Restituire bellezza a Foggia, l’impegno dell’ANCE. Ramundo: “Al Comune chiediamo il Pug”

“A livello estetico non si può negare che la città abbia bisogno di una riqualificazione nei suoi punti nevralgici”

I tanti manufatti nuovi invenduti, presenti in città, impongono all’Ance Foggia di “non fossilizzarsi” sulle case e sulle nuove costruzioni. La presidente dell’associazione confindustriale degli edili Annj Ramundo insieme al direttore Saverio Padalino a l’Immediato non nega che ci siano dei problemi, ma il comparto è legato a tutti i settori, non ultimo a quello dei lavori pubblici.

Di recente l’Ance ha avuto un nuovo incontro cadenzato in Prefettura, nell’ambito del monitoraggio d’equipe contro il lavoro nero, sommerso e grigio insieme ai sindacati, alla direzione dell’Inail e all’Inps e agli assessorati locali competenti.

Lavoro grigio

“Spesso delle imprese che dovrebbero applicare il contratto collettivo nazionale degli edili non lo applicano, dal momento che contratto degli edili è più oneroso- rimarca l’imprenditrice della nota famiglia del calcestruzzo- cercano quindi di dribblare le regole applicando contratti multi service, che costano il 30% in meno. L’azienda paga i contributi, ma eludono con un contratto diverso rispetto a quello che la stazione appaltante dovrebbe imporre nei suoi controlli. Il problema è molto diffuso ed è anche legato al costo del lavoro.  Stiamo cercando di avere convergenza, linearità e coerenza. Noi come Ance rappresentiamo delle imprese, ma rappresentiamo quelle sane. Tuteliamo la legalità e il rispetto delle regole, il che significa vigilare sulla correttezza perché le imprese non in regola sono vera e propria concorrenza sleale per tutti noi”.

200 le imprese inscritte all’Ance in tutta la Capitanata, ma attraverso la Cassa Edile, alla quale per un obbligo di legge sono inscritte tutte le aziende dell’edilizia, Ance, che compartecipa l’ente bilaterale al 50% con i sindacati, rappresenta in maniera indiretta e globale tutta la platea del segmento. Del resto è proprio l’Ance a firmare il contratto collettivo degli edili a livello nazionale.

Non solo sensibilizzazione sull’applicazione dei contratti, l’organizzazione sta anche chiedendo al Prefetto di sollecitare le stazioni appaltanti affinché quelle opere che possono partire, partano realmente senza che siano ancora bloccate dalla burocrazia. “Lo stesso Prefetto ci ha parlato di un lavoro che da 3 anni è fermo al Cara per una serie di lungaggini, moltiplicate dal codice degli appalti”, spiega Padalino.

Quei lavori bloccati

Orbitale frenata da alcuni ricorsi, pista del Gino Lisa, rigenerazione urbana, riqualificazione dell’Ente Fiera. I lavori in fase di stallo nella città di Foggia valgono almeno 100 milioni di euro di investimenti, secondo la stima consegnata all’Ance al tavolo istituzionale dall’assessore all’Urbanistica Ciccio d’Emilio.

L’associazione di categoria al tavolo tecnico sta anche cercando di incrociare domanda e offerta per rispondere al meglio alle nuove esigenze dell’abitare. Le nuove costruzioni non possono più essere palazzi avulsi dalla vita pubblica.

Gli effettivi bisogni dei potenziali clienti sono molto mutati dall’inizio della terribile crisi del 2008. Annj Ramundo da donna e da madre sa bene quanto sia importante vivere lontani o separati da picchi di traffico in zone car-free.

“Le politiche dell’abitare incidono sulla qualità della vita, oggi le famiglie possono accedere a mutui inferiori e ad ambienti nuovi più piccoli, ma chiedono spazi comuni efficienti. Tutto ciò che è attorno al plesso è determinante per l’acquisto, la razionalizzazione degli spazi è decisiva, con ambienti comuni per il riciclo dei rifiuti, per le lavanderie, gli asciugatori. I servizi esterni sono diventati essenziali, si cercano spazi vivibili, la concorrenza si è alzata e la tipologia è di alta qualità. Prima tutto era fuori capitolato, oggi il cliente vuole entrare in un ambiente completo con standard più consoni”.

Housing&Pug

Annj Ramundo

A tal proposito è centrale il tema del costo del consumo di suolo. Gli oneri di urbanizzazione delle imprese non potranno mai coprire interamente i costi dei servizi, che sono a spese di tutta la collettività. È per questo che è nato l’affaire Housing sociale, sollevato, come osserva la presidente, anche dalla richiesta di Ance al Comune del Pug, tanto atteso ma ancora non licenziato.

Il Comune potrà esprimersi compiutamente sul Pug, per il quale ha rinnovato una nuova consulenza sempre all’architetto Karrer, solo ad Housing certo. “Noi non siamo pro o contro l’Housing sociale, vogliamo solo che non vi sia più il palleggiamento tra Comune e Regione: chi aveva presentato il proprio progetto 10 anni fa aveva delle aspettative che oggi potrebbero mutare per le circostanze date dal mercato. È un procedimento che in 10 anni non si è concluso e che grava sugli imprenditori che avevano fatto degli investimenti. La situazione va definita, non può restare appesa”. Di quei 27 progetti, molti sono stati già scremati mentre sono trascorsi molti mesi dall’annuncio del sindaco Franco Landella dell’accordo trovato in Regione. Alcuni dei progetti, da Vittozzi a Leccese, entrambi ricorrenti, presentano un grande consumo di suolo. “Non vogliamo entrare nei numeri degli appartamenti e della percentuale che deve essere conferita per l’emergenza abitativa, sappiamo soltanto che in 10 anni si è perso entusiasmo. Noi siamo però propulsivi, perché anche l’avvio dell’housing significa avere più lavoro. Tuttavia non possiamo limitarci a questo, serve ragionare sul welfare urbano e sulle tante case e scuole inadatte e insicure che necessitano di un adeguamento sismico”, rimarca la presidente.

A livello nazionale l’Ance ha presentato le iniziative eco-bonus e sisma-bonus come credito d’imposta per i condomini.

Bellezza dove sei?

“A livello estetico non si può negare che Foggia abbia bisogno di una riqualificazione nei suoi punti nevralgici”. Quali sono le zone della città che maggiormente richiedono interventi secondo voi edili? “Al primo posto metterei Via San Severo, lì l’orbitale rappresenterebbe una svolta. Poi i Quartieri Settecenteschi, di cui si parla da 700 anni”, scherza amara Ramundo.

“Ho cambiato 7 presidenti e non siamo riusciti a venire a capo di quell’area – aggiunge Padalino – perché la proprietà è molto frastagliata. Ci provò l’ex assessore Salatto, ma poi tutto cadde nel vuoto. È ovvio che gli imprenditori cerchino la loro giusta convenienza economica, il progetto non deve essere né speculativo né di beneficienza rispetto ad ogni singolo proprietario che rivendica un suo diritto. Va agito il pubblico interesse, con gli espropri da parte del Comune, con un riadattamento, preservando l’esistente o con un nuovo progetto”.

CityLife è un sogno psichedelico e allucinatorio per Foggia? “L’idea di una grande torre non è da scartare a priori, dobbiamo dare bellezza a Foggia, come dice il mio vicepresidente Paolo Lops il concetto dell’estetica urbana va legato alla funzionalità”.

Al terzo posto, secondo Ramundo, c’è il centro storico, che “va manutentato”. Col caos generato dal ricorso vinto dall’impresa di Gino Boscaino in Via Gandhi, si è creato oggi un precedente per chi chiede che vengano realizzati i progetti del Comparto 28, tutti meno invasivi dei palazzoni in costruzione che stanno trasformando l’orizzonte dell’area e di chi già vi risiede. “Al Comune abbiamo chiesto idee precise e definite dal Pug, gli imprenditori hanno il diritto di sapere dove poter investire e scegliere come farlo, con certezza. Chiediamo una regolamentazione, le imprese devono avere chiaro dove investire”, conclude la presidente.