Lucera, si organizza il fronte anti Tutolo. Bizzarri aderisce a Civica Popolare

La battaglia del sindaco per il Palazzo del Tribunale di Lucera con l’avviso di garanzia ricevuto per omissione di atti d’ufficio è uno dei temi su cui si sta riorganizzando il campo politico

La battaglia del sindaco Antonio Tutolo per il Palazzo del Tribunale di Lucera con l’avviso di garanzia ricevuto per omissione di atti d’ufficio è uno dei temi su cui si sta riorganizzando il campo politico, che si oppone alla sua amministrazione e alla sua possibile ricandidatura per un secondo mandato.

L’avvocato e consigliere comunale Giuseppe Bizzarri insieme alle colleghe elette Simona Dell’Osso e Marina Petroianni sta per aderire al movimento Civica Popolare, che si ispira all’ex senatore Massimo Cassano ed è coordinato a livello provinciale da Rino de Martino. La costituzione formale del gruppo consiliare sarà comunicata nelle prossime settimane in Consiglio a Palazzo Mozzagrugno.

La storia politica recente di Bizzarri appare alquanto “manipolata” dallo storytelling partitico. L’avvocato svevo e figlio d’arte, in compagnia di Rino de Martino, la ripercorre a l’Immediato. “Nel 2014 fui il candidato sindaco di pezzi di centrodestra e del Pd. Io stesso avevo delle perplessità, che furono le stesse dell’elettorato Pd che non comprese quella operazione, forse troppo in anticipo con i tempi. Ho una matrice di centrodestra, ma dei maggiorenti storici del Pd di Lucera si presentarono al mio studio e mi chiesero la mia disponibilità. L’idea era di mettere insieme la parte buona della politica lucerina tagliando fuori l’amministrazione Dotoli. Oggi quel contesto non esiste più, perché il Pd vive una situazione ibrida, Tutolo ne è stato assorbito, con l’accordo con Leo Di Gioia ed Emiliano, che tra l’altro dopo le elezioni mi chiese di aderire al Pd, ma io non vi sono mai entrato, né ho scelto il civismo pugliese, perché non mi sento di centrosinistra. Oggi è troppo tardi per Di Gioia e per gli altri recuperare neutralità. Il Pd a Lucera è vittima di questa intesa sovra comunale”.

Perché Civica Popolare quindi? La risposta di Bizzarri è netta: “Civica Popolare non ha bandierine, porta ad un livello più elevato il civismo. Le liste civiche spesso si fermano all’esperienza elettorale, ma con un movimento più composito si può essere inseriti in una organizzazione ramificata regionale e provinciale. Non c’è vincolo di aderire al centrodestra, si ha un tipo di libertà che nessun partito oggi ha, tanto meno la Lega. Stimo Salvini, anche se non tutto della sua politica mi convince. Ma l’adesione ad un partito significa muoversi a prescindere dalle situazioni concrete di ciascun singolo luogo. Nei partiti si risponde a logiche che non rispondono alle realtà territoriali”.

Nel centrodestra lucerino Fabio Valerio non è il candidato naturale della coalizione, tanto più oggi col caos nazionale in cui l’Italia è immersa. “Forza Italia viene fuori dagli anni bui di Dotoli e da contrasti insanabili personali tra alcuni protagonisti”.

Quanto a Tutolo Bizzarri non ha dubbi: “C’è stato un forte risanamento dei conti, ma è stato troppo drastico, ha sottratto energie alla città, basta girare per Lucera per notare in quali condizioni sia. Tutolo poi si è rimangiato tante battaglie che lo avevano condotto alle vittoria, come quella sulla 167: si è affidato ad un esperto che intercetta finanziamenti, Sgobba, un uomo che ha lavorato anche per le passate amministrazioni”. Secondo Bizzarri il primo cittadino leader de La Pagnotta sta strumentalizzando anche l’affaire Tribunale. “Quando è in una posizione di difficoltà Tutolo distoglie l’attenzione con azioni eclatanti, è molto abile nel gestire i media. Ha ricevuto delle diffide, perché non ha risposto?”. L’avvocato lucerino mostra dei documenti.

Nella seduta tenutasi il 21 aprile del 2105 la commissione di manutenzione del circondario di Foggia composta dall’allora presidente del Tribunale Domenico De Facendis, l’allora procuratore della Repubblica Leonardo Leone de Castris, il dirigente della Procura Gennaro Perretti, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Stefano Pio Foglia, il giudice coordinatore dell’ufficio del Giudice di Pace Giovanna Perna e i sindaci di numerosi Comuni, aveva presentato al Comune di Lucera il rendiconto relativo alle spese sostenute per il funzionamento del Tribunale, pari a circa 190mila euro. Il presidente De Facendis aveva rappresentato la situazione di abbandono in cui versava l’immobile, per “la totale mancanza di manutenzione da parte del Comune con conseguente rischio per l’incolumità pubblica e del personale che è assegnato a quella sede”, come si legge nel verbale. Il presidente sottolineò in una precedente commissione che il persistente inadempimento del Comune avrebbe potuto realizzare la violazione dell’articolo 328 del codice penale e che andava formalizzato l’atto di diffida ad adempiere entro 60 giorni dalla delibera.

Il 21 aprile quindi, con la mancata messa in sicurezza dell’immobile, la commissione diffidò il sindaco del Comune di Lucera. In quel frangente il sindaco Tutolo chiese di poter utilizzare- almeno in parte- l’immobile sede della sezione stralcio, per allocarvi l’ufficio del giudice di pace, in modo da consentire i liberare il palazzo per destinarlo agli uffici comunali in immobili in locazione. “Il risparmio delle spese per i fitti passivi verrebbe reimpiegato per i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’immobile sede del soppresso tribunale”, suggerì il sindaco. Ma la proposta fu bocciata, perché non c’era la possibilità di liberare l’immobile dall’archivio e dal mobilio dal momento che il Comune di Foggia non aveva ancora consegnato nessun immobile, per altre ben note vicende altrettanto “tristi”. Nel luglio del 2017, il sindaco Tutolo e l’assessore al Patrimonio Fabrizio Abate avanzarono una offerta al Tribunale, dichiarandosi disponibili a stanziare in cofinanziamento una somma complessiva di 1 milione di euro.

“Come si è arrivati all’incuria odierna? Ci può anche stare che il Comune si rifiuti di fare dei lavori per mancanza di fondi, perché strozzato dai debiti, ma perché non ha impugnato la diffida?”, le domande di Bizzarri.

Intanto l’avvocato, mentre il collega l’avvocato Ettore Orlando è stato sabato scorso designato coordinatore cittadino dei Fratelli d’Italia e avrà il compito di guidare il partito a Lucera, interfacciandosi con le altre forze politiche del Centrodestra, lavora affinché non si spacchi il fronte anti-Tutolo, benché non si possa “prendere qualsiasi cosa”. “Dobbiamo creare un fronte comune presentando una squadra presentabile, giovane e competente. Tutolo sta mantenendo una posizione ambigua, perché sa che se annunciasse una sua ricandidatura Fabrizio Abate si staccherebbe, un Pd unito andrebbe ancora ad erodere il suo consenso”. Forte di quei 5900 voti ottenuti 4 anni fa Bizzarri avrà l’appoggio anche del movimento “Io ci sono” presieduto dall’avvocato Marcello Ferrante. “C’è fermento nel centrodestra lucerino”, conclude.

 





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