L’ascesa della cantina foggiana, Borgo Turrito. E il suo rosato conquista Africa e Germania

In dieci anni, dal passaggio di consegne dell’attività da padre in figlio, la cantina è cresciuta notevolmente, così come il vigneto, arrivato a 12 ettari. Ma il salto di qualità vero è stata la chiusura della filiera e la commercializzazione

Sentieri rurali illuminati dalla luce soffusa delle candele ai bordi. Le navette precise a far la spola verso i filari dove, nel buio quieto della sera, tre telescopi hanno regalato emozioni rare ai circa 260 ospiti di Borgo Turrito. L’evento del secolo, l’eclissi di luna più lunga degli ultimi cento anni, è stata una sperimentazione di promozione del territorio davvero riuscita. Il giovane imprenditore Luca Scapola ha saputo a tener dentro tutto: la cultura, le eccellenze enogastronomiche (Al Celone, Piccola Osteria Km Zero, al Soppalco, Gelateria Gabrielino e da Peppe Zullo), il buon vino e la piacevole musica del quartetto jazz AlmaNueva.

Sullo sfondo, la precisa strategia di marketing finalizzata a far cambiare pelle ad un settore strategico per l’economia locale. Le campagne social “eccentriche” sono il biglietto da visita imprescindibile per far conoscere il prodotto. “Puoi fare il miglior vino del mondo ma se la gente non lo conosce conta poco – chiosa Scapola -. Per questo negli ultimi 3 anni abbiamo puntato molto sulla comunicazione. Il territorio per noi è il faro che ci spinge a migliorare le produzioni di giorno in giorno. La nostra presenza si sta radicando molto sul Gargano e a Foggia, nelle enoteche specializzate e nei ristoranti”.

La grande distribuzione, per il momento, non è una opzione per la piccola cantina che sta crescendo a ritmi sostenuti. I recenti cambi in direzione punteranno ad aumentare la quota estera, al momento ferma al 30 per cento (il territorio assorbe più due terzi della produzione). Il rosato, tuttavia, sta mutando le regole commerciali. Persino la Germania, da sempre scettica rispetto al prodotto per questioni culturali e climatiche, sta cambiando idea. “Il nostro centro di riferimento è Stoccarda – spiega il titolare della cantina dell’Incoronata -, lì il vino più venduto è il rosato. Finora uno scenario di questo tipo era impensabile. Si stanno aprendo opportunità interessanti persino in Africa, dove ci stanno arrivando ordini da alcuni ristoratori”.

In dieci anni, dal passaggio di consegne dell’attività da padre in figlio, la cantina è cresciuta notevolmente, così come il vigneto, arrivato a 12 ettari. Ma il salto di qualità vero è stata la chiusura della filiera e la commercializzazione. Attualmente, Borgo Turrito riesce a vendere circa 80mila bottiglie. Anche per questo Scapola, da consulente, è diventato un punto di riferimento per diverse realtà locali che vogliono emergere nel settore. “Solo con la passione e curando tutti i dettagli della filiera si possono raggiungere risultati eccellenti – conclude -, la comunicazione, però, deve andare di pari passo alla divulgazione. Per molti, per esempio, il rosato continua ad essere una ‘miscela’ di bianco e rosso, ma non è così. È invece il risultato di una delle lavorazioni più difficili, contraddistinta da una precisa tecnica. Questo deve arrivare ai consumatori, e gli eventi che organizziamo stanno dando ottimi risultati in questo senso”. Il prossimo appuntamento è ad ottobre, con la vendemmia. Un’altra occasione per conoscere il territorio e per comprendere meglio i prodotti che ne sono espressione.