“Hai 24 ore per darci 50mila €”. Estorsione e bombe a un “Compro oro”, incastrato da telecamere 22enne

Un giovane di Manfredonia immortalato dal sistema di sorveglianza installato presso il negozio dell’imprenditore. Caccia ai complici

Una telefonata minatoria intercettata dalla polizia effettuata da una cabina pubblica di Galatone video sorvegliata. È stata questa ad incastrare Kevin Pacillo, 22enne di Manfredonia arrestato dalla Squadra Mobile di Lecce e dal commissariato di Nardò in collaborazione con i colleghi della Squadra Mobile di Sassari. Il ragazzo è accusato di tentata estorsione aggravata, violazione di domicilio e detenzione e porto in luogo pubblico di esplosivo. Vittima un imprenditore neretino titolare di un “Compro oro” al quale erano stati chiesti ben 50mila euro. Le indagini si sono sviluppate a seguito delle denunce sporte dall’imprenditore nel febbraio scorso. Tanti gli episodi violenti seguiti alla richiesta avvenuta attraverso una lettera accompagnata da un petardo. Erano stati lasciati insieme sul parabrezza dell’auto dell’uomo. L’esplicito testo della lettera non lasciava dubbi sulle reali intenzioni del mittente il quale, nel mostrarsi profondo conoscitore delle abitudini familiari della vittima richiedeva la somma di 50.000 euro minacciando, in caso di rifiuto, ritorsioni nei confronti anche dei suoi familiari. Qualche giorno dopo venne piazzato e fatto esplodere un ordigno sulla finestra retrostante l’abitazione dell’imprenditore. Una deflagrazione che provocò la rottura del vetro e il danneggiamento dell’infisso.

L’episodio venne immortalato dall’impianto di video-sorveglianza posto ai lati della casa. Nelle immagini si vedeva un individuo giunto a piedi che dopo aver scavalcato il muro di cinta piazzava l’ordigno. Dopo l’accensione della miccia fuggiva a piedi e pochi istanti dopo si registrava il bagliore  della deflagrazione. A qualche ora dall’attentato sull’utenza dell’imprenditore giungeva una nuova telefonata da parte dell’estortore che ribadiva la pretesa estorsiva: “Signor **omissis** …… hai 24 ore per portarci i soldi che non ci hai portato l’altro giorno, …… signor **omissis** hai 24 ore per portarci 50 mila euro… altrimenti la facciamo chiusa!!!.”. Dopo pochi minuti due messaggi in sequenza: “Oggi alle ore 12:00 faccio andare uno dei miei a prendere i soldi se non ci sono o succede qualcosa inizia a pregare spero di essere stato chiaro signor **omissis**” e “Lecce Gallipoli uscita stadio Nardò a destra di fronte al cane morto”.

I successivi accertamenti sul numero telefonico dal quale erano stati inviati i messaggi estorsivi hanno permesso agli agenti di individuare il numero: era quello della cabina telefonica pubblica installata nella piazza di Galatone coperta da telecamere di video-sorveglianza gestite dal comune. Dalla visione del filmato, in corrispondenza degli orari compatibili con l’invio dei messaggi si è arrivati al filmato: nei pressi della cabina telefonica giungeva una Polo grigia, di cui si rilevava chiaramente il numero di targa, con due persone a bordo. Entravano nella cabina telefonica e, per alcuni minuti, utilizzavano la tastiera dell’apparecchio operazione compatibile con l’invio di messaggi. Uno dei due è stato identificato: Pacillo infatti era stato immortalato dal sistema di sorveglianza installato presso il negozio di compro oro dell’imprenditore a Lecce. L’estorsore durante la compravendita di alcuni monili , come per legge, veniva identificato quale cliente. Sulla scorta dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, il gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato ritenuta la reiterata pericolosità manifestata con spregiudicatezza ed elevata inclinazione a delinquere dell’uomo applicava nei confronti del predetto la misura della custodia cautelare in carcere.