Foggia, svantaggiati e studenti nella villa del clan mafioso. “Accesa luce di legalità sulla città”

Attività didattiche e laboratori nell’area un tempo abitata dalla famiglia vicina alla “Società Foggiana”. I dettagli forniti da Agostino De Paolis (Antimafia sociale) e Dimitri Lioi (Associazione Panunzio)

Ben 11 milioni per progetti di legalità in 31 comuni pugliesi. Parte da qui il nuovo corso dell’Antimafia sociale guidata dall’ex capo della squadra mobile di Foggia, Agostino De Paolis che ha ereditato il lavoro avviato dal compianto, Stefano Fumarulo. Tra le maggiori iniziative – per la quale sono stati finanziati 450mila euro – c’è quella riguardante il bene confiscato alla famiglia mafiosa Lanza, contigua al clan della “Società Foggiana”, Sinesi-Francavilla.

L’ATS (associazione temporanea di scopo) che gestirà il bene vede protagonisti il Comune di Foggia, l’Università, il Centro formazione Redmond, il Filo d’Arianna, l’istituto scolastico Pascal e il Centro provinciale istruzione per adulti. Tutte realtà messe insieme dall’associazione Panunzio: “Abbiamo fatto da volàno – ha detto a l’Immediato, il presidente Dimitri Lioi – costruendo una rete dedicata con gli enti possessori dei requisiti richiesti”.

La mega villa in via delle Orchidee, zona Salice, un tempo abitata dai malavitosi, è praticamente inutilizzabile, demolita dagli stessi Lanza dopo lo sgombero. Sentito da l’Immediato, De Paolis ha fatto sapere che “il bene è in pessimo stato in quanto semidistrutto ma la Regione Puglia potrebbe attivare interventi per sanare l’edificio. Presto farò un sopralluogo”.

“La finalità è duplice – ha evidenziato De Paolis -. La prima riguarda il coinvolgimento di 25 persone da individuare tra le categorie svantaggiate. L’altra è quella di organizzare una serie di incontri con le scuole di Foggia e provincia sul tema della legalità. Il progetto avrà durata triennale, rinnovabile. In caso di risultati considerevoli, infatti, la Regione potrà rifinanziarlo. Sono diversi quelli che interessano la provincia di Foggia. Io avrò il compito di verificare il raggiungimento del risultato”, ha spiegato il dirigente.

In particolare, i 25 soggetti svantaggiati, seguiti dal Centro formazione Redmond, prenderanno parte ad attività didattiche all’aperto e a laboratori tecnico-professionali. Ma ogni realtà darà il proprio contributo. “Ad esempio il Comune, dopo aver dato la disponibilità del bene – ha spiegato Lioi -, continuerà ad occuparsi di aspetti tecnici. L’Università darà un apporto formativo, il Filo d’Arianna si focalizzerà su progetti di cittadinanza attiva”. Oltre ai progetti all’aperto, ci saranno quelli di rigenerazione urbana coinvolgendo artisti locali. “L’idea è di creare un percorso di video narrazione, utilizzando gli smartphone, per individuare luoghi simbolicamente importanti da rilanciare – ha dichiarato alla nostra testata, Lioi -. Anche per questo saranno coinvolti gli studenti e i 25 svantaggiati, guidati dall’attore Pino Casolaro“.

Si dovrebbe partite a inizio 2019 con le attività laboratoriali negli spazi antistanti all’ex villa del clan. Allo stesso tempo, proseguiranno gli incontri nelle scuole e saranno organizzati appuntamenti dedicati alla ricostruzione storica della mafia foggiana, attraverso l’ausilio di esperti e mass media. “Rivendico un risultato importante – ha concluso Lioi -. Con questo progetto abbiamo acceso una luce. E se un domani arrivassero fondi regionali, statali o europei per ripristinare quella villa, allora avremmo riconsegnato pienamente quel bene alla città”.

L’Antimafia sociale, come detto, punta anche a recuperare una serie di luoghi degradati, ritenuti simbolicamente importanti. Per quanto riguarda Foggia, ad esempio, De Paolis ha fatto cenno a Piazza Puglia, ma non sarà l’unica area interessata da iniziative incentrate sulla legalità. Presto saranno forniti maggiori dettagli.

Villa Lanza e quel progetto mai decollato

Venne sgomberata nell’estate del 2010 la mega villa del clan Lanza a Foggia. Il bene, dopo essere stato confiscato, fu consegnato al Comune di Foggia, che avrebbe dovuto provvedere a girarlo in gestione all’associazione Noos, vincitrice del bando “Libera il bene”, voluto e finanziato dall’amministrazione regionale targata Vendola. Ma nell’estate del 2011, la villa in via delle Orchidee, in zona Salice nuovo, era ancora vuota e inutilizzata. In quei giorni Claudia Cignarella, presidente Noos che si occupa di persone con disagi psichici e relazionali, mostrò tutto il suo malcontento rilasciando alcune amare considerazioni alla stampa: “Capisco le difficoltà che sta attraversando la città in questo periodo – disse – ma dopo l’ultima giornata della legalità, dal Comune ci avevano promesso che entro la fine di giugno ci avrebbero comunicato lo stato delle cose. Questo non è ancora avvenuto”.

L’allora sindaco Mongelli fu ben disposto a partecipare a “Libera il bene” per la riconversione dei beni confiscati alla mafia ma il Comune di Foggia ritardò lo sgombero della villa, avvenuto solo una settimana dopo la scadenza del bando. Nel frattempo i Lanza irruppero nell’immobile portando via tutto, compresi gli infissi, le porte e lasciando la proprietà fuori uso. Nel novembre 2010, dopo le giustificate pressioni del Noos e la garanzia di autonome ristrutturazioni, la villa dei Lanza venne data in gestione all’associazione. La proposta fu approvata, anche assieme ad un modello di convenzione. Convenzione che doveva applicare la delibera comunale, ma che poi non fu mai firmata. “Stiamo cercando i finanziamenti per poterla ristrutturare – dichiarò Pasquale Pellegrino, all’epoca assessore alle Politiche sociali – ci vogliono i tempi tecnici”. Ma ormai era già troppo tardi. I Lanza lasciarono la villa in condizioni disastrose e sarebbero serviti molti soldi, e tempo, per ristrutturarla.

In quel periodo venne fuori che l’ufficio delle Politiche sociali chiese finanziamenti dei Pon sviluppo 2007-2013, per alcuni progetti da attuare su quel bene. Tutti sembravano tenere alla valorizzazione di quella mega villa ma nessuna iniziativa decollò.