“L’acquasala salverà il mondo”: la mafia del Gargano e il ritorno alla terra di Luciano Castelluccia

Il credo gastrofilosofico, tra transumanza e ritorno alla terra, dell’anima del Carpino Folk Festival. “Vorrei convertire tutti al verbo podolico”

“Datevi 50 minuti per tornare a voi stessi, adorate il caciocavallo, il vostro dio è il caciocavallo, vorrei convertire tutti al verbo podolico”. Spiega così il suo credo gastrofilosofico, tra transumanza e ritorno alla terra, Luciano Castelluccia, da 23 anni consecutivi anima del Carpino Folk Festival. Dall’incontro col regista e video maker Roberto Moretto è nato il progetto Metano’s  e lo spettacolo “L’acquasala salverà il mondo”, la cui prima sarà celebrata a Foggia il primo aprile al Replay Club.

Metano’s sorge casualmente nel 2011 dall’intreccio di esperienze musicali ed artistiche differenti ma unite da tre comuni denominatori: il genio dei sapienti custodi della tradizione, la follia di un pastore di mandrie musicali, altrettanto sapiente custode di antiche tradizioni moderne, il viaggio e la transumanza musicale, guidata da Luciano Castelluccia, di tamburelli,  tammorre, castagnole, che come vacche al pascolo vanno a dissetarsi presso l’abbeveratoio di consolle e sampler, computer e mixer. Con Moretto invece Castelluccia ha condiviso un momento professionale importate nel 2016 alla festa della transumanza.

L’intellettuale carpinese alla sua prima esperienza attoriale, nel ricordo del “martire” dell’alluvione Antonio Facenna, metterà in scena una speciale forma di showcooking autoriale, in un monologo gastrofonico, che unirà musica e gastronomia, su testi del fotografo Rocco Pio Schiavone, ricerche dell’antropologa Patrizia Resta e brani di “La mafia innominabile” di Domenico Seccia e “Capitalisti di faida” di Francesca Scionti.

Il Gargano è il contesto etnografico di una faida che da oltre cinquant’anni contrappone sanguinosamente famiglie di allevatori. Il racconto teatrale raccolto da Castelluccia tra i pastori e tra la gente della Montagna Sacra è affidato alla voce e agli occhi di una vacca podolica. “Attraverso i suoi occhi spiego come è nata la faida garganica – spiega alla nostra testata web – la mafia sul Gargano nasce dall’abigeato. Furto di bestiame e sconfinamenti, questi sono i 2 motivi, i due presupposti della faida. La vacca racconta di essere portata via dalla masseria, si ritrova contesa da due amici. Uno dei due trova la morte, per mano dell’altro”.

Come in una genesi garganica, lo spettatore sarà condotto nell’archetipo stesso della mafia e della violenza, che spezza la fratellanza. A l’Immediato i due protagonisti annunciano che sarà un emozionante percorso multisensoriale, tra un (ri)morso di caciocavallo, rigorosamente “podolico”, ed una scodella di acquasale preparata al momento. In un inebriante, geniale ritorno al futuro, una commistione quasi perfetta di musica, parola, dannata e folle energia. Castelluccia infatti reciterà, preparando per il pubblico un piatto di acquasale, come in una nuova eucarestia sacrale. L’acquasale nelle sue diverse varianti era il piatto povero, tipico dei pastori e dei contadini, fatto di pane duro lasciato ammollare nell’acqua. “Reciterò un ritorno a noi stessi, un nuovo credo. Un ritorno alla terra, credo nell’evoluzione dell’incontro. La preparazione dell’acquasale sarà un momento di condivisione”.

Vita, territorio, cibo, in uno spettacolo culturale, antropologico e religioso. Un affascinante viaggio mistico che parte dal Gargano, dalle sue strade sterrate,  dai suoi campanacci, dai muggiti delle vacche podoliche, dai belati delle capre, dal movimento energico, dalla passione e dal forte senso di appartenenza alla terra d’origine dei suoi pastori. Un movimento viscerale che riprende quello convulso e strampalatamente ordinato delle mandrie, che rievoca la polvere che esse sollevano, lasciando il segno, che fa sentire la sua eco anche da lontano, proprio come i campanacci attaccati al collo di quei podolici quadrupedi che di notte scendono a valle dalle brulle, tonde, verdi montagne garganiche.

“Non c’è nulla di commerciale nello spettacolo -suggerisce Castelluccia -. Rinvia alla regione delle vacche, la Podolia in Ungheria e all’etimologia della parola, da podos, luogo”. Come ci arrivano le vacche podoliche fin sul Gargano dall’Ungheria? “Dobbiamo donare gentilezza, ritornando ai luoghi dei pastori, persone piene di umanità. Adottiamo un pastore, oggi nelle nostre terre c’è un ritorno alla pastorizia, perché non dobbiamo salvarci? C’è speranza, per andare avanti, dobbiamo tornare indietro”, conclude.  Il tutto sarà condito con una scenografia fatta di “Sponsale” e pomodori sospesi nel cielo, cornice perfetta per il rito del taglio del caciocavallo, che sostituisce lo spezzare del pane eucaristico.

Metano’s dj Set Podolico! in coperta e dotato di campanaccio vuole proiettare in un mondo migliore fatto di follia, acquasale e caciocavallo. Uno straordinario ed originale modo di promuovere il territorio ed i suoi prodotti tipici in altri posti, un modo differente di concepire una serata musicale.

Si comincia al Replay, è già questo è un atto rivoluzionario. “Vogliamo sverginare una discoteca, un posto consacrato allo sballo è ideale per sovvertire i luoghi comuni, riempiendolo di caciocavallo, creando così comunità”, rimarca Moretto.Poi inizierà l’European Podolic Tour. Il 14 a Ludwigsburg vicino Stoccarda e il 21 a Francoforte, in compagnia di alcune comunità di italiani in Germania.