C’è il Distretto Urbano del Commercio, ma le commercianti chiedono una rete di servizi minima

Nell’accordo di base sono contenute azioni di marketing e servizi commerciali per quelle attività che vorranno aderire. Ma per molti intervenuti oggi, i progetti presentati dal dirigente comunale sono “futuristici” e “futuribili”

È stato presentato questo pomeriggio in un clima molto acceso nella Sala Fedora del Teatro Umberto Giordano a Foggia il DUC, Distretto Urbano del Commercio, un organismo autonomo di gestione delle politiche urbane di riqualificazione del commercio costituito da Comune di Foggia, Confesercenti Puglia e Confcommercio Foggia, con l’intento di migliorare i servizi al cittadino e la gestione del commercio. Il Duc si propone da subito di far rete con le realtà del territorio ed impegnarsi in importanti proposte progettuali condivise.
Ad illustrare la nuova istituzione sono stati l’assessore alle attività economiche, Claudio Amorese, il dirigente comunale, l’ingegner Paolo Affatato, il presidente di Confcommercio Damiano Gelsomino e il direttore di Confesercenti Franco Granata.

Nell’accordo di base del piano sono contenute azioni di marketing e servizi commerciali per quelle attività che vorranno aderire. Si va dal miglioramento dell’arredo urbano alla fruizione degli spazi urbani commerciali con attività di intrattenimento, animazione commerciale, ristorazione e somministrazione. Con la valorizzazione delle botteghe, dei negozi e dei ristoranti storici e la realizzazione di itinerari turistici per la valorizzazione e promozione del commercio insieme alla creazione di punti informativi sugli esercizi commerciali anche con rifermento all’accoglienza turistica.

Oggi o ti distingui o ti estingui, rimanere immobili non giova a nessuno e il Comune si è distinto”, ha detto l’imprenditore sipontino a capo di Confcommercio. L’organismo partecipato secondo Granata potrà partecipare ai bandi messi a disposizione dalla Regione Puglia. Bandi per l’ammodernamento dei negozi, per una difesa dal commercio on line, per una migliore digitalizzazione. “Tutti i Duc in Italia che si sono costituiti solo per usare i fondi pubblici sono morti, i distretti che hanno successo sono quelli che approfittando dei finanziamenti sanno fare rete. C’è un Duc in Lombardia che gestisce i parcheggi organizzando così il parking a misura dei clienti e utilizzando gli incassi per autofinanziare iniziative di promozione e di comunicazione del distretto. Il Duc è una ghiotta occasione, dobbiamo mutuare la capacità dei centri commerciali, che hanno una comunicazione e una promozione centralizzata”.

Ebbene l’ingegner Affatato i progetti finanziati che saranno un valore aggiunto del Duc. Ha parlato dell’idea della amministrazione di creare un grande centro commerciale pedonale cittadino che va da Corso Vittorio Emanuele con Via Lanza e prosegue fino al Piano delle Fosse con una valorizzazione dell’area, oggi parcheggio, dietro alla Camera del Lavoro Cgil, il Palazzo dei Contadini. Si tratta di un percorso che l’ingegnere ha chiamato “rete degli attrattori della città”, un asse totalmente da riqualificare con una dotazione infrastrutturale. Si sta studiando anche una possibile chiusura al traffico della famigerata Via Diomede con una viabilità alternativa che dovrà essere sperimentata.

Altro asse sui cui puntare è Via della Repubblica, col percorso tratturale urbanizzato. La traccia storica dei tratturi, ha detto Affatato, dovrà essere riportata alla luce. “La grande scommessa è su un piano dello stile di vita, Foggia non vive lo stile di vita che potrebbe vivere. Viviamo in una città molto diversa rispetto a quella che potrebbe essere. Stiamo lavorando ad una mobilità lenta, con la realizzazione di alcune velostazioni, domani si chiude la gara per quella del nodo intermodale. 47 bici disponibili con un badge e a prezzi politici e una ciclo officina”, ha commentato. Infine ha annunciato l’idea di alcuni elementi catalizzatori e tra questi le piste ciclabili dal Cep al Candelaro e dalla stazione al Gino Lisa, lo slow park del nodo intermodale realizzato con metodi architettonici biocompatibili e ancora una rete di piste ciclabili con la sperimentazione di corsie preferenziali per il trasporto pubblico.

L’ingegner Paolo Affatato

Davanti a tali cambiamenti prospettati dall’ingegnere, diverse commercianti della città sono insorte. “È un progetto futuristico”, hanno rilevato. In particolare, ha svolto una azione vera di categoria l’imprenditrice Anna, titolare dell’elegante negozio Profumo di Donna di Corso Giannone, storica profumeria tra le più frequentate della città con 4 dipendenti.

“Partiamo dalla base, io ho la mia attività da 22 anni in Corso Giannone, abbiamo marciapiedi non sistemati, cassonetti davanti alle vetrine, una illuminazione pessima, gli alberi che sono foreste. Mi sembra che vi siate dimenticati della realtà. Tante mie clienti si dicono deluse dello stato della città, preferiscono andare a fare spesa in provincia. Io mi vergogno per il degrado che offro alle mie clienti. Prima di pensare alle piste ciclabili del Cep date la possibilità a noi commercianti di lavorare nel decoro. Il progetto per me è bocciatissimo. Penserei prima al fondamentale”. Stesso tenore anche da Pasquale De Lillo, commerciante di mobili, che da poco ha trasferito la sua attività da Corso del Mezzogiorno a Via Mario Pagano-Via Zuppetta. “Voi parlate solo di lavori pubblici, la pista ciclabile per il Gino Lisa, ma che funziona il Gino Lisa? Se vogliamo giocare, scherziamo pure”. Una voce fuori campo è arrivata dal titolare dell’enoteca Nuvola di Via Vittime Civili che ha attaccato i colleghi. “La situazione è difficile per tutti, ci ho provato a fare cooperazione, ma i commercianti a Foggia pensano solo ai fatti propri. Anche mia madre non può camminare su Via Napoli, la situazione dei marciapiedi la conosciamo. Però mi sono fatto l’idea che la colpa sia anche nostra, tanti commercianti a Foggia alle 18 ancora non aprono. Poi non ci lamentiamo del GrandApulia”.

Da qui le proteste della titolare di Planet in Piazza Giordano. “I commercianti devono stringere con gli orari, per questo si apre più tardi”. A far da pacieri, l’ingegner Affatato che ha specificato che di vivere in Via Montegrappa e di “conoscere i problemi”, l’assessore Amorese, che ha ricordato i problemi del Salva Enti, la presidente di Terziario Donna Lucia La Torre, che ha urlato “sappiamo solo lamentarci” e la funzionaria e consigliera camerale Confcommercio Stefania Bozzini, la quale ha ricordato la valenza degli 8 Duc pugliesi e la possibilità di formare addetti, operatori e dipendenti e le azioni di animazione del territorio.