Pietramontecorvino al voto, Lamarucciola discute con Sciannameo e Salcuni in attesa del confronto con Giallella

I dibattiti nelle piccole comunità, dove si vince o si perde per una manciata di voti, si fanno caldi e importanti

Manca poco al voto del 10 giugno e i dibattiti nelle piccole comunità, dove si vince o si perde per una manciata di voti, si fanno caldi e importanti. A Pietramontecorvino in attesa dell’incontro-dibattito di oggi alle 20 col sindaco uscente Raimondo Giallella, invitato ad un appuntamento per confrontarsi in maniera costruttiva, il candidato sindaco Rino Lamarucciola ha tenuto ieri sera una tavola rotonda con l’avvocato Fabio Sciannameo, intervenuto sul parco della salute e sulla strategia per le aree interne, e con Franco Salcuni di Legambiente che ha portato la sua esperienza sulla rigenerazione culturale attuata a Monte Sant’Angelo nei tre lustri di Festambiente Sud, che quest’anno diventa itinerante.

Oggi Giallella potrebbe anche decidere di non presentarsi, dal momento che si ritiene in vantaggio rispetto al suo competitor. La sfida sembra essere a due, nonostante la presenza di altri due candidati, tra cui la giovane professionista pentastellata. Lamarucciola sta molto puntando sui temi a lui congeniali. Come riassegnare a Pietra un ruolo centrale? È presto detto: con iniziative di attrazione turistica culturale. “Siamo convinti che al di là dei comizi, contraddicendo l’altro con finte o poche verità, quando tutto diventa molto sterile, serva individuare un percorso – ha detto ai cittadini -. Abbiamo parlato già della rigenerazione urbana su Torrevecchia. Mancavano alcuni tematismi, che dovrebbero essere affrontati seriamente. Noi abbiamo individuato l’area che attiene alla strategia nazionale alle Aree Interne, noi abbiamo tutte le caratteristiche nazionali insieme a Murgia, Sud Salento e Gargano. Se l’Area Interna ad essere presentata come la solita lista spesa senza alcuna visione strategica sarebbe un percorso poco positivo. Noi avanziamo l’idea che forse i Comuni comincino a ridiscutere per rinegoziare un percorso diverso che potrebbe essere quello della zona franca”.

Secondo Lamarucciola per l’area interna dei Monti Dauni si dovrebbe partire dal Parco della Salute. La strategia Area Interna interviene con lo Stato che finanzia alcuni temi specifici come la salute, la formazione e lo sviluppo rurale. La dotazione finanziaria è tutto sommato modesta, 6 milioni per ogni area interna. Ma non c’è una visione comune sulle patologie né c’è un lavoro dettagliato su quale formazione occorra investire. Non c’è il principio della resilienza, secondo Sciannameo. Sono i valori territoriali a distinguere i paesi. Su questo assunto Franco Salcuni ha ripercorso un tema molto dibattuto nella letteratura meridionalistica, citando nuovamente, da spoletino d’adozione, alcuni suoi cavalli di battaglia, come  quello dell’economia umbra che vive del turismo di prossimità proveniente dai flussi da weekend della Capitale.

È necessario che ci siano dei capitali, non voglio parlare di risorse pubbliche,  perché la vera anomalia del Sud Italia è che noi stiamo pensando di fare sviluppo con le risorse pubbliche, mentre non pensiamo a che fine fanno i capitali privati. I privati fanno sviluppo, il Pubblico invece le infrastrutture. Noi forse, drogati da decenni di assistenzialismo aspettiamo che lo Stato o le Regioni intervengano sullo sviluppo e abbiamo immobilizzato i nostri capitali nel mattone. L’unico investimento che abbiamo fatto è nelle case, il dramma non è la svalutazione dell’immobiliare, ma nel fatto che non c’è un valore d’uso essenziale dei nostri beni. Noi abbiamo accumulato denaro nel mattone, mentre oggi serve investire in progetti produttivi”, ha detto. “Occorre convincere le famiglie a fare investimenti produttivi e questo accade solo in un territorio particolarmente attrattivo. L’altro ingrediente per lo sviluppo sono i legami, nessun territorio isolato può sopravvivere. Noi non siamo legati a Bari, a Napoli o a Roma, non siamo legati all’asse metropolitano adriatico. Non abbiamo costruito legami con territori ricchi di persone e di risorse che possono investire noi. Il provincialismo nostro lo si vede nel dibattito sull’aeroporto, ci preoccupiamo di intercettare qualche milanese o tedesco ma non ci preoccupiamo di farci vedere dai napoletani. Il che vuol dire che noi non sappiamo cos’è il turismo. Il turismo si regge sulla prossimità, la realtà turistica più valida secondo me del Gargano è Mattinata che lavora tutto l’anno, perché lavora con i montanari, con i manfredoniani e con i sangiovannesi. Sono attrattivi soprattutto coi locali”.