Monnezza e inquinamento a Deliceto, “chiesto al ministro Costa di interessarsi personalmente della vicenda”

Il deputato del Partito Democratico, Michele Bordo ha presentato una interrogazione con cui sono state portate all’attenzione del Governo “le denunce raccolte dagli organi di stampa sui rischi per la salute e l’ambiente derivanti dai denunciati sversamenti illegali di reflui provenienti da una discarica”

“Le notizie sull’inquinamento di corsi d’acqua e terreni a Deliceto (presso la discarica di Rocco Bonassisa, nel riquadro sopra, ndr) sono molto inquietanti. Cittadini e imprese agricole hanno il diritto di conoscere la verità”. Lo afferma l’onorevole Michele Bordo (a destra nella foto in alto),  deputato del Partito Democratico, dopo aver presentato l’interrogazione con cui sono state portate all’attenzione del Governo “le denunce raccolte dagli organi di stampa sui rischi per la salute e l’ambiente derivanti dai denunciati sversamenti illegali di reflui provenienti da una discarica”.

“Non c’è alcun pregiudizio nei confronti di chi gestisce l’impianto – continua Bordo – ma è indubbio che le notizie diffuse sui canali nazionali e locali meritano di essere approfondite dagli organi competenti.

A partire dalla denuncia del mancato controllo sui reflui liquidi prodotti dall’impianto nel 2017 a causa di una singolare mancanza d’acqua nei pozzetti che raccolgono le acque meteoriche.

Proprio l’area di Deliceto è già stata interessata da indagini relative all’inquinamento del suolo e dei corsi d’acqua derivanti dalla presenza di discariche, quindi l’allerta civica e la preoccupazione sono a livelli più alti che altrove.

Ho chiesto al ministro Costa (foto grande in alto) di occuparsi personalmente della vicenda – conclude Bordo – e di disporre tutte le verifiche necessarie con la dovuta urgenza”.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Al Ministro dell’Ambiente,

per sapere – premesso che:

notizie di stampa hanno fatto emergere un sospetto caso di sversamento illegale del percolato prodotto in un impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti sito nel Comune di Deliceto;

stando alle testimonianze ed ai filmati raccolti, il liquido verrebbe sversato direttamente in un canale prospiciente la discarica, ormai esaurita, le cui acque sarebbero utilizzate per l’irrigazione dei campi vicini;

è emerso, inoltre, che nel 2017 non è stato possibile effettuare i prescritti controlli sui reflui liquidi per ‘mancanza di acqua’ nei pozzetti di raccolta delle acque meteoriche realizzati appositamente per effettuare tale attività;

l’impianto è gestito da una società riconducibile ad un imprenditore che gestisce un impianto per rifiuti non pericolosi nel territorio di Vasto, al cui interno, lo scorso 20 marzo, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara hanno sottoposto a sequestro preventivo la terza vasca Nuova tegola per “violazione di norme a tutela dell’ambiente e di quanto stabilito nell’autorizzazione  integrata ambientale, essendo stati accertati conferimenti di rifiuti extra-regione per gli anni 2017-2018 (provenienti da Puglia, Campania e Lazio) per circa 70mila tonnellate“:-

se e come il Governo intenda procedere per accertare il rispetto delle norme in materia ambientale e la tutela della salute dei cittadini e della salubrità dei terreni e dei prodotti agroalimentari.