Orbitale di Foggia, i destini si intrecciano con la viabilità ospedaliera. Il piano del dg dei Riuniti

È prevista per domani 3 maggio in Comune, l’ennesima conferenza di servizi per acquisire nuovi pareri sulla realizzabilità dell’infrastruttura

“La complessità del Codice è diventata la scusa dietro la quale pezzi di amministrazione pubblica hanno in realtà provato a boicottarlo fino ad inondare l’Anac di questi dalla risposta evidente. Sul lato privato c’è invece l’uso del contenzioso a fini strumentali. Finchè sarà possibile ottenere in giudizio più soldi che facendo i lavori difficilmente le cose cambieranno”. Queste le parole del presidente dell’Anac Raffaele Cantone in una recente intervista. Parole che sembrano cucite addosso ad una grande opera foggiana che stenta a partire, ossia l’Orbitale.

È prevista per domani in Comune a Foggia, sotto la supervisione della Rup, l’architetta Tina Morra, l’ennesima conferenza di servizi per acquisire nuovi pareri sulla realizzabilità dell’infrastruttura, il cui appalto è stato affidato al Gruppo Favellato, dopo una enorme mole di ricorsi e giudizi amministrativi.

Nel dicembre del 2017 il consiglio comunale foggiano con una delibera ha approvato nell’ambito del Piano Urbano della Mobilità di Area Vasta per il Primo Lotto Funzionale Nuova Orbitale urbana area ovest la variante allo strumento urbanistico. Tutte le osservazioni pervenute in ordine agli espropri e al tracciato della seconda tangenziale di Foggia furono bocciate dalla Rup, compresa quella della ditta Soave, rappresentata dall’imprenditore Nunzio Caccavo, che a seguito di Decreto di Trasferimento di immobili emesso dal Tribunale di Foggia aveva rilevato che l’area interessata dal progetto dell’orbitale avrebbe sconvolto quella dell’ex Hotel President, dove il precedente proprietario aveva basato una proposta all’interno del Piano per l’emergenza abitativa.

La Soave srl ha acquisito l’area sulla quale insiste la proposta di housing sociale numero 30 subentrando di fatto alla In.Tur. srl. “Tutte le altre 29 proposte di housing sociale sono state puntualmente individuate e volutamente escluse dal progetto dell’orbitale, determinando non poche criticità di tracciato e funzionalità di tale importante arteria, mentre l’area in oggetto non solo non è stata considerata ma per di più è stata oggetto di un consistente attraversamento soggetto a variante urbanistica”, ha scritto Caccavo nella sua osservazione.

Ma la risposta di Tina Morra fu netta: “L’osservazione formulata dalla società SOAVE s.r.l. non è accoglibile attesa la carenza di interesse di detta società rispetto al programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa nel comune di Foggia, oggetto delle sentenze del TAR Puglia nn. 3819/2010, 1842/2011 e 900/2012. Difatti detti pronunciamenti giudiziali hanno disposto l’utile posizionamento in graduatoria, nel ruolo di soggetto proponente l’iniziativa edilizia da convenzionare, della società In.Tur. s.r.l., originaria proprietaria delle aree interessate. Ebbene, il mero trasferimento della proprietà delle aree ad altro soggetto, nel caso di specie la società SOAVE s.r.l., peraltro avvenuto a seguito di procedura esecutiva giudiziaria,non trasferisce certamente in capo all’acquirente anche i rapporti diversi da quelli meramente reali, quali quelli di natura obbligatoria, convenzionale o di semplice affidamento a contrarre già sorti in capo al soggetto cedente e non oggetto di espresso subentro concordato tra tutte le parti interessate al rapporto”.

Sul punto però la ditta Soave ha presentato ricorso al Tar, chiedendo addirittura l’intero annullamento della procedura di gara, sulla quale mancherebbe il contratto definitivo con l’imprenditore Claudio Favellato.

Intanto i destini dell’Orbitale si incrociano con quelli del nuovo plesso ospedaliero, la cui consegna dei lavori è prevista per la fine dell’estate 2018.

È ancora in piedi la proposta degli Ospedali Riuniti diretti dal dg Vitangelo Dattoli al Comune di Foggia, molto caldeggiata dall’ex assessore all’Urbanistica Augusto Marasco. L’azienda universitaria ospedaliera ha fatto richiesta della intera proprietà di Via Pinto, in modo da creare una vera e propria cittadella ospedaliera. Attualmente il manto stradale di quella via che dalla rotatoria conduce al nosocomio è in condizioni pietose, ma non è usuale negli enti locali privatizzare una strada, anche se in questo caso l’azienda è pubblica. Tra l’altro il Comune perderebbe tutto l’incasso della sosta a pagamento.

Gli Ospedali però nella loro proposta hanno già delineato la compensazione per il Comune: la governance ospedaliera realizzerebbe a sue spese con la sua stazione appaltante una via di collegamento, ad oggi assente, ma già tracciata, tra Via Martiri di Via Fani Via Lorenzo Perosi e l’area del secondo ingresso del Deu, dove sorgeranno il parcheggio e l’elisuperfice.

Poco lontano, in un terreno adiacente ad un piano integrato della ditta Tonti da tempo bloccato, dovrebbe passare l’Orbitale. E da lì si ha in animo di realizzare un’altra via che collegherebbe direttamente la nuova arteria cittadina a Via Pinto, così da armonizzare la viabilità e la mobilità verso i reparti.





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