Elezioni provinciali a Foggia, Iniziativa Democratica e Puglia Popolare sperano nel Tar

I 12 candidati vicini ai leader pugliesi Alfonso Pisicchio e Massimo Cassano e coordinati a livello locale da Salvatore Malerba e Rino de Martino sono difesi dagli avvocati Eliana Mercuri e Felice Lorusso

È fissata per giovedì la decisione del Tar Puglia per il ricorso della lista Iniziativa Democratica, ricusata dalle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale in Provincia di Foggia. I 12 candidati vicini ai leader pugliesi Alfonso Pisicchio e Massimo Cassano e coordinati a livello locale da Salvatore Malerba e Rino de Martino sono difesi dall’avvocato Eliana Mercuri. 

Secondo i rumors, la lista ha buone chance di essere ripescata, ma in queste ore non mancano le invettive e le accuse che i candidati si rinfacciano gli uni contro gli altri. Del resto la formazione ha elementi che potrebbero cambiare il volto delle elezioni. Da Pasquale Cataneo, che potrebbe avere il consenso dei pizzarottiani e di Nicola Russo, a Gaetano Cusenza a San Giovanni Rotondo, passando per i due nomi lucerini, il consigliere uscente Giuseppe Pitta e Francesca Niro.

Emergono alcuni particolari che hanno indotto poi al caos del giorno della presentazione delle liste. C’è stato nei confronti dei civici di Emiliano un vero e proprio “ratto di candidate”. A Lucera il vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta ha tenuto un vertice insieme ai maggiorenti azzurri per invitare una eletta a non candidarsi con Puglia Popolare. Alla civica cassaniana è stato anche sottratto nelle ultime ore utili il candidato del Popolo della Famiglia, Antonio Russo, transitato poi e candidato con Capitanata Civica di Leo Di Gioia e Rosario Cusmai.

A poche ore dalla scadenza delle operazioni di presentazione, Puglia Popolare aveva 21 firme in meno su 44, pertanto è stato necessario unire le forze con Iniziativa Democratica, pur avendo un surplus di candidati, a cui si è dovuto rimediare sacrificando Salvatore Ricciardi.

“La documentazione c’era, ma non abbiamo avuto il tempo di correggere gli errori formali, perché c’era grande caos nella stanza del segretario generale. C’erano giornalisti e dirigenti politici. In più abbiamo subito lo stalking di un disturbatore come Giuseppe Mainiero, in quella sede non avrebbe dovuto esserci nessuno, invece i dipendenti sono stati intimoriti”, dice un civico.

Un dato politico va però rimarcato, secondo i segretari provinciali: le due forze politiche del centrosinistra extralarge di Michele Emiliano hanno raccolto più firme dei partiti tradizionali, ma all’ultimo momento alcuni politici di professione hanno fatto di tutto per far venir meno la loro presenza nelle urne delle elezioni di secondo livello.