Riccardi via dall’ASI, lui non ci sta: impugnata sentenza del TAR. Si va al Consiglio di Stato

Confermo la piena fiducia nella giustizia ed auspico quanto prima la sospensione della decisione del tribunale amministrativo

Angelo Riccardi è pronto a dar battaglia dopo la decisione del TAR di rigettare il suo ricorso contro l’inconferibilità dell’incarico di presidente del Consorzio ASI. “Con la sentenza resa dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio è stato rigettato il ricorso proposto avverso la delibera ANAC n. 453 del 9 maggio 2018 che dichiarava la mia inconferibilità alla nomina della Presidenza dell’ASI – scrive il sindaco di Manfredonia in un post su Facebook – ed ordinava al Responsabile dell’Anticorruzione RPCT nonché Direttore Generale dell’Ente, Michelangelo Marseglia, di porre in essere gli atti conseguenti”.

Alla base del rigetto, la ritenuta mancanza di lesività della deliberazione di ANAC, poiché non dotata di potere autonomo ed ordinatorio nei confronti di Marseglia “il quale, peraltro – spiega Riccardi -, aveva già archiviato il procedimento di inconferibilità per non condivisione degli assunti posti dall’ANAC alla base del proprio provvedimento. Resta, in ogni caso, da parte del sottoscritto, la non condivisione dell’interpretazione resa dal Tribunale in merito allo Statuto dell’Ente ed alla natura dei poteri con esso attribuiti all’organo presidenziale, motivo per cui sarà promossa tempestiva impugnazione dinanzi alla magistratura superiore del Consiglio di Stato, al fine di ricondurre la vicenda alla giusta reale dimensione dei fatti. Confermo la piena fiducia nella giustizia ed auspico quanto prima la sospensione della sentenza resa dal Tribunale Romano al fine di proseguire l’importante e produttivo cammino intrapreso alla guida dell’ASI”.



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