Madonna Sette Veli, caos per uso immagine. “Vogliamo solo riportare festeggiamenti ai fasti di un tempo”

Le precisazioni di Bianco e D’Emilio: “Noi siamo un’associazione libera, non abbiamo fini liturgici. Siamo un’associazione laica e cittadina”

Antonio Bianco e Francesco D’Emilio, segretario e presidente della associazione Comitato Feste Patronali, insieme al presidente, un dipendente Amiu, Michele Di Lillo, assente, ma “presente col cuore” hanno spiegato il senso della loro iniziativa, che è stata delegittimata dall’Arcidiocesi con una nota ufficiale la settimana scorsa.
La questua cittadina, che ha scatenato le proteste e il niet della Curia, era partita il 6 aprile. Ma i responsabili hanno specificato di non essere collegati all’apparato di Santa Romana Chiesa.
“Siamo stati chiamati dall’ufficio Digos del Comune di Foggia, perché non potevamo utilizzare l’immagine della Madonna dei Sette Veli. Abbiamo subito bloccato le ricevute con quella immagine, i blocchetti dopo la sospensione sono stati distrutti”.
L’idea dell’associazione, regolarmente iscritta col codice fiscale, è riportare i festeggiamenti dell’Assunta ai fasti di alcune decadi fa, la festa patronale molti anni fa cominciava il 13 agosto.

Bianco e D’Emilio

“Noi siamo un’associazione libera, non abbiamo fini liturgici. Siamo un’associazione laica e cittadina. La festività negli ultimi anni era concentrata solo al 15 agosto, noi abbiamo proposto una raccolta fondi di contributi liberi. In base a quello che si raccoglie si faranno le manifestazioni. Per il 15 agosto provvedera’ il Comune di Foggia, noi organizzeremo le manifestazioni collaterali. Posso anticipare che il 13 ci sarà la banda cittadina in tutte le periferie perché la festa venga sentita anche da chi non può venire in centro, a cominciare dagli anziani. Non vogliamo intrometterci nelle iniziative delle confraternite, che sono regolamentate dalla Curia, abbiamo chiesto un nuovo incontro con Pelvi a livello amichevole”.
Nel blocchetto e nelle ricevute rilasciate il comitato aveva inserito “in buona fede” una immaginetta della Madonna. “Abbiamo sbagliato, abbiamo parlato venerdì con la Curia. Chiederemo scusa a Monsignore, non pensavamo che per l’immaginetta piccolina della Vergine servisse un’autorizzazione. Nel pomeriggio decideremo con i soci il da farsi, se ripartirà la questua cittadina rinformeremo questura e Prefettura. Siamo lieti anche di aprire il Comitato ad un sacerdote che ci venga segnalato dalla Curia”.