda dell’assalto al caveau

Di Redazione
29 Aprile 2019
in Cronaca
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Chieste pene dai 2 ai 14 anni di reclusione per i nove imputati, giudicati con rito abbreviato, accusati di aver assaltato il caveau dell’istituto di vigilanza Sicurtransport ubicato nella zona industriale di Caraffa alle porte di Catanzaro. I banditi si impossessarono di circa 8 milioni e mezzo di euro. Un fatto di cronaca eclatante, avvenuto nel dicembre 2016. Nelle scorse ore, dinanzi al gup del Tribunale di Catanzaro, Claudio Paris, il pm Paolo Sirleo ha invocato un totale di 113 anni e 4 mesi di carcere per la banda. In particolare, per la collaboratrice di giustizia Annamaria Cerminara 2 anni di reclusione; per Carmine Fratepietro 14 anni; Matteo Ladogana 14 anni; Mario Mancino 14 anni; Dante Mannolo, 13 anni e 4 mesi; Alessandro Morra 14 anni; Giovanni Passalacqua 14 anni; Leonardo Passalacqua 14 anni, e Pasquale Pazienza 14 anni.

La banda fu sgominata nell’ambito dell’operazione “Keleos” (aprile 2018), quando la Polizia di Stato eseguì l’arresto di 6 calabresi e 3 cerignolani – uno dei quali contiguo al clan di Cerignola, Piarulli –, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina, realizzata con schemi di tipo paramilitare, aggravata dal metodo mafioso, nonché dal possesso e detenzione di armi e munizioni da guerra, di furto e ricettazione dei veicoli. Il commando armato – composto da almeno 15 persone – nella serata del 4 dicembre 2016, svaligiò il caveau attraverso un’azione da film. Le indagini disvelarono la stretta sinergia tra consorterie pugliesi e calabresi, finalizzata ad agevolare la ‘ndrangheta catanzarese di San Leonardo di Cutro. Parte del denaro fu suddiviso – come raccontato all’epoca da l’Immediato – in segno di rispetto e deferenza, ai capi delle principali consorterie di ‘ndrangheta del catanzarese e del crotonese.

Non tutti furono arrestati immediatamente. Solo ad agosto 2018, gli agenti delle squadre mobili di Bari, Foggia, Catanzaro e del Servizio Centrale Operativo con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e del Reparto Volo, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale di Catanzaro, catturarono il capo della banda, il cerignolano Alessandro Morra, classe ’81 e il braccio destro Pasquale Pazienza, classe ’69.

Tags: 'Ndranghetaassalto caveauCalabriaCerignolamafiaSicurtransport
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