Provinciali, siglato il patto tra Gatta e Monteleone. Landella rivendica il suo ruolo di “paciere”

Alla fine il sindaco di Torremaggiore, pur con le sue firme in tasca raccolte dagli alleati e dagli amici amministratori di Capitanata, ha deciso di rinunciare alla candidatura per la presidenza della Provincia di Foggia

Alla fine il sindaco di Torremaggiore Lino Monteleone, pur con le sue firme in tasca raccolte dagli alleati e dagli amici amministratori di Capitanata, ha deciso di rinunciare alla candidatura per la presidenza della Provincia di Foggia. Proseguire nel suo trasversale e autonomo civismo, spaccando gli altri accampamenti del centrodestra e del Pd e soprattutto l’altro civismo, quello dell’assessore regionale Leo Di Gioia, lo avrebbe condotto quasi sicuramente ad una crisi politica interna nella sua città. Ha dovuto accogliere nella giornata di ieri più di un “avvertimento” in Capitanata e dai cassaniani baresi. Ha prevalso pertanto l’accordo politico, che ieri sera è stato siglato proprio nella sua Torremaggiore con il candidato Nicola Gatta, Sergio Clemente e il sindaco di Foggia Franco Landella. Quella di ieri è stata una giornata intensa di incontri per il primo cittadino del capoluogo, reduce da una operazione chirurgica. Riunione al mattino in casa sua in Macchia Gialla con i suoi consiglieri più fidati, poi faccia a faccia col sindaco del Natale. Landella, rinsaldando il suo ruolo in vista delle amministrative del 2019, ha ristabilito la sua forza ponderata e portato in dote a Gatta il peso anche di Monteleone, dissuaso dallo scendere in campo. Come a dire che la vittoria del primo cittadino di Candela contro il candidato del Partito democratico sarà determinata soprattutto dai pezzi di Forza Italia e dai partiti personali (Clemente, Cassitti e Iaccarino, pari a 2100 voti ponderati), che ancora controlla e non certo dai maggiorenti della foto di rito, che lo hanno indicato al tavolo dopo gli estenuanti incontri di queste settimane. Né dall’aiuto di Leo Di Gioia, ormai ad un nuovo bivio della sua carriera politica.

In una nota, Gatta, divenuto azzurro a tutti gli effetti, riconosce questo schema. E spiega: “Sono il candidato dell’alleanza di centrodestra, dunque sintesi di un preciso perimetro politico, culturale e valoriale. Non a caso, al tavolo dei segretari della coalizione, mi sono riservato di sciogliere la riserva dopo aver incontrato il sindaco Franco Landella, con il quale mi sono confrontato, assieme ai consiglieri della maggioranza al Comune di Foggia, e che ringrazio per la condivisione ed il sostegno che mi sono stati manifestati. Voglio ringraziare in particolare il sindaco di Torremaggiore, Lino Monteleone, per il senso di responsabilità dimostrato nel farsi interprete di una unità vera e reale, orientata sui progetti e le prospettive e, dunque, per la sua decisione di essermi accanto in questa competizione e nel lavoro che ci attende nell’immediato futuro. La riflessione che abbiamo sviluppato insieme, alla presenza del sindaco di Foggia, ci ha visti concordi rispetto al ruolo e alla funzione che il sindaco Monteleone potrà e dovrà ricoprire, rappresentando autorevolmente le ragioni dell’Alto Tavoliere”.

Gatta annuncia il suo impegno e quello della coalizione di centrodestra nel farsi “carico delle istanze dei piccoli Comuni, che questa legge elettorale ha evidentemente penalizzato”.

I piccoli Comuni sono una ricchezza che occorre mettere a valore ed esaltare, occupandosi in modo concreto delle loro esigenze e delle loro necessità- rileva- La Provincia che abbiamo di fronte, in termini di poteri e competenze, non è l’Ente conosciuto nel passato. Ma non per questo si tratta di una istituzione meno strategica per il futuro della Capitanata. Tante sono le vertenze aperte e tante le opportunità che è possibile cogliere. Da questo punto di vista gli amministratori chiamati al voto dovranno formulare una valutazione attenta circa la direzione da imprimere all’azione di governo, all’approccio nei confronti delle criticità a cui dovremo fornire una risposta, al valore di un rapporto interistituzionale maturo e serio, che abbia come unica ed indiscussa priorità i diritti del territorio. Sono in campo per fare della mia esperienza lo strumento attraverso il quale raggiungere obiettivi importanti. Sono in campo per servire la provincia di Foggia”.

Il patto tra Lino Monteleone e Nicola Gatta

Dal suo canto invece Lino Monteleone in una dichiarazione ufficiale ha spiegato il senso del suo protagonismo. “Sollecitato da più parti, sono stato lieto di accettare la sfida propostami, in quanto Amministratore di un Comune fortemente interessato dall’esercizio delle funzioni dell’ente provinciale. In agro di Torremaggiore, come in molte altre zone del territorio, viviamo, ad esempio, il grave disagio della impercorribilità di gran parte della rete stradale provinciale che attraversa le campagne, rendendo fortemente difficoltoso il lavoro dei nostri agricoltori che costituiscono larga parte del tessuto economico e sociale. Impegnarmi in prima persona significava tentare di dare risposte al territorio.  Ringrazio chi mi ha sostenuto con energia, impegno, convinzione, pervenendo, pur in assenza di aiuto dai partiti, al ragguardevole risultato del raggiungimento delle firme richieste per la candidatura e rivelando in tal modo l’esistenza di un’ampia base elettorale scollegata dalle vicende partitiche e coagulatasi intorno al mio nome. Pur nella possibilità di competere nella sfida elettorale, di fronte all’indicazione del candidato Nicola Gatta, non ho potuto esimermi dal fare una serie di valutazioni: in primis, il soddisfacente risultato raggiunto dai Monti Dauni con questa candidatura di cui mi compiaccio, essendo stato peraltro protagonista di un incontro presso quelle Amministrazioni nel tentativo di farmi portatore anche delle loro legittime esigenze. In secondo luogo non posso non rilevare la comune area di provenienza culturale con l’ottimo Nicola; la mia candidatura avrebbe, data la dispersione dei voti su due candidati similari, di fatto aperto la strada alla vittoria del Pd. Per tali motivazioni ho ritenuto di accogliere le sollecitazioni da più parti provenute ad una desistenza volta ad una proficua collaborazione con Nicola Gatta che mi vedrà protagonista come candidato alla elezione del Consiglio provinciale nell’anno venturo a supporto dello stesso che mi auguro possa uscire vittorioso dalle urne”.

PER BEATRICE

Hanno scelto di astenersi dal voto alle provinciali i consiglieri comunali di Foggia, Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura, i quali ravvisano un pericoloso scollamento tra la politica e le legittime esigenze della comunità, a partire dal diritto alla salute e alla vita. Il loro sciopero elettorale sarà compiuto in nome della piccola Beatrice. In una nota la loro decisione. Eccola. “Questo scollamento è ben evidente nel caso della bambina Beatrice Russo, affetta da SMA di tipo 1, che ancora oggi, malgrado l’ASL sia stata sollecitata persino dal Presidenza della Repubblica, non garantisce nell’ambito dell’assistenza territoriale, distrettuale e domiciliare lo svolgimento di un programma terapeutico multidimensionale individualizzato, che consenta di compensare le difficoltà di Beatrice e della sua famiglia. La colposa indifferenza della politica a tutti i livelli, ci spinge a dichiarare nel rispetto dei nostri principi e valori di solidarietà umana, che la nostra presenza al voto per l’elezione del Presidente della Provincia sarà vincolata dal fatto che a Beatrice venga garantita una adeguata assistenza sanitaria domiciliare. Attualmente è inutile negare che la risoluzione di quanto da noi evidenziato è in capo al centrosinistra che governa la Regione Puglia, ma non garantire una congrua assistenza a Beatrice e alla sua famiglia viola eticamente i principi base di tutte le forze politiche che si identificano in quest’area politica. Noi non possiamo rimanere indifferenti e tacere rispetto alla solitudine e al grido di dolore della Famiglia Russo. La politica non può essere un sepolcro imbiancato in cui si agitano cuori e menti refrattari ai valori di umanità. Per queste ragioni invitiamo tutti gli eletti nella provincia di Foggia, a fare propria questa nostra protesta subordinando il voto alla risoluzione di questo problema, facendo propria questa battaglia in difesa del diritto alla vita”.