Lega Foggia, Vigiano e Miranda favoriti per candidatura a sindaco. Primarie centrodestra, slitta riunione con Caroppo

Non è escluso che nel capoluogo dauno l’indicazione dei nomi possa arrivare con una proroga, dopo il 3 febbraio. Le forze politiche e gli aspiranti consiglieri di Palazzo Dogana vogliono misurarsi prima sul voto ponderato

È slittata ai prossimi giorni la riunione del segretario regionale e commissario provinciale della Lega Andrea Caroppo, che questa sera avrebbe dovuto vedere il gruppo consiliare del Comune di Foggia e altri maggiorenti salviniani per discutere sulle Primarie. Il 19 gennaio, termine ultimo per presentare le candidature con le 400 firme necessarie non è molto lontano, ma a Foggia, a differenza di Bari, tutto ancora tace.

I partiti sembrano più concentrati al rinnovo del consiglio provinciale del prossimo febbraio che alle Primarie, senza Forza Italia. Franco Di Giuseppe ha incontrato il coordinatore dei Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra. “L’ipotesi della lista di FdI insieme a Noi con l’Italia è una possibilità”, conferma La Salandra a l’Immediato. “Come FdI abbiamo un numero di amministratori che ci consentono sia di presentare la lista autonomamente sia di poter esprimere, ovviamente in linea astratta trattandosi di voto ponderato, un consigliere provinciale. Sono ovviamente valutazioni che faremo tutti insieme in questa settimana quando convocherò l’esecutivo provinciale e l’assemblea degli amministratori. Nella stessa occasione proporrò al partito il nome da presentare al tavolo delle primarie”.

Sono più freddi in Azzurro Popolare. “Non sappiamo niente, avremmo dovuto riconvocare il tavolo, abbiamo saputo le cose dalla stampa, dopo la conferenza al Fortino. Chi ha fissato quelle regole? Il tavolo è foggiano, non barese. Il regolamento lo dobbiamo fare noi, per ora c’è un altro tavolo ed è quello delle Provinciali del 3 febbraio”, è il commento di Mimmo Verile. Non è escluso che a Foggia le candidature alle Primarie possano essere presentate, con una proroga, dopo il 3 febbraio. Le forze politiche vogliono misurarsi sul voto ponderato. Alcuni maggiorenti, a cominciare dal capogruppo di Forza Italia Consalvo Di Pasqua candidato alle Provinciali, potrebbero usare la leva delle elezioni di secondo livello per assegnare il proprio sostegno a questo o quel candidato al gazebo. In queste ore il sindaco Franco Landella vedrà l’alleato Franco Di Giuseppe.

Nella Lega d’altronde la divisione è fortissima. C’è chi accusa Caroppo di attendismo, dal 13 novembre ad oggi il commissario, secondo la fronda che gli è ostile, ha semi paralizzato le attività in Capitanata, congelando le iniziative sul territorio e i gazebo. A detta di molti il consigliere regionale sta privilegiando troppo l’ingresso di ex azzurri, lasciando in stand by molti civici valenti, a cominciare da Vincenzo Specchio a Cerignola, già dichiaratosi all’opposizione di Franco Metta. “Caroppo ha aperto il tavolo a forze come Direzione Italia che ha ottenuto alle ultime Politiche a Foggia solo 1004 voti, mentre non ha accettato IdeA o altre liste civiche che potrebbero essere interessate alle Primarie. Stanno tutti in fibrillazione per le provinciali e col partito a Foggia siamo perdendo visibilità e immagine”, dice un salviniano della primissima ora come Silvano Contini, protagonista di tante battaglie sul campo.

Quanto alle Primarie, nella Lega c’è molta confusione. I dubbi sono tutti sul candidato giusto. Sono almeno 4 i papabili: il capogruppo Antonio Vigiano che sta cercando di tenere tutti insieme comunicando nel partito le decisioni di Caroppo, Joseph Splendido, Raimondo Ursitti e Luigi Miranda. Vigiano e Miranda potrebbero essere quelli con più chance. Ma la scelta tra i due è ardua. A detta di molti la novità di Vigiano, il suo essere outsider, potrebbe concedergli una marcia in più, sebbene Miranda appaia sulla carta più forte in termini di consensi. Ma quanto voto d’opinione ha trattenuto il giovane avvocato figlio d’arte dal suo trionfale risultato del 2014 con la sua lista civica? Rappresenta davvero un valore aggiunto? È questo l’interrogativo che assilla i leghisti, che rispetto ai due nominativi non hanno ancora un’alternativa al loro interno.