A Foggia 200 giorni per una mammografia e 140 per un eco doppler. ASL chiede aiuto ai privati

L’elenco delle prestazioni aggiornato a settembre 2018 contiene casi emblematici. L’azienda sanitaria locale, con un provvedimento recente, sta provando a correre ai ripari. Ecco in che modo

Liste d’attesa lunghissime. Prestazioni erogate con ritardi clamorosi rispetto al limite di 30 e 60 giorni, rispettivamente per le visite specialistiche e di diagnostica strumentale. L’Asl di Foggia, con un provvedimento recente, sta provando a correre ai ripari, coinvolgendo i privati. Il programma per l’abbattimento delle liste d’attesa 2018-2019, tuttavia, non è il primo del genere per l’azienda territoriale della Capitanata. “Il tema delle liste d’attesa è una delle più importanti criticità per il servizio sanitario nazionale e regionale con rilevanti conseguenze sul piano clinico, economico e sociale – scrivono nel documento -. La ragione di tale criticità risiede nella cronica discrasia tra la domanda e l’offerta di prestazioni sanitarie, a fronte delle limitate risorse disponibili. Discrasia che sviluppa, in pazienti e cittadini, la percezione delle lunghe liste di attesa come un importante disservizio”.

L’elenco delle prestazioni aggiornato a settembre 2018, contiene casi emblematici. Per esempio, per una mammografia bilaterale-monolaterale bisogna attendere più di 200 giorni (la soglia massima prescritta è di 60 giorni). Stesso discorso per una ecografia della mammella. Servono mediamente più di 140 giorni per un eco doppler e più di 100 per una banale Emg (elettromiografia semplice). Persino i test cardiovascolari da sforzo con pedana mobile rappresentano una criticità. Mentre, secondo i dati Asl, nelle rilevazioni puntuali risultano costantemente sotto i 30 e i 60 giorni i giorni di attesa rilevati per le prestazioni di: Diagnostica ecografica capo e collo; Ecografia addome superiore e inferiore; Spirometria semplice e globale; Visita ginecologica-ostetrica; Visita urologica; Visita pneumologica; Visita chirurgica vascolare; Visita ortopedica; Visita cardiologica; Visita endocrinologica; Visita oncologica; Visita oculistica.

Il direttore generale Vito Piazzolla, il cui mandato è scaduto da qualche settimana, ha provato ad integrare il Centro unico prenotazioni con il settore privato, per monitorare meglio le disponibilità sul territorio. “Con le strutture private convenzionate sarà definito il volume, la tipologia e la loro distribuzione delle prestazioni acquistate nel corso dell’anno – chiosano nel documento deliberato – per non esaurire l’offerta prima del termine dell’anno. La direzione sta provvedendo al completamento dell’integrazione del sistema CUP provinciale con le strutture private convenzionate, provvisoriamente accreditate, per la condivisione delle agende, in modo da permettere all’utenza di avere la prima data disponibile per la prestazione richiesta attingendo dall’intera offerta del territorio provinciale, sia pubblica che privata. Con le strutture private convenzionate sarà definito il volume, la tipologia e la loro distribuzione delle prestazioni acquistate nel corso dell’anno per non esaurire l’offerta prima del termine dell’anno. Si prevede che le attività sopra descritte siano attuate entro il 31 marzo 2019.La proposta di adesione al CUP Provinciale è stata estesa anche all’IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo.

Inoltre, l’Asl di Foggia ha avviato una pianificazione pluriennale degli investimenti per interventi infrastrutturali attraverso l’utilizzo di Fondi P.O. FESR 2014-2020, per un totale di circa 74 milioni di euro. Alla pianificazione ha fatto seguito una programmazione triennale che prevede, tra gli altri, interventi di potenziamento degli strumenti e delle tecnologie in uso agli specialisti ambulatoriali per un finanziamento complessivo di circa 5.300.000 euro. Basterà per evitare i viaggi della speranza dei foggiani, spesso costretti ad andare in Molise per banali esami diagnostici?