Liberi i Notarangelo di Vieste, sentenza del Tribunale di Foggia li scagiona da tutti i reati

Assolti Bartolomeo Pio Notarangelo, Michele Calabrese e Danilo Notarangelo. Finirono in manette per armi e cocaina

“Il fatto non sussiste”, così il giudice del Tribunale di Foggia (la dottoressa Mancini) ha scagionato Bartolomeo Pio Notarangelo (31 anni), Michele Calabrese (39 anni) e Danilo Notarangelo (28 anni), il primo difeso dall’avvocato Michele Arena, il secondo da Arena e Michele Brunetti, il terzo da Giorgio De Laurentiis. La decisione è giunta in Prima sezione collegiale. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di detenzione di armi e cocaina. Motivazioni della sentenza entro 90 giorni.

Il caso di cronaca

I due Notarangelo e Calabrese furono arrestati nel 2016 dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia e della compagnia di Vico del Gargano durante un’operazione di contrasto agli affari della famiglia Notarangelo, un tempo guidata da Angelo “cintaridd” Notarangelo, morto ammazzato nel gennaio 2015.

I cugini Bartolomeo e Danilo Notarangelo, parenti del capo clan defunto, insieme a Calabrese, secondo l’accusa erano i rivenditori di vari pusher della zona di Vieste. Durante le indagini, i carabinieri intercettarono frasi criptiche utilizzate all’arrivo dei fornitori della droga: “Sta figliando una scrofa“, era il gergo utilizzato dagli imputati.

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