Tentato omicidio a Cerignola, spara dalla moto davanti ad una sala scommesse. Arrestato

Nel pomeriggio del 26 aprile gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Foggia e del Commissariato di Cerignola hanno eseguito l’ordinanza di carcerazione nei confronti di Luigi Tarantino, classe ’87, fortemente indiziato di essere il responsabile del tentativo di omicidio di Leonardo Digirolamo avvenuto il 06 aprile 2018 a Cerignola.

Come noto, alle 18 del 6 aprile dell’anno scorso, un uomo a bordo di una motocicletta priva di targa e con il viso coperto da un casco integrale si presentava davanti ad una sala scommesse di Cerignola, in via Trapani, esplodendo quattro colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di Digirolamo, attingendolo alla zona addominale e toracica. Le indagini, coordinate dallo Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e prontamente avviate da personale della sezione criminalità organizzata — “Gruppo Cerignola” della Squadra Mobile di Foggia e del Commissariato di Ps di Cerignola intervenuti nell’immediatezza del fatto -, si sono sviluppate attraverso l’acquisizione di numerosi filmati registrati da diversi impianti di video-sorveglianza presenti nel luogo dell’evento e zone limitrofe, nonché mediante l’attivazione di numerose attività tecniche al fine di inquadrare il contesto in cui era maturato l’evento criminoso e identificare l’autore del reato.

Ebbene, le primissime risultanze investigative emerse dalla visione delle numerose ore dei filmati acquisiti dagli investigatoti hanno fatto emergere forti sospetti su Tarantino, le cui fattezze fisiche erano compatibili con quelle del soggetto a bordo del veicolo Gilera GP800 che aveva esploso colpi d’arma da fuoco ai danni della vittima. Tali sospetti venivano poi consolidati dalle risultanze delle numerose attività tecniche attivate, permettendo inoltre di comprendere anche il vero movente dell’agguato.

Peraltro, i controlli di Polizia effettuati dagli investigatori del “Gruppo Cerignola” nell’immediatezza del fatto, con riguardo ad alcuni soggetti noti e gravitanti nella cerchia delle amicizie della vittima, hanno permesso di accertare che Tarantino aveva lasciato Cerignola subito dopo l’agguato, facendo perdere le sue tracce. I familiari avevano dichiarato che si era allontanato nel nord Italia per motivi di salute. Ma dalle attività di indagine è emerso che aveva lasciato la città per sfuggire al a qualsiasi collegamento con l’evento delittuoso. Tuttavia, il tentativo di costruirsi un alibi da parte Tarantino deragliava definitivamente durante  l’interrogatorio,  per via delle numerose contraddizioni. Tarantino, infatti, in aperta contraddizione con la prima versione acquisita dagli operatori di Polizia, aveva riferito di essersi allontanato per allentare le tensioni familiari che stava vivendo in quel periodo e non per effettuare delle cure.

Il movente principale sarebbe il mercato illecito degli stupefacenti, di cui Digirolamo gestiva una consistente fetta. La “gelosia” per i guadagni scaturiti dal fiorente smercio di sostanze avrebbe armato la mano di Tarantino.





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