Vice ministro Zoccano a San Giovanni Rotondo: “Centri Padre Pio modello per la riabilitazione da esportare”

Il sottosegretario è stato accompagnato dall’onorevole Francesca Troiano ‍componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, dall’onorevole Rosa Menga e da Nicola Pagliara

“Una struttura eccellente, dove l’umanità e la professionalità sono pienamente percepibili, dove la tecnologia è imponente nonostante le esigue risorse che possono essere messe a disposizione per tali attività. Se l’eccellenza, nonostante tutti questi problemi è stata qui possibile e lo è tutt’ora, lo può essere in tutta Italia. Sento il dovere di ringraziare tutti per l’impegno profuso nonostante le difficoltà che comunque analizzeremo insieme ai colleghi presenti e al Governo per fornire risposte concrete”. Sono le prime parole del vice ministro Vincenzo Zoccano, in visita oggi assieme ai parlamentari Francesca Troiano (componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), Rosa Menga e Nicola Pagliara al presidio d’eccellenza di Riabilitazione “Gli Angeli di Padre Pio” della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio. A riceverli, il presidente della Fondazione, fr. Francesco Colacelli e dalla Direzione Generale, detta Esecutiva.
 Per l’onorevole Troiano: “Gli Angeli di Padre Pio sono un modello di eccellenza per la Sanità Italiana ed in particolare per la riabilitazione che va esportato. Questa è la prima tappa di un percorso che ci porterà su tutto il territorio nazionale, per catturare le istanze dal basso. Appena terminato, avremo le linee guida generali con le specificità dei territori. Questo è l’unico modo per arrivare ad una presa di coscienza organica sulle disabilità e suoi servizi, così come previsto dal Codice unico. Una necessità impellente, se si pensa che molti sindaci non sanno nemmeno quanti disabili ci sono nella città che amministrano”. Menga a tal proposito ha aggiunto che: “Gli standard di qualità presenti nella struttura e la percepibile umanizzazione delle cure non hanno nulla da inviare al resto del mondo”. ” Sono onorata di essere tornata a ‘Gli Angeli di Padre Pio’ dopo la mia prima visita, meno di un anno fa, in qualità di deputata neoeletta e di membro della Commissione Affari Sociali e Sanità. Oggi – ha precisato Menga -, insieme al Sottosegretario Zoccano e alla collega deputata Troiano, rinnovo la meraviglia per gli elevatissimi standard professionali e umani che abbiamo avuto modo di constatare nel corso della nostra visita, che marcano la differenza tra il ‘curare’ e il ‘prendersi’ cura dei pazienti e delle loro famiglie. Auspico che le iniziative del Governo possano supportare concretamente realtà esemplari come questa, garantendo un sempre più ampio accesso alle cure più innovative attualmente disponibili per la riabilitazione”.
 
A loro è stata illustrata dettagliatamente la mission della Fondazione, tutti i risultati conseguiti negli ultimi anni negli ambiti della clinica e della ricerca, le collaborazioni nazionali e internazionali, ma anche le necessità, le esigenze dell’Ente per offrire un servizio sempre migliore alla particolare e delicata utenza che ad essa si rivolge.
Sono state mostrate le imponenti tecnologie presenti nella struttura e sottolineato il confort alberghiero della stessa. A tal proposito, il Presidente della Fondazione, fr Francesco Colacelli ha sottolineato come, per espressa volontà dei Frati Minori Cappuccini, la Fondazione da anni mette a disposizione, gratuitamente, dei genitori/parenti dei piccoli ricoverati, le “family rooms” ovvero vitto e alloggio per uno dei genitori del piccolo paziente, che può restare accanto al proprio parente in totale autonomia e privacy. Tra l’altro, questa possibilità permette ai genitori/parenti di acquisire tutte quelle strategie assistenziali necessarie per il ritorno a casa, dopo il periodo di ricovero.
Praticamente, una formazione e informazione del caregiver h 24. A margine della visita, il Presidente e la Direzione Generale della Fondazione hanno illustrato, alle Autorità Istituzionali in visita, tutta le problematiche principali delle strutture di riabilitazione, in particolare quelle ecclesiastiche, i sacrifici e le difficoltà quotidiane per mantenere un elevato standard assistenziale e riabilitativo nonostante le tariffe di remunerazione ferme al 2007 (a ben 12 anni fa). Hanno ribadito la difficoltà di gestire imponenti liste d’attesa con una contrattualizzazione da parte della ASL territorialmente competente (ASL FG) che non rispecchia assolutamente l’accreditamento ottenuto dalla Regione Puglia nonostante i dati succitati e, inspiegabilmente non riesce a controllare l’emorragia di una mobilità extraregionale divenuta insostenibile per le casse pubbliche.
 
La Fondazione, invece, ha sottolineato i dati positivi della mobilità attiva dell’Ente che ricovera assistiti da tutta Italia e dall’estero. Infine, i rappresentanti della Fondazione, per ovvi motivi, si sono soffermati sulla mission de “Gli Angeli di Padre Pio” di 10 anni fa, quando la struttura era anche un Centro d’eccellenza per la riabilitazione degli ipovedenti e non vedenti. Fiore all’occhiello della Puglia e del Sud Italia, trascurato dalle Istituzioni e mai riconosciuto ai sensi della L. 284/97.
Su questo punto, il Presidente della Fondazione ha consegnato al Sottosegretario Zoccano e all’On. Troiano, uno specifico dossier e chiesto un’attenzione Istituzionale. A margine della visita, il Presidente della Fondazione fr Francesco Colacelli, ha dichiarato: “siamo onorati e orgogliosi di ricevere visite Istituzionali di questo calibro, delle attenzioni nei nostri confronti, dei nostri utenti, dei nostri operatori che quotidianamente devono lottare per recuperare lo “svantaggio”, per una vita migliore, per una speranza che non deve mai abbandonarci. A noi, resta la possibilità di raccontarci e di dimostrare che gli appelli del Santo Padre non cadono mai nel vuoto e mi riferisco a “i gesti di dono gratuito anche per la salute che sono la via più credibile di evangelizzazione”. E ancora, “la cura dei malati ha bisogno di professionalità e di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici come la carezza, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è “caro”.