Buon Samaritano, battaglia agli strozzini della mafia foggiana. Prestiti per 1,3 milioni erogati in un anno

Report 2017 del presidente della Fondazione, Pippo Cavaliere. Annunciata una sede a Cerignola. Premiato Pino D’Alessandro, “volontario dell’anno”

Analisi e prospettive della Fondazione Antiusura “Buon Samaritano” nell’assemblea ordinaria di questo pomeriggio presso l’Auditorium Monsignor Farina del Palazzo Vescovile, nel corso della quale il presidente, l’ingegner Pippo Cavaliere, ha illustrato l’attività svolta nell’anno 2017.

I numeri

Dall’inizio della sua operatività, la Fondazione, giunta al suo 23esimo anno di vita, ha accolto circa 3900 famiglie, erogando prestiti per un importo complessivo di 11.264.363 euro e beneficenze a favore dei soggetti più bisognosi per un importo di circa  270.000 euro. Nel solo anno 2017 le famiglie accolte sono state 122 per un totale di prestiti erogati pari a 1.347.750 euro fornendo assistenza e consulenza sul piano economico, sociale, legale, professionale e psicologico.

L’assemblea aperta alla stampa e alle istituzioni – presenti il Procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro, il rappresentante del Prefetto Massimo Mariani, delegati di Polizia e Carabinieri, il presidente di Confindustria Gianni Rotice con il referente dell’Ufficio Studi dell’associazione dell’aquila Micky de Finis, l’assessore comunale Antonio Bove e molti altri – è stata l’occasione per riflettere sul senso della lotta all’usura e sul significato della prevenzione al sovra indebitamento.

Il presidente onorario della Fondazione, l’Arcivescovo Vincenzo Pelvi, ha mutuato le parole di Papa Francesco pronunciate nell’udienza dello scorso febbraio con la Consulta Nazionale Antiusura e tutte le fondazioni italiane, citando “il nuovo umanesimo economico che vada oltre la logica di scarto che genera squilibri”.

“La Fondazione Buon Samaritano ha fatto una scelta formativa, è una scuola di umanità e di legalità, una sensibilità che opera nella storia e nella coscienza di tanti bisognosi – ha detto Pelvi -. È bello sapere che questa Fondazione forma una mentalità improntata all’onestà. L’usura umilia e uccide come un serpente che strangola le sue vittime. Dobbiamo sottrarre le persone all’apologia del debito ed educare ad uno stile di vita sobria, che non rincorra la patologia del debito. Tanti intraprendono un percorso di debito, ma sappiamo che l’usurato, che nessuno di noi deve giudicare, è una persona infelice. Chi è nel baratro non può restarci”. Parole forti da parte del padre della Diocesi Foggia-Bovino anche sul gambling. “Il gioco sta sterminando persone e famiglie, si tratta di una patologia sottaciuta che quando ti prende ti uccide. Vogliamo continuare ad impegnare la Fondazione a far rialzare chi è caduto nella povertà. La Fondazione è una luce che illumina e che conferma che non tutto è fallito, non tutto è finito. Continuiamo questo servizio, la fondazione è un lievito per la società. In fondo gli usurai non possono essere benefattori, ma sono dei delinquenti che stritolando. Aiutiamo la Fondazione a continuare nella sua opera in un territorio, che non è solo martoriato ma pieno di germi di umanità”.

Le attività

Nella sua lunga ed articolata relazione il presidente Cavaliere davanti ai tanti volontari della FBS ha ammesso che il  2017 è stato un anno molto duro. Gli ultimi dati dell’Istat sulla povertà, del resto, lo ratificano.  5 milioni di italiani vivono in povertà assoluta.

“La domanda che più frequentemente mi è stata posta in questi lunghi ed entusiasmanti 23 anni di operatività, è stata la seguente: come va la Fondazione? Ebbene, ancora oggi, prevale in me un senso di incertezza su come rispondere. Le migliaia di persone che si sono rivolte alla Fondazione potrebbero costituire per noi motivo di orgoglio e di soddisfazione; aver accolto un così alto numero di persone significa che la Fondazione è riuscita ad integrarsi nel contesto della nostra realtà e ad intercettare i bisogni della gente in difficoltà. Dall’altro lato questi dati sono però la testimonianza del grave stato di difficoltà economica in cui vivono tantissime famiglie foggiane e della condizione di disagio economico vissuta anche da soggetti appartenenti alle categorie dei commercianti e dei piccoli imprenditori, che alla Fondazione hanno fatto ricorso”, ha detto in esordio l’ingegnere.

Anche in Fondazione i volontari hanno ascoltato famiglie che dipendono dalla pensione di qualche over 65. Crescono gli ascolti dei “workingpoors”, ossia di quei lavoratori con un basso livello di reddito, divisi tra salari da fame e contratti ad intermittenza.

“Si tratta per lo più di giovani all’ingresso del mondo del lavoro che non riescono a rendersi autonomi dalle famiglie, stranieri poco tutelati e donne divise a fatica tra un impegno e la famiglia – ha spiegato il presidente – il tasso di occupazione femminile a Foggia è 40 punti percentuali inferiore a quello registrato, ad esempio, a Bologna; è questo il segnale che le differenze di genere diminuiscono, ma quelle tra donne del nord e del sud aumentano sempre più”.

È complesso il fenomeno delle famiglie indebitate con più finanziarie. La Fondazione, come ha evidenziato Cavaliere, si è ritrovata a dover ristrutturare i debiti di nuclei familiari indebitati con ben 12 finanziarie differenti. In una spirale di consumo e approvvigionamento di liquidità a debito sempre più costoso, per tassi e logoramento della crif.

Dettagliato il resoconto sull’usura in Capitanata, riferito anche dalla relazione della Commissione Antimafia, che ha dedicato un importante capitolo al “fenomeno Foggia” e alla sua quarta mafia.

“C’è voluto l’assassinio feroce, dopo un incredibile inseguimento, dei due contadini innocenti testimoni dell’ennesimo delitto nell’agosto 2017, con il conseguente arrivo in città del Ministro dell’interno perché, dopo anni di basso profilo, la questione foggiana diventasse questione primaria.  Occorreva davvero la mattanza?”, l’interrogativo.

“Usura ed estorsioni stanno diventando fenomeni sempre più sommersi, le organizzazioni criminali che controllano il racket cambiano il loro modus operandi con forme meno dirette ed evidenti, ma spesso le vittime continuano a tacere e a non denunciare. Anche quando le indagini accertano la responsabilità di usurai ed estorsori, le vittime si ostinano a tacere o a minimizzare anche a rischio di affrontare imputazioni per favoreggiamento. L’attività delle forze di polizia produce così risultati più limitati rispetto a quelli che potrebbe produrre in presenza di una più intensa collaborazione da parte delle vittime”, è l’analisi.

Crescono allo sportello della Fondazione le richieste d’aiuto da parte di persone affette dalla patologia del gioco d’azzardo. Cavaliere ha diffuso dei dati nazionali e locali. “Relativamente alla sola Puglia abbiamo dati riguardanti il 2016 con una spesa per il gioco di 6 milioni di euro, che non tiene però conto della quota “giocata” on line, nota a livello nazionale ma non regionale. In Puglia sono attive 22.377 slot machine in 5024 esercizi pubblici, oltre a 2869 gambling machine presenti in 331 sale dedicate. Queste ultime posseggono potenzialità di gran lunga superiori alle tradizionali slot-machine, in grado pertanto di garantire elevatissime performance sul piano economico. Sorvolo sulla gestione di parte di queste strutture da parte della criminalità”, ha rimarcato. Non va sottovalutato il grido di allarme lanciato a più riprese sia dalla Banca d’Italia sia dalla Procura Nazionale Antimafia: numerose sale da gioco del territorio sono sede di riciclaggio da parte della criminalità.

Premio di laurea sull’usura

Nell’ambito delle iniziative tese a promuovere un’adeguata azione preventiva nei confronti dei giovani, per indurli ad approfondire una tematica così delicata ed educarli al corretto uso del denaro, la Fondazione, in collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia, ha messo a disposizione una borsa di studio, dell’importo di  1.500 euro, destinata alla migliore tesi di laurea in tema di usura discussa entro aprile 2017. L’iniziativa è stata intitolata “Premio di Laurea Lucia Navazio”, dedicata alla stimatissima magistrato, scomparsa alcuni anni fa ed autrice di numerosi manoscritti e pubblicazioni sull’usura. Il premio nel 2017-2018 è stato conferito alla studentessa e giurista Federica Bianchi, che ha elaborato una tesi di laurea sui “Profili civilistici dell’usura”.

Il territorio e i volontari

La Fondazione ha tre istituti di credito convenzionati: il Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo, la BPER e la Banca Popolare di Bari. Tra i maggiori collaboratori i notai del consiglio notarile della provincia di Foggia, rappresentato oggi dal notaio Antonio Pepe, l’ex presidente dell’amministrazione provinciale, da cui partì l’idea  di offrire atti di mutuo stipulati gratuitamente dai notai che di volta in volta vengono individuati dal consiglio.

Il premio come miglior volontario del 2017 è andato all’ex direttore di banca ormai in pensione, Pino d’Alessandro, volontario instancabile, grande consigliere e tecnico preparato che da 8 anni fornisce la sua opera in Via Cantù. A l’Immediato d’Alessandro ha sottolineato di aver svestito i panni del bancario e di aver compreso la sofferenza di tante famiglie. “Mi ha colpito vedere così tante famiglie indebitate per le finanziarie e per il gioco d’azzardo, un fenomeno in aumento nella nostra città”, ha sottolineato.

Premio anche per il Prefetto Mariani, per il suo impegno, dopo i fatti del 9 agosto, che hanno cementato l’intesa con i presidi territoriali. “La partecipazione del cittadino e l’importanza della collaborazione sono essenziali. Prevenzione prima che repressione”, ha detto la sua delegata, ricevendo la targa.

La notizia

Al termine del suo intervento Cavaliere ha anche annunciato la prossima iniziativa dell’autunno. “Abbiamo deciso di aprire uno sportello a Cerignola, abbiamo apprezzato il coraggio del Vescovo Renna”, ha anticipato. In sala anche il direttore della Caritas di Cerignola Giovanni Laino. “Già dal 2005 è in essere una convenzione tra la Diocesi di Cerignola e la Fondazione Buon Samaritano- ha rilevato alla nostra testata web- C’è stata una attività pregressa, che ha conosciuto una pausa durata circa 2 anni. Adesso riprendiamo le attività con un nuovo gruppo di collaboratori, che stiamo strutturando e stiamo addestrando. I collaboratori saranno ospitato presso la Fondazione per prendere parte agli ascolti e sviluppare quelle capacità che vadano oltre il tecnicismo e la conoscenza formale e che ci sia questo farsi prossimo nella situazione di bisogno”.

Secondo il direttore anche a Cerignola “c’è una realtà che si vede e una realtà che non si vede”. “La situazione è difficile, Cerignola ha tantissime potenzialità, ha tantissima gente onesta e che si vuole impegnare. La presenza di certe realtà come la Fondazione Buon Samaritano va vista in questa ottica di sostegno e collaborazione. Tra settembre ed ottobre riapriremo i battenti”.

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