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Home - Consorzio Bonifica Montana, Terrenzio non ci sta “alla storia dei carrozzoni”. “E su Valle Vecchia si strumentalizza”

Consorzio Bonifica Montana, Terrenzio non ci sta “alla storia dei carrozzoni”. “E su Valle Vecchia si strumentalizza”

Di Antonella Soccio
21 Dicembre 2018
in Turismo
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90% dei pagamenti MAV incamerati. I 24mila soci del Consorzio per la Bonifica del Gargano hanno percentuali svizzere di pagamento. E anche i sindaci della Montagna Sacra stanno contribuendo. Questa speciale osservanza degli agricoltori garganici, come quelli della pianura, fa dei due Consorzi della provincia di Foggia, come si sa, un unicum in Puglia, che anche oggi è stato ribadito nella conferenza di fine anno del presidente Eligio Giovan Battista Terrenzio insieme al suo direttore. “Bisogna finirla con la storia dei carrozzoni, non si può fare di tutta un’erba un fascio. Se si vuole accontentare tutti si scontenta tutti. Abbiamo indici di efficienza molto alti. Abbiamo una struttura efficace, con livelli di operatività superiori alla media nazionale. Non denigriamoci, vantiamoci ogni tanto”, è stato il suo commento in esordio. Lo scorso anno il presidente Terrenzio aveva annunciato il piano degli acquedotti rurali. Per il 2019 si è in fase avanzata. A Mattinata il Comune ha chiesto un aiuto, mentre l’estendimento procede tra San Giovanni e Manfredonia. “Pensiamo di poter portare a compimento tutta la progettazione nel prossimo anno. In cantiere ci sarà il primo impianto di irrigazione con l’utilizzo della acque reflue nella zona di Matine per oltre 500 ettari di campi irrigati. Nei primi mesi del 2019 sarà appaltato. Riusciremo ad utilizzare acqua che già va a mare, con la sottrazione di acque depurate”.

La frontiera è rappresentata dalla possibile collaborazione con la Protezione Civile sul tema del dissesto idrogeologico.

Intanto Terrenzio ha anche dato la sua versione sulla interrogazione presentata dalla consigliera regionale foggiana del M5S, Rosa Barone, per far luce su un progetto proposto dal Consorzio di Bonifica “Montana del Gargano” da realizzare per presunte esigenze di sistemazione idraulica e antincendio ma che, al contempo, secondo lei, comporterebbe una irruzione sull’area e in particolare nella delicatissima “Valle della Vecchia”, tra le più importanti del Parco per biodiversità e valori paesaggistici. M5S e associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra mentre, dall’altro lato, Parco Nazionale e Regione Puglia sembrano intenzionate a proseguire.

In data 24/11/2016 l’Ente Parco Nazionale del Gargano, in seguito all’istruttoria espletata del Perito Agrario Antonio Pio Urbano (con un procedimento che ha ottenuto anche il placet del progettista Giovanni Russo, marito della direttrice Strizzi, dirigente facente funzione del Parco del Gargano), ha espresso parere favorevole ai fini della VIA, senza prevedere alcuna prescrizione.

“Già tutto questo appare inopportuno – commenta Barone – ma, inoltre, tale parere sembra non tenere nella dovuta considerazione le disposizioni nazionali e comunitarie previste a tutela del Lanario e del suo ambiente riproduttivo. Un parere che quindi non sembra analizzare debitamente le conseguenze che l’intervento in oggetto potrebbe produrre sugli habitat e sulle specie che caratterizzano il sito. Abbiamo dunque chiesto alla Regione, nell’ambito dei procedimenti di VIA e VINCA relativi agli interventi in oggetto, se non intenda garantire le esigenze di conservazione degli habitat e delle specie che caratterizzano il sito interessato dagli interventi in oggetto in ottemperanza alla normativa nazionale e comunitaria, anche – conclude – per evitare il rischio di procedura di infrazione per cattiva applicazione delle direttive.”

Sul punto Terrenzio è stato chiaro. “Noi abbiamo invitato tutti, è una polemica strumentale, a Valle Vecchia sono andato due volte, con l’ex assessore all’ambiente e con la dirigente del settore ambiente, perché si cercava di fare chiarezza. Vedere carcasse di auto, con un territorio abbandonato, non è bello. Il tipo di intervento che noi andremo a fare è di ingegneria naturalistica. Come al solito qui si deve mettere il veto. Il comitato Via ha cambiato i pareri dopo aver visionato lo stato dei luoghi, hanno poi emesso un giudizio differente. C’è una spaccatura all’interno dei gruppi”.

Sulla questione dell’accorpamento e di una possibile legislazione dal basso l’Ente sta lavorando. “Noi abbiamo dato alcuni messaggi ed indicazioni agli assessori”.

Carpino,  Ischitella, le vasche di laminazione a San Marco in Lamis, il Consorzio sta operando alla manutenzione e alla difesa del territorio. “Bisogna soffermarsi sulla prevenzione per la difesa del suolo, appalteremo 8 milioni per delle manutenzioni straordinarie”, è stata la conclusione del presidente.

Tags: acque reflueacquedotti ruraliConsorzio per la Bonifica Montanadissesto idrogeologicoGiovanni TerrenzioMattinataRosa BaroneValle della Vecchia
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