Alluvioni sul Gargano, ultimati lavori per rischio idraulico a Peschici. “Ma resta problema abusivismo”

Le opere eseguite, affidate dalla Regione Puglia al Consorzio di Bonifica Montana del Gargano con uno specifico finanziamento, assicureranno il normale deflusso delle acque e quindi una migliore protezione delle sponde in corrispondenza del “Villaggio Moresco”

Sono stati ultimati i lavori di mitigazione del rischio idraulico sul Torrente Ulse in agro di Peschici, il cui alveo era stato gravemente danneggiato dalle alluvioni del settembre 2014. Le opere eseguite, affidate dalla Regione Puglia al Consorzio di Bonifica Montana del Gargano con uno specifico finanziamento, assicureranno il normale deflusso delle acque e quindi una migliore protezione delle sponde in corrispondenza del “Villaggio Moresco”, insediamento turistico ad elevata ricettività, e di insediamenti abitativi. 

I lavori, consistenti nella preliminare rimozione del materiale accumulato in alveo nei pressi della foce del torrente e nella successiva risagomatura e riprofilatura delle sezioni del canale – rivestito anche con parte del materiale lapideo rimosso, per uno sviluppo lineare di circa 2.300 m. sono iniziati nel maggio 2017 ed ultimati nel maggio 2018.

“Siamo particolarmente soddisfatti per il risultato conseguito – ha dichiarato il presidente del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, Eligio Giovan Battista Terrenzio – ma a nostro avviso restano fondamentali e prioritarie tutte le azioni atte a prevenire il rischio idraulico. A questo riguardo nei giorni scorsi, anche a seguito dei tragici eventi accaduti in Sicilia, abbiamo ancora una volta richiamato l’attenzione delle diverse istituzioni nazionali, regionali e locali sulle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, sempre più rapide nella loro evoluzione, che rendono non più procrastinabile un’azione coordinata tra tutti i soggetti interessati alla problematica”.

“Su questo aspetto – ha aggiunto il presidente Terrenzio –  il Consorzio si è già fatto più volte promotore di iniziative utili per un coordinamento di attività e competenze, quanto meno in ambito di comprensorio di bonifica, senza però ricevere significativi riscontri dai diversi livelli, per una questione che andrebbe affrontata anche in termini di quadro legislativo ed organizzativo”.

“Un secondo problema è inoltre rappresentato dagli impatti dell’abusivismo edilizio, che l’ente consortile montano ha da più parti rilevato a seguito della sua attività di presidio del territorio, segnalandoli poi in ogni sede, anche giudiziaria, al fine di sollecitare le autorità locali ad attuare i provvedimenti di propria competenza: dalla rilevazione della situazione di abusivismo, alla emissione di ordini di sgombero e di demolizione.” 

“Il perpetuarsi di una mancata attenzione sulle due questioni segnalate, oltre a creare le condizioni per possibili nuove tragedie – troppo superficialmente imputate, nell’immediatezza degli eventi, al solo dissesto idrogeologico – incrina anche il rapporto con le comunità locali, ingiustamente destinate a subire, non solo economicamente, le conseguenze derivanti da attività antropiche illegittime”.

“Tali attività infatti – conclude Terrenzio – amplificano le conseguenze dei cosiddetti eventi atmosferici eccezionali, i cui effetti, invece, potrebbero esser mitigati da una piena presa di consapevolezza in termini di pianificazione territoriale e da un’efficace e coerente lotta all’abusivismo edilizio, specialmente in prossimità di corsi d’acqua talvolta arbitrariamente e pericolosamente deviati”.

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