Il “Guarda che luna” del clan sempre più vicino alla demolizione. TAR boccia ricorso

Secondo i giudici del tribunale amministrativo i Romito modificarono fortemente i manufatti, trasformando una semplice veranda in una sala ristorante

Dopo il sequestro del settembre 2017, confermato a luglio 2018 quando venne meno anche la facoltà d’uso, ora i Romito, titolari del ristorante di Manfredonia, “Guarda che luna” hanno incassato il no del TAR Puglia al ricorso presentato dalla “Bar Centrale sas di Romito Francesco & C.”. La società è stata inoltre condannata al pagamento in favore del Comune di Manfredonia delle spese di lite, liquidate in 1500 euro. Inoltre c’è anche la condanna al pagamento di ulteriori 1500 euro in favore del Ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza.

Per il TAR “non è condivisibile l’affermazione dei ricorrenti secondo i quali le opere non hanno alterato i volumi e le superfici esistenti”. Secondo i giudici del tribunale amministrativo i Romito modificarono fortemente i manufatti, trasformando una semplice veranda in una sala ristorante.

Per il gestore dell’attività, Michele Romito (fratello del boss Mario Luciano, morto nella strage di San Marco del 9 agosto 2017, ndr) si tratta di una vera e propria batosta. Il suo “Guarda che luna” è più che mai vicino ad essere smantellato.