Pietra, Piccirillo e la sua lista di outsider contro i big. “Ripartiamo da risorse primarie, agricoltura e turismo”

L’idea del candidato è quella di un utilizzo razionale del patrimonio forestale per favorire l’occupazione col il concorso di idee rivolto ad università e tecnici per cantierizzare i migliori progetti

Alla fine martedì sera il sindaco uscente di Pietramontecorvino Raimondo Giallella non si è presentato all’invito di uno dei suoi competitor, Rino Lamarucciola della lista civica Unità e Identità, ex primo cittadino con 10 anni di governo alle spalle, che ha tenuto un comizio nella cittadina. Il clima sui Monti Dauni è di estrema competizione elettorale: il candidato sindaco della lista Pietra Libera e Forte, Alfonso Piccirillo, uno dei due outsider, sta puntando dritto sui punti deboli dei due “big”. Se da un lato Lamarucciola ha nei suoi passati governi accettato troppo di buon grado l’eolico, il suo successore, l’attuale sindaco Giallella, dall’altro, sta concedendo con troppa liberalità concessioni per capannoni per allevamenti avicoli, un investimento che non sta creando l’indotto e il lavoro sperati.

Tra i candidati di Piccirillo sindaco, funzionario di banca, con la passione del teatro e della poesia si contano due infermieri professionali, due insegnanti di sostegno, un ingegnere tecnico, un artigiano, un agricoltore, un impiegato ASL e una imprenditrice. I valori che uniscono il gruppo politico sono tutti esplicitati nel programma, che va dalla salvaguardia dell’ambiente con il netto stop ad altri parchi eolici e ripetitori e la prevenzione e cura del dissesto idrogeologico senza ricorso al  cemento, privilegiando alberi e regimentazione delle acque, alla promozione di un’agricoltura biologica per stimolare colture autoctone.

L’idea di Piccirillo è quella di un utilizzo razionale del patrimonio forestale per favorire l’occupazione col il concorso di idee rivolto ad università e tecnici per cantierizzare i migliori progetti. Sulle acque i candidati hanno lavorato molto. “Serve una raccolta delle acque delle nostre tante sorgenti, bene prezioso, anche per prevenire eventuali emergenze idriche con la Diga di Occhito vulnerabile per le fonti di inquinamento”, hanno spiegato nei numerosi comizi di queste settimane.

Ma è sulla salute e sul wellness che Pietra così come tutte le aree interne si gioca il suo futuro. “Dobbiamo favorire la prevenzione in tema sanitaria e promuovere l’assistenza a domicilio di anziani e ammalati in alternativa a ricoveri in strutture. Occorre promuovere lo sport per tutti come forma di prevenzione e stile di vita e dobbiamo rivendicare presso il Ministro dello Sviluppo la Zona Franca per i Monti Dauni, per favorire insediamenti produttivi legati al territorio”.

Specificatamente sul tema della salute la lista Pietra Libera e forte si impegna ad assicurare prestazioni di visite specialistiche a domicilio agli anziani e persone con difficoltà di deambulazione, a rivalutare il Consultorio sanitario, a creare uno sportello della salute con esperti e specialisti e a stipulare convenzioni con cooperative sociali per una qualificata assistenza domiciliare agli ammalati con campagne di sensibilizzazione e prevenzione sulle principali problematiche di salute alimentare. Piccirillo inoltre sul palco è stato molto critico con le precedenti amministrazioni. Pietra così come tanti altri comuni dei Monti Dauni ha ricevuto tantissimi finanziamenti negli anni, atti a riqualificare i borghi. Risorse che spesso sono servite ad implementare progetti senz’anima.

“Le scelte che servono per i nostri paesi non partono dal basso ma sono imposte dall’alto, da burocrati e politici che elaborano e poi ci impongono i loro disegni e progetti, eseguiti a tavolino – osserva il candidato sindaco -. Progetti che spesso non rispondono ai reali bisogni. Una società dell’Emilia riceve contributi europei per realizzare progetti nei nostri paesini per rilanciare il turismo. Da un’analisi di tali progetti emerge a nostro avviso che questa società non ha affatto colto le nostre specificità culturali e ambientali, tant’è che alcuni di questi progetti si sono rivelati un fallimento. Sulla nostra Torre Normanna ci sono computer spenti per un museo virtuale che doveva narrare tra l’altro una storia di brigantaggio fenomeno che a parte Celenza e San Marco La Catola, interessati in modo marginale., non ha mai riguardato Pietra. Il museo virtuale non è ancora partito.. Ma i soldi per questi progetti sono stati intascati dalla società emiliana?”

È candidato nella lista di Piccirillo anche l’ingegner Giovanni Malavenda, un calabrese sposato ad una cittadina di Pietra. “Nel 2009 mi sono trasferito in Puglia un territorio che adoro nonostante i problemi, sono residente a Pietra ed esercito la libera professione. Mia moglie è proprietaria di terreni e da qualche tempo stiamo cercando di sviluppare dei progetti sull’agroalimentare. Qui c’è il grano e poco altro, che è stato assassinato dalle speculazioni sui prezzi. Vorremmo chiudere la filiera a Pietramontecorvino”, spiega a l’Immediato.

Il territorio si sta riempiendo di impianti per polli campestri. E Malavenda è scettico. “Forse saranno redditizi per la grande azienda che li propone, ma non creano un grosso indotto, anzi questi allevamenti inquinano solo il territorio, gli allevamenti avicoli sono inquinanti. A Rino Lamarucciola rimprovero di aver lasciato aggredire il territorio dalle pale eoliche. Nell’agro di Pietra ci sono 2 parchi eolici da 28 aerogeneratori. È stata circondata, molti parchi insistono negli agri di Volturino, Motta e Castelnuovo. Oggi invece si eccede con le concessioni per le autorizzazioni degli impianti avicoli. Il centro storico e il turismo sono stati degradati, è vero che con Rino Lamarucciola c’era molta più vitalità, ho apprezzato più Rino che non Raimondo Giallella, ma ora è tempo di cambiare. Noi vogliamo ripartire dalle risorse primarie, che sono agricoltura e turismo e legare la trasformazione sul territorio, perché si può fare. Tanti ce l’hanno fatta: dobbiamo riuscirci anche noi”.