Famiglie rom sgomberate a Foggia. “Qui nessuno ruba, lavoriamo e paghiamo le tasse”

Sono pronti a dar battaglia dopo quanto successo oggi: “Vogliono vendere il capanno per la solita speculazione edilizia. Sindaco non rispetta legge europea…”

In uno stabile privato e confiscato (l’ex Satel) per reati di abusivismo edilizio tornato nelle mani del Comune di Foggia da pochi mesi dopo la sentenza della Corte d’Appello, vivono da circa 6 anni 44 famiglie rom, che questa mattina sono state sfrattate. Lo sfollamento continuerà giovedì, quando la comunità preannuncia azioni di protesta sotto la Prefettura.
“La storia parte dal Comune – spiegano dalla Polizia municipale che sta guidando le operazioni di sgombero – perché il tribunale lo ha affidato all”amministrazione da sei-sette mesi dopo un processo. Un gruppo abitava sotto al ponte poi dopo l’incendio hanno trovato alloggio qui”.
44 nuclei familiari pari a 180 persone, di cui almeno 60 minorenni. “Non stanno facendo resistenza, stanno cercando di trovare delle soluzioni. Quando sgomberiamo i foggiani c’è il supporto dei servizi sociali e anche qui”.
I vigili urbani prima dell’arrivo del sindaco, Franco Landella per un suo video promozionale dell’iniziativa hanno spiegato a l’Immediato che tutti si attaccavano come di consueto ai pali dell’energia elettrica.
“C’è in ballo la sottrazione degli impianti elettrici, l’abbiamo staccata, c’erano dei fili volanti pericolosissimi. Si attaccavano all’acqua. È anche un problema igienico, ci sono rifiuti dappertutto. Per fortuna ci sono almeno la fogna e un pozzo nero”.
Il rappresentante della comunità però osserva che da tempo le famiglie avevano fatto una loro offerta al sindaco. “Abbiamo chiesto di poter fare gli allacci, vogliamo pagare tutto. Lavoriamo regolarmente, paghiamo le tasse. Qui nessuno ruba o si prostituisce”, afferma.

L’avvocato Carlo Del Misto è chiaro. “Da due mesi ho fatto diverse istanze al Comune per dare la possibilità di un esodo e di un flusso programmato, ma nessuna è stata presa in considerazione. È solo un’azione politica, non rispettosa dell’etnia rom anche perché il Comune dovrebbe dare un sito adeguato alla comunità”.
L’avvocato è dell’idea che Landella abbia voluto anticipare Matteo Salvini e giochi a fare il salviniano con le ruspe, mettendo in difficoltà la Lega, che ieri ha passeggiato al Quartiere Ferrovia sui suoi stessi temi. Tutto questo mentre ieri sera quel che resta della sinistra cittadina ha visto al cinema all’aperto di Parcocittà un film sui rom, il pluripremiato Ciambra sull’insediamento di Gioia Tauro e il romanzo di formazione criminale del giovane Pio.

“Rimarremo in mezzo alla strada”, dicono gli uomini. “Giovedì ci sarà un altro sgombero, ma insieme con l’avvocato andremo davanti al Comune e alla Prefettura. Vogliono vendere il capanno per la solita speculazione edilizia. Ma c’è una legge europea: dove ci sono più di 80 rom deve esserci un campo autorizzato in uno Stato democratico. E noi superiamo abbondantemente le 80 persone. Abbiamo fatto già ricorso al Tar e siamo convinti di spuntarla, perché il Comune non ha dato nessuna disponibilità, non ci ha fornito alternative”.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come