Fuga da film nel carcere di Foggia, evasione sventata dalla polizia penitenziaria

Ancora episodi di aggressione nelle carceri pugliesi denunciate dal sindacato degli agenti penitenziari

Ormai non fanno più nemmeno notizia questi eventi che accadono nelle carceri, e questo è grave poiché questo disinteresse anche mediatico nei confronti della situazione penitenziaria pugliese, diventa sempre più preoccupante poiché i detenuti aumentano sempre di più ed i poliziotti diminuiscono. In mancanza di sicurezza accade di tutto e di più, a partire  dai detenuti ‘psichiatrici’ che hanno licenza di fare tutto quello che vogliono, anche di ‘uccidere’ tanto poi non pagano nulla”. La denuncia arriva dal Sappe, sindacato della polizia penitenziaria.

Venerdì scorso un giovane extracomunitario è riuscito a scavalcare la recinzione dei passeggi del carcere foggiano (nonostante siano stati spesi molti soldi per la sua messa in sicurezza), tentando poi di raggiungere il muro dell’intercinta utilizzando dei fili elettrici dei lampioni che si erano spezzati. Fortunatamente grazie all’immediato intervento dei  pochi poliziotti in servizio, il detenuto è stato circondato e costretto a scendere.

Lunedì scorso invece presso il carcere di Bari un detenuto italiano di circa 30 anni anch’esso con problemi psichiatrici in carcere per furto, dopo un ricovero di circa tre mesi presso il reparto protetto “gabbione”  del policlinico appena rientrato nel penitenziario, durante l’immissione dei passeggi, andava in escandescenza aggredendo due poliziotti  che, venivano  accompagnati presso il pronto soccorso del nosocomio con prognosi di vari giorni.

Secondo il sindacato, i detenuti avrebbero la licenza di “picchiare, dimenarsi, aggredire senza alcun limite, i poliziotti sono obbligati a porre in essere una difesa passiva, tesa a cercare di contenere  il detenuto poiché  non lo possono toccare nemmeno con un dito, altrimenti scattano denunce per violenza”. “Da quando sono stati chiusi i manicomi criminali ed i detenuti ‘pazzi’ sono stati buttati nelle carceri – spiegano -, solo in Puglia più di  un centinaio di poliziotti penitenziari hanno subito aggressioni con lesioni anche gravi nonostante la gestione di tali ‘malati’ sia passata completamente al servizio sanitario pubblico. In carcere questi pazzi invece di essere seguiti h 24 da personale specializzato (medici e paramedici),  quando va bene vengono visitati per qualche minuto al giorno eppoi lasciati al loro destino ed alla completa gestione dei poliziotti che da soli devono anche controllare centinaia di detenuti”.

Proprio per questo, il SAPPE attraverso lo studio legale Putignano sta approntando della cause di risarcimento del danno contro la regione Puglia, poiché non garantiscono  alcuna assistenza a questi malati,  con conseguenze gravi per i poliziotti che non hanno né mezzi ne conoscenze per trattare  questi pazzi. “Da tempo lanciamo l’allarme sulla delicatezza della situazione – continuano – poiché  in questa estate torrida,  nonostante le forti proteste, le carceri pugliesi continuano a riempirsi oltre l’inverosimile con Taranto, per esempio  che ha superato il 100% di sovraffollamento con oltre 600 detenuti  a fronte di meno di 300 posti disponibili. Non se la passano meglio  altre carceri da Lecce a Foggia, da Trani a Brindisi e così via, tanto è vero che la media del sovraffollamento regionale è di oltre il 60% (3650 presenze a fronte di 2300 posti), livello mai raggiunto a livello nazionale. Purtroppo nemmeno la nomina a senatrice nel movimento 5 stelle della Dirigente del carcere di Trani è servita a qualcosa, nonostante la stessa fino a pochi mesi fa denunciava insieme a noi la drammaticità della situazione penitenziaria pugliese”.

“Alla senatrice Piarulli – concludono – abbiamo chiesto più volte di presentare un interrogazione parlamentare urgente al Ministro  della Giustizia che fa parte del suo stesso movimento, affinchè la Puglia venisse trattata allo stesso livello delle altre regioni sia per quanto riguarda il sovraffollamento dei detenuti, che per gli organici della polizia penitenziaria, inutilmente. Peccato poiché un aiuto così autorevole sia venuto meno nel momento di maggior bisogno, forse l’aria romana fa dimenticare tutto. Poiché i numeri sono più significativi di qualsiasi parola ci permettiamo di pubblicare la situazione nazionale riferita al sovraffollamento dei detenuti ed alle piante organiche da cui emerge in maniera chiara la drammaticità della situazione pugliese”.