Pescatori in rivolta, marinerie decimate e piegate dalla burocrazia. La protesta da Manfredonia a Monopoli

“Tutte le istituzioni devono guardare con la massima attenzione ciò che sta succedendo”

Da Manfredonia a Monopoli, monta la protesta dei pescatori. Norme Ue troppo rigide, imposizioni che gravano sull’organizzazione del lavoro fino al giornale di bordo elettronico. I pescherecci sono costretti, ogni giorno, ad avventurarsi nei mari e a pensare ad adempimenti burocratici farraginosi, che cozzano con la durezza del lavoro.

“Non posso che esprimere tutta la mia più sincera vicinanza e solidarietà ai tanti pescatori che, in queste ore, hanno deciso di far sentire nuovamente la loro voce, rimasta spesso, troppo spesso, inascoltata”, a affermarlo il vicepresidente della Regione Puglia, Giandiego Gatta. “La pesca, per la Puglia, è un mestiere che racconta secoli di storia e di esperienze in mare tramandate di generazione in generazione. E tutte le istituzioni devono guardare con la massima attenzione ciò che sta succedendo: le nostre marinerie erano un orgoglio per l’economia regionale ed oggi si sono decimate. Chiedo alla Regione Puglia di raccogliere il grido di dolore dei pescatori e farsi portavoce in tutte le sedi della necessità di sostenere e rilanciare le flotte pescherecce del nostro mare”.



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