Terremoto a Manfredonia, dopo un decennio crolla il regno di Riccardi. Il sindaco dice addio e si dimette

In riva al golfo finisce un’era. Il primo cittadino, con la maggioranza ormai a pezzi e l’ombra della Commissione d’accesso agli atti, lascia l’incarico a Palazzo San Domenico

Angelo Riccardi dice addio alla poltrona di sindaco di Manfredonia. Dopo quasi dieci anni alla guida dell’amministrazione sipontina, il primo cittadino molla tutto e si dimette. Su Facebook, Riccardi cita l’amato Lucio Dalla preannunciando la sua decisione: “Io vado via, io vado via, io vado via, dove c’è ancora un posto per pensare, due o tre persone e metterci insieme, dove anche senza star bene ridendo, piangendo, parlando, si può ricominciare…”

Riccardi ha constatato “l’assenza di una maggioranza politica qualificata che sostenga l’azione di governo. Chiedo per questo pomeriggio un atto di responsabilità al Consiglio e mi rivolgo ai Consiglieri di maggioranza e di opposizione, in modo che vengano approvati provvedimenti della massima importanza e di interesse comune a tutta la cittadinanza, per poi consentire alla Giunta di approvare lo schema di Bilancio di Previsione 2019 e rimettere nelle mani degli elettori il destino della nostra comunità”, si legge nella missiva indirizzata al Segretario Generale ed al Presidente del Consiglio Comunale. 

“Manfredonia ha bisogno di una maggioranza compatta – spiega Riccardi –, di una squadra che lavori a tempo pieno per la città. Amo Manfredonia. L’ho sempre amata e continuerò ad amarla, ma senza una maggioranza politica qualificata è come guidare una nave senza timone – afferma -. Il mio impegno per Manfredonia non terminerà con la fine di questa esperienza amministrativa, ma continuerà in altri modi e dando sempre il massimo. Nei prossimi giorni illustrerò il lavoro di questi anni, ma anche le condizioni in cui sono stato costretto ad operare.

Il commissario – conclude – avrà il compito di traghettare il Comune verso nuove elezioni, ma prima è necessario compiere atti propedeutici per evitare di compromettere il piano di riequilibrio pluriennale appena approvato dal Consiglio e scongiurare ricadute finanziarie sull’Ente. È per questo che chiedo a tutti i Consiglieri Comunali un atto di responsabilità e soprattutto di rispetto per Manfredonia oggi in Consiglio”.

Il sindaco, con la maggioranza ormai a pezzi, lascia Palazzo San Domenico dove guidava l’ente comunale dal 2010, proseguendo il regno del centrosinistra che andava avanti, incontrastato, dagli anni ’90. Dallo scorso gennaio, nel Comune di Manfredonia è presente la Commissione d’accesso agli atti, giunta in riva al golfo per accertare l’esistenza o meno di infiltrazioni mafiose nella macchina amministrativa. C’è il serio rischio che il consiglio comunale possa essere sciolto così come accaduto a Monte Sant’Angelo nel 2015 e a Mattinata nel 2018.

Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/immediatonet



In questo articolo: