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Home - Teschi umani nelle grave tra Vieste e Mattinata, continuano i macabri ritrovamenti

Teschi umani nelle grave tra Vieste e Mattinata, continuano i macabri ritrovamenti

Di Francesco Pesante
25 Giugno 2018
in Cronaca
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Ritrovamento di alcuni teschi umani nelle grave del Gargano, in particolare nel tratto tra Vieste e Mattinata. Continuano, dunque, le macabre scoperte delle squadre “Carabinieri Cacciatori”, in azione sul promontorio dallo scorso 10 agosto, all’indomani della strage di San Marco in Lamis. I teschi apparterrebbero a vittime di lupara bianca ma saranno necessari ulteriori accertamenti del RIS per verificarne la provenienza. I carabinieri sulla vicenda mantengono il massimo riserbo.

È lunghissimo l’elenco di grave, grotte e cavità artificiali messe all’attenzione dei militari sul Gargano. Alcune decine quelle già controllate nelle scorse settimane ma il lavoro è ancora lungo. In due delle gravine monitorate a marzo scorso, come già raccontato, sono emersi i primi resti umani. I ritrovamenti si sono verificati in località “Vergon del Lupo”, agro di Mattinata, in un’area della Foresta Umbra a ridosso con il territorio di Vieste, e a “Paradiso Selvaggio”, agro viestano.

Le ipotesi investigative portano a due nomi in particolare. Il primo sarebbe quello di Salvatore Ranieri, scomparso nell’ormai lontano 2003. Il giovane svanì nel nulla l’8 agosto ma la notizia trapelò solo verso la fine di quel mese. Ranieri, all’epoca custode di un campeggio a Vieste, si allontanò da casa a bordo di una Fiat di colore verde. I carabinieri avviarono le ricerche sia nell’entroterra sia in mare, tutte con esito negativo. Dalle indagini non risultarono neppure telefonate fatte dal suo cellulare nelle ultime settimane. Il giovane, che viveva da solo, era stato raggiunto un paio di anni prima dal Ros di Ancona con l’accusa di essere un corriere della droga, ma il suo arresto non fu mai convalidato.

“Paradiso Selvaggio”, invece, è la località nella quale fu ritrovata l’auto di Francesco Libergolis, allevatore 41enne di Monte Sant’Angelo che scomparve il 24 giugno 2011. La macchina dell’uomo, una Fiat Punto, fu ritrovata il 6 luglio successivo proprio a “Paradiso Selvaggio”, una zona fittamente boschiva di Vieste. Per l’esattezza presso una stradina interrotta per lavori in corso, dopo un bivio tra Vieste e Mattinata, verso il residence R.Cupari. Una statale interna per Mattinata in un tratturo vicino all’omonima discoteca da tempo chiusa. Fedina penale immacolata, quella di Libergolis, ma una parentela pericolosa in quanto cugino del boss Ciccillo detto “u Calcarul” Libergolis, ucciso a Monte Sant’Angelo il 26 ottobre 2010 all’età di 66 anni.

Il presunto informatore

Ma chi si nasconde dietro il ritrovamento delle ossa? È tutto merito dei Cacciatori? Basta la mappa catastale delle grotte e cavità garganiche per setacciare il territorio e trovare resti umani abbandonati in quelle grave ormai da anni? Secondo fonti ben informate c’è dell’altro. Quei ritrovamenti sarebbero sì frutto di attività investigativa ma favoriti da alcune dritte che un elemento di spicco di un clan garganico sta fornendo agli inquirenti già da qualche tempo. Informazioni probabilmente utili ad affossare un elemento del suo stesso gruppo criminale che negli ultimi mesi stava manifestando smanie di grandezza. Ma sulla questione i carabinieri serbano il silenzio investigativo.

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Tags: cacciatoricarabinierigarganoMattinataossa umaneVieste
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