Il de profundis del civismo lo suona Napi Cera: “Certe liste non hanno più senso”

Intanto, i consiglieri regionali Leo Di Gioia, Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio, Pino Romano, Giuseppe Turco e Sabino Zinni, si apprestano a presentare la nuova associazione politico-culturale “Senso Civico per la Puglia”

I consiglieri regionali Leo Di Gioia, Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio, Pino Romano, Giuseppe Turco e Sabino Zinni, presenteranno alla stampa, domani, martedì 12 febbraio, la nuova associazione politico-culturale “Senso Civico per la Puglia”.  All’incontro che si terrà alle 10,30, nell’Hotel Excelsior, in via Giulio Petroni,15 a Bari, è prevista anche la partecipazione del presidente della Regione.

Un modo questo dell’associazione per rafforzare la lista civica Iniziativa Democratica, che ha i suoi leader in Pisicchio a Bari e in Leo Di Gioia a Bari.

Il voto abruzzese consegna un nuovo laboratorio per il centrosinistra, lo stesso che Michele Emiliano sta perseguendo in Puglia. Ma col Pd in caduta libera saranno sufficienti le forze civiche?

È convinto che il civismo stia morendo il consigliere regionale centrista Napi Cera. “Ritengo che dopo le Europee si andrà a votare anche al Parlamento. Adesso c’è la verifica in Regione Sardegna la prossima settimana, dove il centrodestra vincerà di nuovo e l’Udc prenderà una percentuale più alta di quella abruzzese perché in Abruzzo abbiamo fatto una lista nelle ultime ore, ci sono stati dei problemi con alcuni candidati che si sono sfilati. Poi ci sarà la verifica alle Europee il 26 maggio, termine oltre il quale io ritengo che o la Lega o 5 Stelle faranno andare al mare questo governo”.

Ha senso continuare a svuotare i partiti della coalizione di Michele Emiliano in favore delle liste civiche? Il giovane centrista, che in Puglia è alleato con Emiliano, è schietto. “Le liste civiche hanno senso quando non c’è una tenuta dei partiti politici, ma siccome ora ci sono dei partiti politici che raccolgono il malcontento delle persone, le liste civiche non hanno più senso. Quando c’è una Lega che intercetta il voto popolare, al netto dell’astensionismo che in Abruzzo resta il primo partito, le liste civiche perdono il loro valore. L’abbiamo visto in Abruzzo, lo abbiamo visto anche nelle elezioni di secondo livello a Foggia: le liste civiche non sono andate bene, hanno perso due consiglieri provinciali e il Pd ne ha perso uno. Non c’è da festeggiare”.

Intanto sull’argomento interviene anche Fabiano Amati, maggiore competitor interno di Emiliano. “Il voto ai Cinquestelle si sta forse rivelando una bolla elettorale, purtroppo assorbito da Salvini e dal suo progetto di sostegno al Nord a spese del Sud. A questo punto dobbiamo fare ciò che pure il Presidente Emiliano non era propenso a fare sino a qualche settimana fa. E cioè prendere le distanze con durezza dalla proposta di ‘scippi e rapine’ delle regioni del Nord a spese del Sud”.

Secondo il consigliere regionale dem Fabiano Amati va contrastata la norma che ha concesso alle regioni del Nord le centrali idroelettriche, con un incremento del canone stimato in 260 milioni oltre potenza elettrica gratuita.

“Dobbiamo lottare per evitare la riduzione di 682 milioni circa (calcolando solo l’IVA) sul fondo sanitario pugliese; dobbiamo insorgere contro la riduzione degli stipendi agli insegnanti del Sud; dobbiamo reagire al trasferimento delle infrastrutture stradali per mantenere al Nord l’Irpef.  Dobbiamo inoltre pensare a fare in proprio ciò che si può fare. E cioè: liste d’attesa, lotta alla xylella, vivai e sprechi dei Consorzi di bonifica. Poiché la politica è composta da argomenti di stretto merito, realizzare queste cose equivale già alla costruzione di un comitato di liberazione”. Il Presidente del Gruppo consiliare LeU/I Progressisti, Ernesto Abaterusso plaude all’esperienza abruzzese, che ha superato i Cinque Stelle.  
“Grazie a Giovanni Legnini che sin dal primo momento si è rivelato un candidato autorevole ed ha posto temi importanti nel suo programma elettorale. Con il suo impegno e con quello di tante compagne e compagni, di militanti e candidati in Abruzzo si è scritta una bella pagina di partecipazione politica. Il 31% ottenuto dalla coalizione unitaria di centrosinistra è il segno evidente che quando si lavora per unire, non per dividere, e ci si pone in netta discontinuità con le politiche del centrosinistra degli ultimi anni si viene premiati. Il risultato ottenuto in Abruzzo non deve rappresentare un punto di arrivo, ma un segnale importante ed incoraggiante per il lavoro che occorre fare alla ricerca del popolo della sinistra che, a causa delle scelte sciagurate degli ultimi anni, ci ha abbandonato e che adesso bisogna cercare di recuperare”



In questo articolo: