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Home - Elezioni provinciali, il poker della Lega. Centrodestra diviso tra Gatta, Metta e Monteleone per il dopo Miglio

Elezioni provinciali, il poker della Lega. Centrodestra diviso tra Gatta, Metta e Monteleone per il dopo Miglio

Di Antonella Soccio
20 Settembre 2018
in Politica
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Nulla di fatto al tavolo del centrodestra di ieri sera per le elezioni del nuovo presidente provinciale, al quale hanno partecipato per la Lega, il delegato Enti Locali Raimondo Ursitti, il segretario provinciale Daniele Cusmai col suo vice Silvano Contini, per Forza Italia il coordinatore Raffaele Di Mauro, per FdI il dirigente Giandonato La Salandra, per Puglia Popolare Rino de Martino, per Noi con l’Italia Franco Di Giuseppe e per Idea, Paolo Dell’Erba insieme al delegato cittadino Umberto Parisi. La discussione sulle proposte e le diverse opzioni è rinviata al prossimo lunedì. “Non si sono fatti nomi, solo un inizio di dialogo per stare uniti e compatti e cercare di riuscire in una difficile situazione dove chiaramente il centrosinistra parte in vantaggio. Lunedì sera ci aggiorneremo alle 19 nella sede di Forza Italia”, rimarca a l’Immediato il giovane segretario leghista vichese.

Le elezioni di secondo livello, invenzione perversa della Legge Delrio, sono un grattacapo per addetti ai lavori. Quanto di più disprezzato da una parte del ceto politico, che tornerebbe alle vecchie Province votate dal popolo, ma al contempo quanto di più esaltante per chi è abituato a manovre di potere e cambi di casacca. Il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre le ha lasciate nel limbo, con meno risorse organizzative, ma con funzioni essenziali di vitale importanza.

La Provincia di Foggia, nonostante la vulgata di molti, oggi è tutto, meno che un Ente inutile, perché lì si tengono moltissime gare di tanti enti locali con la Stazione Unica Appaltante, lì si decide in cabina di regia la suddivisione dei fondi del Patto per la Puglia e non solo per le strade provinciali e per i lavori di edilizia scolastica. E sempre lì si fissano le sorti ambientali del territorio con le Via e le Aia, tra discariche, impianti e anche controlli, dopo la convenzione con l’Arpa.

È opportuno ricordare ciascuna fascia demografica. I Comuni sono divisi in base agli abitanti e il voto di ogni eletto è ponderato, vale più o meno, a seconda dell’ampiezza della popolazione.

A) fino a 3.000 abitanti, 27 voti ponderati

B) da 3.001 a 5.000, 69 voti

C) da 5.001 a 10.000, 80 voti

D) da 10.001 a 30.000, 155 voti

E) da 30.001 a 100.000, 323 voti

F) da 100.001 a 250.000, 712 voti.

In tale contesto è naturale che gli eletti foggiani siano i più pesanti e determinanti. Ma il sindaco Franco Landella appare molto disinteressato a questa partita. In tale contesto, il M5S pur avendo avuto circa il 50% dei voti alle Politiche non conterà nulla, perché ha pochissimi eletti negli Enti, Bevilacqua a Vieste e i due consiglieri a Manfredonia e pochissimo altro.

Due sono i dati di partenza, che ieri sono stati ricordati al tavolo: le elezioni del presidente Francesco Miglio 4 anni fa e le consultazioni per il rinnovo del consiglio nel 2017.

Nel 2014 Miglio, la cui candidatura avviò il laboratorio che avrebbe poi portato alla vittoria di Michele Emiliano in Regione, ottenne 45.590 consensi ponderati pari a 353 consiglieri comunali sparsi per il territorio e al 48,68% dei voti. Franco Landella si fermò a 300 consiglieri, più pesanti, con 45.153 voti e il 48,2%. A rompere le uova nel paniere del centrodestra, come si ricorderà, ci pensò Paolo Mongiello con il 3,5% , 32 eletti a lui vicini a sostenerlo del valore di 3292 voti ponderati.

Nel 2017 le liste del Pd e Capitanata Civica fecero il botto eleggendo insieme 8 consiglieri e raggiungendo 56.298 preferenze ponderate (28.831 per il Pd e 27.467 per i civici), con il ruolo fortissimo di Rosario Cusmai, mister 11.494 voti, attuale vicepresidente della Provincia, a rastrellare consensi in tutti i piccoli e medi Comuni, legati all’amministrazione regionale.

Oggi il Pd resta più o meno simile nei consensi, se dovesse puntare senza divisioni su un suo candidato di bandiera. I civici pur leggermente decimati per l’approdo nella Lega sono ancora predominanti.

Il centrodestra ieri si è dato una regola, il prossimo lunedì ciascuna delegazione porterà al tavolo il suo reale peso. La Lega, che può contare dai 5 ai 7 eletti a Foggia, 6 ad Apricena, 6 a Peschici, 2 a San Giovanni, 2 a San Nicandro e altri sparsi,  arriva a circa 33 consiglieri certi, laddove il solo Joseph Splendido nel 2017, candidato con Forza Italia all’epoca, ottenne 4653 voti ponderati e il solo Raimondo Ursitti, pescando solo nell’assise foggiana, prese 3.158 (ma votò per lui anche Giuseppe Mainiero). Come per le amministrative, la Lega non scopre tutte le sue carte.

Fratelli D’Italia ha in Foggia, San Nicandro, Orta Nova e Cerignola il suo maggior peso, pari a circa 11 eletti. Forza Italia invece è il partito più ballerino, ma senza dubbio a Foggia Franco Landella può mobilitare almeno 9 eletti.

C’è poi l’incognita di Puglia Popolare, che spinge per il sindaco di Torremaggiore Lino Monteleone, dagli 11 ai 12 voti suoi nel suo Comune, più 3 voti anonimi del Comune di Foggia e gli altri della pattuglia cassaniana di Lucera, Cerignola, San Severo e degli altri centri. Un valore ponderato che sfiora e potrebbe anche superare i 10mila consensi.

Su chi puntare dunque? Raffaele Di Mauro è diviso tra Cerignola e Candela, Franco Metta a Nicola Gatta, poiché entrambi alle scorse politiche hanno sostenuto Giandiego Gatta e Forza Italia, ergo anche la sua candidatura nel listino plurinominale, da secondo dopo Annaelsa Tartaglione. La Lega è divisa tra il peschiciano Franco Tavaglione e il sangiovannese Costanzo Cascavilla. Gli altri apprezzano Lino Monteleone di Torremaggiore, che avrebbe il consenso trasversale anche di alcuni sindaci amici, a cominciare da Gianfilippo Mignogna di Biccari.   

Per uscire da un estenuante empasse, che fomenta il disincanto nei confronti della politica, non sarebbe più semplice spostare i tavoli nell’organismo dell’assemblea dei sindaci per decidere chi davvero è più capace al di là dei numeri di rappresentare le istanze del territorio?

Tags: Forza ItaliaFranco MettaLegaLino MonteleoneNicola Gatta
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