Provincia, finito mandato Miglio. “Non abbiamo mai sonnecchiato. E ho un solo rimpianto…”

Alla guida dell’amministrazione provinciale con la Riforma Delrio, il sindaco di San Severo si è trovato una “situazione disastrosa”. Tra tagli erariali e dimezzamento del personale

Debitorie pregresse per 9.566.000 euro, riconosciute dal 2015 al 2018. Trasferimenti erariali ridotti di anno in anno. 4,45 milioni in meno nel 2014, 15 milioni in meno nel 2015, 22 milioni in meno nel 2016, 22,239 milioni in meno nel 2017”. Questa la “situazione disastrosa”, come l’ha chiamata, che ha dovuto fronteggiare il presidente Francesco Miglio nel suo mandato alla guida dell’amministrazione provinciale con la Riforma Delrio. Oggi il sindaco di San Severo ha tracciato un bilancio della sua gestione e ha salutato dipendenti, attori politici, stampa.

“Con deliberati del presidente e del consiglio provinciale abbiamo rinegoziato alla Cassa e Depositi e Prestiti e abbiamo rinvenuto risorse per 24 milioni di euro, oggi raccontiamo un ente che ha i conti in ordine. Ci era stato detto dal Ministro Delrio che con quella legge paurosa che le Province avrebbero dovuto ridurre la dotazione organica di personale del 50%. Non è semplice raccontare ad una persona che lavora da anni in un ente che deve cominciare a pensare al suo futuro lavorativo presso altre amministrazioni. I dipendenti hanno trovato sempre la porta spalancata. Non hanno mai trovato un amministratore che bucasse. Abbiamo avuto disponibilità e ascolto nei confronti di tutti anche nei conflitti. Non era facile né scontato eppure lo abbiamo fatto con equilibrio nelle scelte”.

I CONCORSI 

Miglio annuncia che la Provincia di Foggia con quell’atto del 15 giugno del 2018 ha anche dato il là per avviare delle procedure concorsuali per reperire le figure, che mancano nella tecnostruttura, sebbene qualcuno lamenti che ancora ci sono i 26 dipendenti part time che dovrebbero avere la priorità nella stabilizzazione a full time.

“Il mio successore troverà un ente ristrutturato. Quando mi insediai chiesi di incontrare i dirigenti nella sala della ruota. Erano tanti. Oggi da 15 che erano sono rimasti in 5. Quella struttura così organizzata doveva essere rivista e calibrata”.

Tra i debiti, la Provincia ha dovuto sborsare circa 15 milioni, quasi tutti inerenti risarcimenti danni stradali in cui l’ente risulta soccombenti. Da qui lo strumento nuovo nell’area Avvocatura di un servizio contenzioso stradale per monitorare in maniera puntuale le richieste di risarcimenti danni. “Abbiamo pensato che una nuova organizzazione, sempre al fianco dell’Anticorruzione. Non ho avuto dipendenti ma collaboratori”. Le due principali funzioni essenziali rimaste in capo all’Ente con quei numeri e con quei tagli non hanno potuto essere ristorate al meglio, secondo Miglio. Eppure, La Provincia, ha rivendicato, ha partecipato a tutti i bandi molti dei quali vedono l’Ente destinatario di finanziamento. 139 milioni di programmazione stradale tutta finanziata. 33 milioni per l’edilizia scolastica.  “Sul tema non abbiamo dormito o nicchiato. La cosa più facile era smobilitare il patrimonio, ci sono rimaste della case cantoniere. Abbiamo il vanto di aver trattenuto il Teatro del Fuoco, che era un cespite ambito. Noi lo abbiamo mantenuto perché quella intuizione di Antonio Pellegrino andava preservata. Via Rosati era una sede inadeguata per il Provveditorato, ricordo quando andavo con mio padre insegnante, era una sede angusta. A fronte di quella situazione così disagiata vi era un esborso di 300mila euro a dei privati. L’abbiamo risolta. Tutti i sindaci che sono venuti a chiedere attenzione l’hanno ottenuta. Come ad esempio per Torre Bianca a Candela. A chi ci diceva: non abbiamo lo scuolabus per andare a prendere i bambini che sono in campagna, ci prestate un mezzo? Noi abbiamo sempre accettato anche nei confronti di chi polemizzava sulla mia persona. Mi sono sempre mostrato superiore. Ho sempre concesso la sala anche a chi ha fatto opposizione becera, perché questo è un luogo di democrazia, è un merito non una debolezza. Da domani potrò partecipare a qualche polemica pure io sempre con sobrietà dei toni”.

PATTO PER LA PUGLIA 
Parole definitive anche per il Patto per la Puglia. “La posizione nostra è stata sempre a dire che noi siamo qui collaborativi al tavolo. Ho avuto la soddisfazione con qualche isolata eccezione di poter dire che quel tavolo e quella cabina di regia hanno funzionato. Tutti si sono sentiti garantiti dal presidente Miglio, abbiamo avuto un ruolo di mediazione. Anche quando ci sono stati momenti di grandissima frizione. Sapete cosa si dice della Capitanata ad altri livelli? Si dice che noi siamo bravi a chiedere ma poi siamo bravi a litigare tra di noi. Abbiamo una classe dirigente rissosa, ma noi siamo andati Avanti, a tutti i tavoli abbiamo detto che stavamo andando avanti con grande fatica. Purtroppo questo territorio ha bisogno di fare un salto culturale, dobbiamo rifuggire la logica del campanile e del municipio e ragionare in una logica di Area Vasta”.

Al centro l’autista del presidente

Da 650 a 300 dipendenti, Miglio è stato partecipe anche della vicenda della Diomede, che secondo un atto del commissario Costantini andava messa in liquidazione di Diomede. “Se fossi stato apatico come dicono avrei dovuto disinteressarmi di quei 33 dipendenti. Cari ragazzi, avrei dovuto dire, non posso fare nulla. E invece noi non abbiamo mandato a casa nessuno. È stato un merito di questo quadriennio, ci promisero un 6×3, ma non c’è stato neanche nessuno che ci è venuto a ringraziare in presidenza”.

I suoi grazie Miglio li ha rivolti all’ex segretario generale Filippo Re, all’attuale Scalzulli, alla dottoressa Pellecchia, ai dirigenti Rosa Lombardi e Giovanni Dattoli oggi presenti e a tutti gli altri, ai sindacati. “Voglio ringraziare il mio vice Cusmai con cui abbiamo sempre marciato all’unisono, i consiglieri delegati. Abbiamo attivato il Servizio civile, ho dimenticato tantissima roba. Ringrazio anche la stampa e Giovanni Ciaglia l’autista del presidente”.





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