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Home - Abuso d’ufficio e violenza privata: rinviato a giudizio il sindaco di Troia, Cavalieri

Abuso d’ufficio e violenza privata: rinviato a giudizio il sindaco di Troia, Cavalieri

Di Redazione
14 Settembre 2018
in Cronaca
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“La situazione del Comune di Troia diventa sempre più pesante, con il rinvio a giudizio del sindaco Leonardo Cavalieri, dopo che la Giunta già da tempo aveva approvato una delibera per la costituzione di parte civile contro lo stesso primo cittadino. Una situazione resa ancora più grave dalla delibera con cui l’ANAC certifica il danno erariale per le casse comunali”. Lo dichiarano la consigliera del M5S Rosa Barone e l’attivista pentastellata Grazia Manna in seguito al rinvio a giudizio del sindaco di Troia con le accuse di tentata induzione indebita, abuso d’ufficio e violenza privata. I fatti contestati riguardano la gara d’appalto per il servizio di trasporto della città.

“Da quanto emerso nella richiesta di rinvio a giudizio della PM Francesca Romana Pirrelli – spiega Manna – il sindaco Cavalieri avrebbe chiesto in un primo momento l’assunzione di personale da lui indicato ed una eventuale dazione di danaro da discutere successivamente per rinnovare l’appalto alla società Re Manfredi. Non avendo ottenuto quanto richiesto, il sindaco, quale istigatore nella predisposizione del disciplinare di gara, avrebbe individuato un criterio aritmetico illegittimo delle offerte che sarebbe stato congegnato con formula tale da annullare l’incidenza numerica della offerta economica più vantaggiosa. Una condotta che avrebbe portato a compimento in violazione di legge e dei doveri di imparzialità e di buon andamento della P.A. aggiudicando la gara alla società Metaurobus di Accadia che aveva proposto un’offerta con ribasso dell’1,20% (34 mila euro) su di un importo pari a 2 milioni 766 mila euro, rispetto ad un ribasso di 19,36% pari a 538 mila euro del consorzio Re Manfredi, con un danno erariale pari a 504 mila euro per le casse del Comune di Troia. Per l’avv. Cavalieri erano stati disposti dalla stessa PM, come riportato in sentenza della Corte di Cassazione, provvedimenti coercitivi non andati in porto, nonostante gravi indizi di colpevolezza, per un errore interpretativo del Tribunale del Riesame di Bari. Da codice etico e statuto del PD Cavalieri non potrà ricandidarsi alla carica di sindaco alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e con la delibera di Giunta municipale, del 29 dicembre 2017 – continua Manna – di costituzione di parte civile a difesa del buon nome del Comune, è venuta meno la fiducia che gli Assessori ponevano nella persona del primo cittadino di Troia. Più che di una compagine unita si può parlare di separati in casa. A questo si aggiunge la delibera (del 23 maggio 2018) dell’ ANAC per la quale la formula dell’attribuzione del punteggio non conforme a legge, renderebbe illegittima la gara: le irregolarità accertate, certificano secondo l’ANAC, l’esistenza di un danno erariale alle casse comunali”.

“Abbiamo fiducia nel lavoro della Magistratura – dichiara Barone – che sicuramente farà il suo corso e siamo lieti che il Tribunale di Foggia voglia vederci chiaro su questa vicenda. Trasparenza e Legalità sono i nostri valori fondanti, come dimostra anche lo “Spazzacorrotti” che prevede l’innalzamento delle pene per i reati di corruzione, oltre ad una serie di interventi volti a reprimere tali fenomeni nella Pubblica Amministrazione”

Tags: Leonardo CavalieriM5STroia
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