Biocompostaggio, Miglio fa dietrofront a San Severo, ma monnezza e impianto restano centrali nel dibattito elettorale

Dopo apposita gara il Comune della città dei campanili ha aggiudicato il servizio di selezione della raccolta differenziata per un solo anno

La campagna elettorale sanseverese come quella lucerina sarà ancora una volta centrata sul tema dei rifiuti. Il sindaco Francesco Miglio, ora libero dalla fascia di presidente della Provincia, ha dovuto far marcia indietro rispetto al progetto damoniano di impianto di biocompostaggio alla ex Safab targato Sagedil, approvato e autorizzato negli uffici provinciali all’Ambiente. L’altra sera all’1.30 di notte nel corso di un lungo consiglio comunale monotematico, l’assise della città dei campanili ha votato all’unanimità contro l’impianto di compostaggio da 60.000 tonnellate. Ha vinto la linea degli impatti cumulativi provocati dalla Centrale a Turbo gas, dalla centrale a biomassa di Rignano scalo e degli effetti della discarica Lufa service, per la quale la DDA nell’inchiesta “In Daunia venenum” ha chiesto il sequestro e dove sono stati sversati circa 20 mila tonnellate di percolato.

Anche il parere urbanistico, come è emerso nella discussione, pone problemi rilevanti, perché all’epoca della concessione edilizia per la costruzione della Safab la stessa fu possibile perché l’intervento fu condizionato da un parere regionale parziale e non definitivo.

Nella zona limitrofa sono avvenute variazioni sostanziali, come la costruzione di un distributore di benzina e la prevista realizzazione di 100 moduli abitativi capaci di ospitare 400 lavoratori agricoli per le Foresterie della Regione Puglia per i migranti.

Insomma l’impianto si troverebbe quasi accanto ai villaggi stagionali per braccianti. C’è inoltre un nuovo dubbio sulla Sagedil. Sembra infatti che la ditta potrebbe non avere tutti i requisiti per far parte della short lista della prefettura per le aziende che trattano lo smaltimento e gli impianti di RSU.

Infine c’è la criticità di sempre: come si inserisce un impianto di quelle dimensioni rispetto al Piano degli impianti di compostaggio pubblico della Regione Puglia, messo a punto dal commissario Ager Gianfranco Grandaliano?

“Abbiamo detto no a quell’impianto privato così grande, questo è il dato più rilevante e anche una delle condizioni poste dal Pd per il suo coinvolgimento organico in maggioranza. Avrei immaginato un opposizione più utile e meno parolaia. Alcuni non hanno neppure l’idea di cosa significhi sviluppo ecocompatibile ed economia green. Si voleva però in ogni modo arrivare ad una frattura da usare in campagna elettorale. Persino il loro sub emendamento non serviva a marcare un’altra opzione politica, non è risultato per niente sostanziale ma puramente lessicale. Noi abbiamo avuto complessivamente una buona condotta esplicitata al meglio da Bubba e Stornelli”, ha evidenziato il consigliere Dino Marino.

L’esponente di Città Civile Nazario Tricarico che domenica si è presentato a San Severo con una convention che ha fatto il bagno di folla e che apre una ipoteca sulle candidature alternative a Miglio- da rintracciare tra Leo Lallo, Rosa Carolina Caposiena, grande amica del neo segretario azzurro pugliese Mauro D’Attis e Anna Paola Giuliani, sempre più tentata anche dall’amico Primiano Calvo a guidare la lista di Nello Musumeci per testare la macchina in vista delle elezioni regionali del 2020- è stato molto critico sul consiglio comunale e annuncia approfondimenti sulla questione.

Questo progetto sta costando carissimo alla maggioranza  Miglio in termini politici- ha rilevato- Non capisco perché non ci si adoperi per convincere la Sagedil a desistere dalla realizzazione del mega impianto e investire gli stessi soldi magari negli impianti pubblici che vorrebbe realizzare la Regione. Quello di Miglio e della sua maggioranza è masochismo  politico allo stato puro. Anziché realizzare un mega impianto sulla Statale che non vuole nessuno, perchè Regione e Comune non danno seguito alla partnership pubblico/privato tanto cara a Grandaliano? Quale occasione migliore, una società che vuole tirare fuori 50 milioni di euro. La Regione che invece non ha tutti i soldi necessari per realizzare gli impianti pubblici che ha previsto, potrebbe con i privati giungere ad un punto d’incontro, realizzando impianti sotto controllo pubblico tarati in base all’esigenza dei territori. Ad esempio, per la nostra ATO, anziché 60.000 tonnellate, un impianto di 15/20.000 tonnellate. Il mio sospetto è che, in realtà, tutti questi soldi che il privato dovrebbe investire in questo mega impianto siano vincolati alla sicurezza di veder entrare mondezza al suo interno. Come si fa ad avere questa sicurezza? Con la convenzione approvata dalla Giunta nel 2015. Con quel pezzo di carta vai in Banca e te li danno in 3 minuti senza altre garanzie. Tra l’altro questi genietti ignorano che il conferimento va a gara”.

Intanto dopo apposita gara il Comune di San Severo ha aggiudicato alla ditta SIMA Ecologia srl, con sede in San Paolo di Civitate il servizio di selezione e valorizzazione rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, per la durata di 1 anno dall’avvio del servizio, alle condizioni offerte in sede di gara, relativamente ai CER pneumatici, inerti, legno e ingombranti al costo di 66mila euro circa.

È stato invece aggiudicato alla ditta ECOALBA SOC. COOP., con sede in Volturino il servizio di selezione e valorizzazione rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata di carta e cartone, plastica e vetro. Il servizio costerà per un anno all’amministrazione 111mila euro.